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Peppermint – L’angelo della vendetta arriva in alta definizione blu-ray

Lo scorso marzo abbiamo salutato in sala Peppermint – L’angelo della vendetta, l’ultimo thriller/action firmato dal bravo Pierre Morel, ossia il regista francese responsabile di almeno due instant cult quali lo spericolato Banlieue 13 e il vendicativo Io vi troverò. Con Peppermint Pierre Morel torna ad esplorare i territori del cinema di vendetta ma questa volta sceglie un punto di vista squisitamente femminile che lo porta ad eleggere come nuova eroina/giustiziera la perfettamente in parte Jennifer Garner. Dopo un’accoglienza decisamente fredda alla sua uscita in sala, Peppermint – L’angelo della vendetta arriva in home video grazie ai canali distributivi di Koch Media e Lucky Red.

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Peppermint – L’angelo della vendetta, la recensione

Non penso sia corretto scomodare il movimento MeToo ogni qualvolta sul grande schermo venga proposta una storia in cui l’universo femminile è protagonista. Si rischia di far scivolare una battaglia profonda in un trend produttivo in linea con i tempi che corrono, un ferro da battere finché è caldo.

Prendete ad esempio la storia Riley North (Jennifer Garner). Dopo aver assistito impotente all’omicidio del marito e della famiglia si ritrova da madre e moglie felice a sicario spietato spinta da un’unica motivazione: la vendetta. Il resto è fuffa, con la polizia, giustizia e criminalità organizzata che non riescono né a starle dietro né a elaborare una risposta adeguata. E se questo piccola sinossi riesce ad esaurire l’intero contenuto del film, c’è poco da stare attenti a spoiler e rivelazioni in attese.

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Una vita da gatto, la recensione

Potere ai gatti!

In questi ultimi mesi, i gatti sono riusciti a spodestare il miglior amico dell’uomo al cinema; qualche anno fa toccò i cani (da Hachiko a Io & Marley, solo per citarne un paio), ora sono le controparti feline a essere i veri padroni. A spasso con Bob è il film indie in cui un micio salva la vita a un tossico mentre Una vita da gatto è il titolo che muove un grande cast per porre al centro un animale dal pelo stropicciato e dagli occhi parlanti.

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Dallas Buyers Club : la conferenza stampa a Roma

Partenza ingiustamente fiacca, al box office italiano, per il primo weekend di programmazione di Dallas Buyers Club, che guadagna il nono posto incassando 417 mila euro con una media di circa 2.800 euro in 147 sale. L’intenso film drammatico, diretto da Jean-Marc Vallée e interpretato da uno smunto ma formidabile Matthew McConaughey, è stato candidato a 6 Premi Oscar (tra cui Miglior Film e Miglior Attore Protagonista) e racconta la storia vera di Ron Woodroof, rude e omofobo texano che, nel 1985, contrae il virus dell’HIV. Allora, la malattia rappresentava un misterioso spauracchio, tanto che i medici gli danno non più di un mese di vita; lui, però, non si arrenderà e cercherà con ogni mezzo di procurare per sé e per chi, come lui, ne ha bisogno le doverose e appropriate cure mediche.
Dallas Buyers Club è stato presentato a Roma in conferenza stampa da Matthew McConaughey in carne e ossa. L’attore – spiritoso, loquace e carismatico – di nuovo in forma smagliante dopo lo stress a cui il suo fisico è stato sottoposto prima delle riprese del film; McConaughey, infatti, per entrare nei panni di Ron Woodroof , ha dovuto perdere ben 23 kili.
In coda all’articolo, potrete guardare in esclusiva il video integrale e una fotogallery dell’evento.

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Dallas Buyers Club, la recensione

Quando al cinema si affronta un tema come la malattia, c’è sempre un rischio enorme di cadere nel facile polpettone melodrammatico, con scivoloni nel patetismo che in un batter d’occhio possono letteralmente uccidere l’opera. Questo lo avevano capito, per fare un esempio tra i più recenti, il regista Jonathan Levine e lo sceneggiatore Will Reiser che con il bel film 50/50 erano riusciti a trattare la storia del giovane malato di cancro Joseph Gordon- Levitt con la leggerezza di una commedia. Craig Borten, lo sceneggiatore di Dallas Buyers Club, non prende la strada della risata amara ma riesce allo stesso modo ad evitare qualsiasi tentativo di buttarla in lacrima, di annaspare nel manieristico universo del patetico cinematografico e nel film diretto da Jean-Marc Vallée centra in pieno l’obiettivo.

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