Napoli Comicon. I Peggiori, la recensione

È frequente imbattersi in articoli che periodicamente strombazzano una fantomatica rinascita del cinema italiano, che puntualmente si traduce in un nuovo ripiombare nella consueta monotonia fatta di commedie tutte uguali e drammi famigliari radical chic di dubbio interesse. “Falsi allarmi” spesso generati dall’uscita di un film “diverso” dalla massa che, purtroppo, non smuove di una virgola il sistema produttivo nostrano, confermandosi caso isolato. Però oggi, 2017, con l’uscita de I Peggiori, opera prima da regista del giovane attore Vincenzo Alfieri, forse quella “rinascita” sta avvenendo realmente perché siamo giunti al momento della conferma e questo film può essere visto come il primo sintomo di questa agognata rinascita.

I Peggiori è, ancora una volta, la dimostrazione che anche in Italia è possibile uscire da quel dannoso percorso di opere costruite con lo stampino e dalla difficile vendibilità all’estero e si tratta di un film che arriva in un periodo di fermento cinematografico che ci suggerisce quanto una nuova generazione di giovani autori stia emergendo e guardi al sistema dei generi di stampo americano. Ma se oltreoceano è routine, da noi è sperimentazione e titoli come Lo chiamavano Jeeg Robot e Veloce come il vento sono chiari segnali che c’è l’esigenza e la voglia di fare qualche cosa di diverso in confronto agli standard italiani.

I Peggiori è un film fortemente convenzionale ma realizzato con quel gusto anarchico, fresco e giovanile che lo contraddistingue dalla massa e lo annette a questa “nouvelle vogue” che abbraccia il genere per raccontare l’attualità. E infatti I Peggiori, più dei suoi più stretti cugini, è un film che ci parla di oggi, del malcostume italiano, riesce, in poche parole, a fare satira. E lo fa alla maniera nostra, abbracciando in primis il genere della commedia.

Ma Vincenzo Alfieri, che viene dai set di Brizzi e Veronesi, non sembra un’esordiente e dimostra di avere un solidissimo mestiere non solo perché presenta una mano fermissima e molto predisposta a conferire ritmo alla narrazione, ma anche capacità di scrittura, perché I Peggiori, innanzitutto, ha una sceneggiatura brillante e ben equilibrata nel trovare un giusto compromesso tra il divertimento puro e il messaggio.

Il film di Alfieri ci racconta la storia di due fratelli di buona famiglia che si trovano costretti ad affrontare la pessima fama che ormai gravita sulla loro famiglia da quando la loro madre ha mandato in mezzo a una strada un centinaio di persone e poi è fuggita dall’Italia. I due vivono a Napoli e si prendono cura della sorellina tredicenne, ma per un caso fortuito si ritrovano ad essere gli idoli degli oppressi quando vengono ripresi da una videocamera di sorveglianza mentre cercano di rubare del denaro a un costruttore disonesto. Scambiati per eroi e idolatrati sul web, i due mettono su una vera e propria attività in cui vengono pagati per attuare vendette in favore agli oppressi.

Come capirete anche dalla trama, I Peggiori deve molto a Lo chiamavano Jeeg Robot per come utilizza la figura dell’eroe metropolitano (in questo caso non “super”) e la trasmette attraverso i mass media, ma a differenza del film di Mainetti, quello di Alfieri si abbandona maggiormente al linguaggio della commedia, con una moltitudine di sketch che danno modo al talento di Lino Guanciale di emergere in tutta la sua carica comica. Se la seconda metà de I Peggiori si tinge di action come accadrebbe in un buon film a stelle strisce, si esplora allo stesso tempo anche quel marcio che infanga il Belpaese, quello fatto di sfruttamento del lavoro in nero, di speculazioni edilizie, di corruzione politica. I due imbranatissimi fratelli diventano eroi del popolo, pronti a difendere dai soprusi i poveracci sottomessi a quei meccanismi di potere che insozzano il sistema. E, visto che il film si ambienta a Napoli, il volto scelto per materializzare questa forma di eroismo è quello di Maradona, icona partenopea ormai alla stregua di Pulcinella (la cui maschera era finita, dice la venditrice cinese che dà vita a una delle scenette più comiche del film).

Si ride e ci si diverte, dunque, ne I Peggiori, allo stesso tempo si nota la voglia di voler dire qualche cosa di più e il film riesce a cogliere nel segno. Merito di questa riuscita mistura di generi è anche l’ottimo lavoro svolto dal cast. Oltre ai bravi Alfieri e Guanciale, da citare Miriam Candurro, Antonella Attili – che dà vita a una credibile villain – Francesco Paolantoni e la piccola Sara Tancredi. Convincono meno Biagio Izzo, un po’ ingessato in un ruolo che chiaramente non gli appartiene, e Tommaso Ragno, che fa un cattivo così caricato da risultare davvero poco credibile.

Nel complesso, dunque, I Peggiori può considerarsi un film riuscito, a tratti derivativo (qualcuno ha detto Kick-Ass?) ma capace di trovare una sua identità specifica… soprattutto siamo difronte alla conferma che quella rinascita di cui si parlava sia in atto e ci auguriamo che dia copiosi frutti capaci di svecchiare definitivamente un sistema produttivo putrescente che non vogliamo più monopolizzi il settore.

Rimanete seduti durante i titoli di coda che c’è una sorpresa, un po’ alla maniera dei film Marvel.

I Peggiori sarà nei cinema dal 18 maggio distribuito da Warner Bros.

Roberto Giacomelli

PRO CONTRO
  • Divertente e intelligente.
  • Lino Guanciale ha un talento comico insospettabile.
  • Le scene d’azione non sono affatto male.
  • A tratti derivativo.
  • Il linguaggio della commedia tende a prendere il sopravvento su tutto.
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Napoli Comicon. I Peggiori, la recensione, 7.0 out of 10 based on 1 rating
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    One Response to Napoli Comicon. I Peggiori, la recensione

    1. Anna ha detto:

      Wow!!!!!grandissimo bella recensione
      Cast vivace e brillante molto ben scritto e diretto complimenti vivissimi a tutti

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      Valutazione: 4.0/5 (su un totale di 1 voto)
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