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Halloween al cinema fino all’alba. Fra i tributi della nona Halloween Marathon anche quello a Ozzy Osbourne

Sarà il regista romano Gianfranco Giagni ad introdurre il prossimo 18 Ottobre al Teatro Romano Pascutto di San Stino di Livenza (VE) il suo lungometraggio d’esordio del 1988 Il Nido del Ragno. Una carriera quella di Giagni che nasce come aiuto regista di Mauro Bolognini, prosegue con la direzioni di vari videclip musicali degli anni ’80  per Vasco Rossi, Skiantos, Matia Bazar fino ad arrivare alla direzione di film, serie tv e documentari che lo porteranno a vincere nel 2010 il Nastro d’Argento e il Globo d’Oro per il documentario Dante Ferretti: Scenografo italiano.

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Il nido del ragno: un introvabile horror tra Argento e Polanski, per la prima volta in home video

Sul finire degli anni ‘80, quando ormai il genere horror – in Italia – aveva sparato tutte le sue cartucce migliori e si avviava stanco verso un oblio destinato a perdurare interi decenni (ancora oggi non ne siamo venuti fuori), la responsabilità di mantenere vivo il cinema dell’orrore sembrava essere affidata (quasi) esclusivamente a Dario Argento, per qualcosa a Lamberto Bava e a un giovane Michele Soavi che, proprio in quegli anni, iniziava a muovere i primi passi in qualità di regista.

Di tanto in tanto, tuttavia, qualcun altro provava a dare il suo contributo al genere senza però riuscire a performare o a lasciare il segno (tanto per citarne uno, Marcello Avallone con Spettri o Maya). In quest’ultima categoria rientra anche Gianfranco Giagni che esordisce nel cinema proprio con l’horror Il nido del ragno per poi intraprendere una lunga e fortunata carriera nel mondo del documentario (suo, tra le altre cose, il doc Carlo! che ripercorre la carriera di Carlo Verdone).

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CARLO!, la recensione del DVD

È indubbiamente l’autore che, più di ogni altro, si fa portabandiera dell’attuale commedia all’italiana. Ereditando quella comicità romanesca che ha reso celebri grandi Artisti del passato come Alberto Sordi, Aldo Fabrizi e Vittorio Gassman, Carlo Verdone ha saputo imporsi oggi come maggiore esponente di un intero genere riuscendo a portare avanti la tradizione della nostra commedia in maniera mai banale, usando lo strumento della risata per raccontare gli usi, ma soprattutto i vizi, degli italiani e della società di tutti i giorni.

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