Archivio tag: lucia ocone

Uno di famiglia, la recensione

Luca è un mite quarantenne che si guadagna da vivere come insegnante di recitazione. In modo particolare aiuta i giovani attori nel perfezionamento della dizione e nello studio del “personaggio”. Tra i suoi allievi c’è Mario Serranò, ragazzo di buona volontà ma dal forte accento calabrese. Un giorno, a seguito di una lezione, Luca salva la vita a Mario evitando che quest’ultimo venga investito da un’automobile in corsa. Il salvataggio avviene davanti agli occhi di Zia Angela, la zia del ragazzo, che decide di sdebitarsi con Luca introducendolo all’interno della famiglia Serranò, ossia una potente famiglia della ‘ndrangheta stanziata a Roma. Preso subito a cuore dal Padrino Peppino Serranò, Luca diventa il coach ufficiale di Mario e da quel momento inizia a guadagnare come mai prima d’ora. La protezione dei Serranò, tuttavia, non tarderà a comportare scompigli nella vita di Luca, soprattutto nella relazione con la sua fidanzata Regina.

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Tornano i Tucci in alta definizione: Poveri ma ricchissimi in blu-ray disc

Ha fatto parlare di se molto, moltissimo. Sia per essere l’atteso seguito di un film campione d’incassi e sia per le “cattive lingue” che hanno avvolto il regista a poche settimane dal rilascio nelle sale. Poi il film è uscito, l’incasso è stato soddisfacente e tutto sembra essere tornato nella più quieta tranquillità. Il film di cui vi parliamo è Poveri ma ricchissimi, secondo capitolo dedicato alla pittoresca e surreale famiglia di Torresecca. Il film è da poco disponibile sul mercato home video grazie a Warner Home Entertainment.

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Metti la nonna in freezer, la recensione

In più occasioni, sulle nostre pagine, abbiamo sottolineato quanto il panorama cinematografico italiano sia in fermento, voglioso di esprimere una freschezza spesso data da giovani e telentuosi autori pronti a svecchiare uno stantio panorama di nomi e cognomi che da troppo tempo fanno cinema senza aver più tanto da dire. Una novità che riguarda soprattutto lo stile e in parte il linguaggio, visto che il sistema produttivo italiano va comunque a rimarcare generi e filoni su cui il nostro cinema è immobile ormai da quasi settant’anni.

Solo negli ultimi mesi abbiamo avuto i casi eclatanti della trilogia Smetto quando voglio di Sydney Sibilia e Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti, esempi di cinema carico di idee, ritmo e verve, capaci di ancorarsi alla tradizione tutta italiana pur riempiendola di personalità. Oggi aggiungiamo un titolo a questo percorso che sta portando a un “nuovo cinema italiano”, Metti la nonna in freezer, una commedia nerissima diretta dal duo Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi.

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Poveri ma ricchissimi di Fausto Brizzi, la recensione

Dopo il successo (in)aspettato dello scorso anno, che ha portato Poveri ma ricchi ad essere eletto come miglior cine-panettone 2016, torna a tutta carica la famiglia Tucci. Ancora una volta l’intera combriccola familiare si renderà protagonista di grottesche dis-avventure pronte a raccontare, in modo pittoresco e surreale, l’Italia di oggi così come potrebbe essere nel 2017 la vita di un simpatico manipolo di “poracci coi soldi”.

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Poveri ma ricchi, la recensione

I Tucci sono una famiglia povera che vive a Torresecca, un paesino del Lazio vicino Zagarolo. In famiglia c’è Danilo, amante dei supplì e impiegato in un piccolo caseificio, e sua moglie Loredana, casalinga maniaca del pulito. Ci sono anche i loro due figli Tamara, adolescente vanitosa schiava di Twitter, e il piccolo Kevi (rigorosamente senza la “n” finale), intelligentissimo ma costretto ad abbassare il proprio quoziente intellettivo per adeguarsi all’ambiente familiare. Ma quella dei Tucci è una vera famiglia allargata poiché con loro vive anche lo zio Marcello, botanico nullafacente, e nonna Nicoletta che trascorre le giornate guardando serie televisive. Un giorno come tanti accade qualcosa di totalmente inaspettato: i Tucci vincono cento milioni di euro alla lotteria. Euforici per l’accaduto, decidono subito di non far sapere nulla a conoscenti ed amici ma quando la notizia dilaga in paese c’è solo una cosa da fare: scappare da Torresecca e trasferirsi a Milano, città dei ricchi. Ma la nobiltà milanese è ben diversa da quella che i Tucci immaginavano e adeguarsi alla nuova vita è davvero impegnativo.

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