Beast Movies – Guida al cinema degli animali assassini Made in Italy

Il cinema horror si è spesso approcciato alla tematica naturalistica ed ecologista mostrandoci le conseguenze dell’azione scellerata dell’uomo sulla Natura. Come si è avvicinato a queste suggestioni? Semplice! Scatenato le forze della Natura sull’uomo stesso, spesso sotto forma del suo più nobile rappresentate: il regno animale.

L’uomo distrugge il Pianeta con inquinamento, caccia, disboscamento e ogni più bieca azione lesiva per la Natura? Nel filone cinematografico conosciuto come eco-vengeance la Natura si prende una rivincita uccidendo il numero più consistente possibile di umani attraverso i mezzi (spesso apocalittici) che possiede; e il sotto-filone cinematografico più florido è senza dubbio quello degli animali assassini, il cosiddetto beast movie, che spesso e volentieri viene annesso al più ampio filone dei monster movie se c’è di mezzo una variante fantastica/fantascientifica che implica mutazioni e/o intervento extraterrestre.

Il monster movie è stato particolarmente florido negli Stati Uniti tra gli anni ’50 e gli anni ’70, quando il terrore nucleare post-bellico e le contemporanee paure da Guerra Fredda diedero al cinema elementi sufficienti per fantasticare di mostruose minacce provenienti da altri mondi o sulle conseguenze apocalittiche della bomba atomica. Non è un caso, infatti, se gli archetipi del beast movie sono produzioni di medio/baso budget che mettono gli umani – specialmente piccole comunità rurarli del Nord degli Stati Uniti – faccia a faccia con animali mutati geneticamente dalle radiazioni e resi aggressivi e gargantueschi, oppure liberati dalle loro prigioni preistoriche sotterranee dalle esplosioni atomiche. E se non è l’azione diretta delle radiazioni a trasformare in mostri semplici animali è l’intervento alieno (alieno = estraneo; estraneo = individuo ostile proveniente fuori dai confini statunitensi) o l’incontrollata sperimentazione scientifica umana.

Them!

Them! – Assalto alla Terra (1954)

Gioielli oggi vintage come Assalto alla Terra! (1954), Il mostro dei mari (1955), Tarantula! (1955), Beginning of the End! (1957), La mantide omicida (1957), La vendetta del ragno nero (1958), Attack of Giant Leeches (1959), The Giant Gila Monster (1959), solo per citare alcuni dei primi e più celebri monster movies. Filone che poi si è progressivamente trasformato rendendo le minacce meno “fantastiche” e più ctonie, trasfigurate in animali così come li vediamo quotidianamente.

Probabilmente è stato Gli uccelli (1963) di Alfred Hitchcock a sdoganare questa visione della natura letale e vendicativa, avviando il filone dell’eco-vengeance come lo conosciamo oggi e fornendo il là al beast movie più realistico. Ma il vero anno della svolta, quello del successo planetario e del film-fenomeno che ancora oggi crea imitazioni e omaggi, è 1975, quando uscì nei cinema il capolavoro di Steven Spielberg Lo squalo, vero apripista del beast movie moderno, legato anche alle suggestioni del cinema avventuroso e d’azione, preso ad esempio per gran parte dei successivi film del filone anche per la sua struttura narrativa.

Gli uccelli

Quello che si è sviluppato da Gli Uccelli e Lo squalo fino ad oggi è un panorama foltissimo di titoli, alcuni davvero memorabili, altri dimenticabili, altri ancora davvero pessimi fino allo sfociare nel demenziale di alcune produzioni televisive del terzo millennio.

Ultimo rappresentate di questo filone, in ordine cronologico mentre scriviamo, è Crawl – Intrappolati, un efficacissimo e claustrofobico horror che unisce la minaccia atmosferica (un uragano) a quella animale (un branco di famelici alligatori) e porta la firma di uno specialista del genere, Alexandre Aja, già artefice di Alta tensione e Le colline hanno gli occhi, supportato in produzione da un maestro dell’orrore come Sam Raimi. Crawl – Intrappolati arriverà nei cinema il 15 agosto distribuito da 20th Century Fox e per accompagnarvi a tale data, vogliamo raccontarvi il filone del beast movie da un punto di vista particolare, quello del cinema italiano e delle coproduzioni con l’Italia, che ha frequentato queste suggestioni soprattutto negli anni ’80, in risposta ai numerosi successi che da Lo squalo in poi si sono susseguiti Oltreoceano.

Grazie al contributo del nostro collaboratore Davide Comotti, esperto in cinema italiano di genere, stileremo un piccolo dossier in quattro parti che delineerà storicamente e analiticamente il beast movie made in Italy.

  1. Il modello di Spielberg: L’ultimo squalo
  2. Le co-produzioni: Tentacoli, L’orca assassina, Pirana Paura
  3. Variante fantastica: Wild Beasts, Rats – Notte di terrore, Killing Birds
  4. Acque pericolose: Il fiume del grande caimano, Shark – Rosso nell’oceano, Killer Crocodile 1 e 2

Roberto Giacomelli

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