Venezia78. À plein temps (Full Time), la recensione

Immaginate un thriller frenetico che non si ferma un attimo, in cui i personaggi corrono fin dall’inizio del film da un punto all’altro, colonna sonora elettronica tesa e piena di ritmo che aggiunge concitazione a tutto ciò che succede. Ora immaginate alla storia raccontata con questa atmosfera: potrebbe essere quella di una spia in fuga o di un assassino in cerca della sua preda, di un intrigo internazionale o di una corsa contro il tempo per salvare il mondo.

À Plein Temps, film in concorso nella sezione Orizzonti alla 78esima Mostra del Cinema di Venezia, racconta invece la vita di tutti i giorni di una madre single che abita in periferia e lavora a Parigi e la sua quotidiana corsa contro il tempo per riuscire a fare tutto. Accompagnare i figli dalla vicina, prendere il treno, andare a lavoro, lavorare, tornare a casa e tenere a bada i figli piccoli.

La situazione peggiora drammaticamente quando uno sciopero generale blocca gran parte dei mezzi di trasporto e crea disordini e lunghe code per tutta la città, costringendo la donna a delle corse ancora più esasperate.

à plein temps

Julie, divorziata, madre di due figli, lavora in un hotel a 5 stelle, mostrandosi molto precisa e professionale. Visti i suoi studi e le sue passate esperienze lavorative, mentre lavora all’hotel cerca anche altre possibilità di lavoro nel settore marketing di una grande azienda. tra gli impegni lavorativi e i colloqui segreti organizzati, Julie si ritrova divisa tra il suo lavoro attuale, i colloqui per il nuovo lavoro e la famiglia, coinvolta in un ritmo esasperato, peggiorato dai problemi causati dalle manifestazioni.

Il film non dà un attimo di respiro, Julie corre da una parte all’altra, dalla città alla campagna, sempre davanti la cinepresa, fin dal primo minuto di film. Ed è proprio in questo la scelta vincente del film: una storia di vita quotidiana raccontata come se fosse un thriller d’azione. Una storia incredibilmente vicina a chiunque abbia vissuto da pendolare e che nella sua semplicità riesce perfettamente a centrare il suo obiettivo, quello di raccontare la frenesia del mondo moderno, l’eccezionalità della quotidianità, di come alla fine i veri supereroi sono persone normalissime che ogni giorno lottano contro il tempo per garantirsi una vita migliore.

à plein temps

Grazie a un lavoro di montaggio impeccabile di Mathilde Van De Moortel, alla colonna sonora tesa e incalzante di Irène Drésel e alla ottima interpretazione di Laure Calamy, il film di Éric Gravel riesce a emozionare e coinvolgere lo spettatore, esprimendo in maniera efficacie il tema della scelta tra famiglia e lavoro in modo maturo e non banale.

Mario Monopoli

PRO CONTRO
  • Montaggio e colonna sonora di grande impatto.
  • Racconto di un tema di vita quotidiana molto semplice ma che riesce a centrare perfettamente il suo obiettivo.
  • Nulla di rilevante.
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Valutazione: 7.5/10 (su un totale di 2 voti)
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