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Insidious: Fuori dall’Altrove, la recensione del sesto capitolo della saga

Nata nel 2010 dall’incontro tra James Wan e Leigh Whannell, la saga di Insidious ha rappresentato uno dei piccoli grandi miracoli commerciali dell’horror contemporaneo. Realizzato con appena 1,5 milioni di dollari, il primo film ne incassò circa 100 milioni in tutto il mondo, trasformando un progetto relativamente economico in una macchina da sequel e contribuendo in maniera importante a lanciare le carriere dei suoi due autori. Da allora sono arrivati altri quattro capitoli, fino a Insidious: La porta rossa del 2023, e ora Insidious: Fuori dall’Altrove, il sesto episodio, tutti pensati per il grande schermo. Una longevità che si spiega facilmente guardando i numeri: i primi cinque film hanno superato complessivamente i 730 milioni di dollari worldwide, dimostrando quanto il pubblico sia rimasto affezionato all’orrore dell’Altrove.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Insidious – La porta rossa, la recensione

Dieci anni dopo Insidious 2 – Oltre i confini del male e a ben tredici anni di distanza dal primo film che ha dato origine a tutto, la saga horror creata da James Wan e Leigh Whannell torna a raccontare la storia della famiglia Lambert, con la quale abbiamo imparato a temere i viaggi astrali nell’inquietante dimensione tra la vita e la morte nota come Altrove. Infatti, nel corso degli ultimi dieci anni, la saga di Insidious ha proseguito esplorando storie prequel incentrate sul personaggio della medium Elise Rainier, che moriva proprio nell’epilogo del film del 2010.  Ora, invece, con Insidious – La porta rossa, quinto film del franchise, ci troviamo alle prese con il primo vero sequel della storyline originaria che riporta in scena tutti gli attori visti nei primi due film.

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Insidious, la recensione

La famiglia Lambert si è appena trasferita in una nuova casa. Scricchiolii, strani rumori e cose fuori posto sono all’ordine del giorno ma si sa, una casa nuova e il disordine del trasloco possono fare di questi scherzi. Un giorno il piccolo Dalton, mentre gioca in soffitta, cade da una scala, batte la testa e vede qualche cosa di sinistro in un angolo. Le sue urla attirano l’attenzione dei genitori Josh e Renai, ma sembra che non ci sia nulla di preoccupante. La mattina dopo, quando Josh va a chiamare Dalton per andare a scuola si accorge che il bambino non si sveglia. I dottori non sanno cosa pensare: nessun trauma, niente di rotto, è come se Dalton si trovasse volontariamente in coma. Passano tre mesi e il bambino versa ancora in quelle condizioni, accudito in casa dalla mamma Renai. Ma nel frattempo rumori e strane presenze si sono manifestate alla donna facendosi sempre più insistenti e violente. Con i nervi a pezzi, Renai chiede al marito di trasferirsi perché convinta che la loro casa sia infestata da una presenza maligna. Giunti in una nuova abitazione i coniugi si rendono conto che gli strani eventi persistono e che probabilmente ad essere infestata non è la casa…   

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