Archivio tag: chiara carnà

Sognare è vivere, la recensione

Il Premio Oscar Natalie Portman esordisce inaspettatamente dietro la macchina da presa dirigendo Sognare è vivere, tratto dal bestseller A Tale of Love and Darkness, firmato nel 2004 dall’israeliano Amos Oz. La Portman, che è anche attrice protagonista, traduce coraggiosamente l’intensità delle pagine del romanzo in immagini suggestive ed evocative, desiderando al tempo stesso ispirare lo spettatore – raccontando un delicato periodo storico per Israele – e connettersi con le proprie radici (Natalie, infatti, è nata e vissuta in Israele fino a tre anni e ha frequentato la scuola ebraica).

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Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Valutazione: +2 (da 2 voti)

2night, la recensione

I locali pullulano di giovani avidi di divertimento, come ogni venerdì sera romano; un drink tira l’altro e la musica è a palla. Una ragazza dai grandi occhi azzurri, bella e sfacciata, abborda un attraente sconosciuto e, senza giri di parole, gli propone di passare la notte insieme.
Tuttavia, i due giovani ignorano che la loro avventura occasionale disattenderà completamente le premesse.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Valutazione: +2 (da 2 voti)

Il mondo di mezzo, la recensione

Il regista Massimo Scaglione, seppur volenteroso e armato di nobili intenzioni, porta in sala il flop annunciato Il Mondo di Mezzo, di cui firma anche scrittura, scenografia e produzione. La pellicola, ispirata alle infelici e intricate vicende di Mafia Capitale, vorrebbe essere un graffiante film di denuncia; tracciare un arguto e attuale ritratto di una Capitale velatamente in balia della malavita; far riflettere sui disastrosi risultati della corrotta comunella tra politici e alfieri del mattone. Purtroppo, tutto ciò che lascia nello spettatore è grottesca delusione e un vago senso d’imbarazzo.

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Valutazione: 4.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Valutazione: +2 (da 2 voti)

Lasciati andare, la recensione

Il dottor Elia Venezia (Toni Servillo) è uno psicoterapeuta annoiato e consapevolmente imprigionato nel proprio limbo emotivo. Lui e sua moglie Giovanna (Carla Signoris) sono separati, eppure continuano ad abitare l’uno vicino all’altra, scambiandosi ripicche, conforto e condividendo momenti quotidiani. Questa stasi autoimposta verrà scossa quando, in seguito a un malore, Elia s’iscriverà in palestra e incontrerà la vivace personal trainer Claudia (Verónica Echegui), determinata a restituirgli l’entusiasmo per la vita.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Valutazione: +2 (da 2 voti)

Un re allo sbando, la recensione

“È bello essere il re”, ripeteva un compiaciuto Mel Brooks nella macrosequenza finale dell’esilarante La Pazza Storia del Mondo. Come contraddirlo?
Eppure non è dello stesso avviso Re Nicolas III (Peter Van Den Begin), protagonista dell’atipico road movie Un re allo sbando, scritto e diretto da Peter Brosens e Jessica Woodworth e presentato in concorso nella sezione Orizzonti di Venezia 73.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Valutazione: +1 (da 1 voto)

Allied – Un’ombra nascosta, la recensione

Nel 1942 – in pieno secondo conflitto mondiale – la spia canadese Max Vatan (Brad Pitt) incontra a Casablanca la collega francese Marianne Beausejour (Marion Cotillard) per compiere una pericolosa missione: uccidere un ambasciatore tedesco. I due, che per copertura devono fingersi marito e moglie, si ritroveranno di lì a poco uniti da un reale sentimento d’amore, al punto da diventare davvero una famiglia.
Uno scomodo e gravissimo sospetto, le cui conseguenze sarebbero tragicamente irreversibili, turberà tuttavia l’armonia del loro rapporto…

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Valutazione: +4 (da 4 voti)

Amore e inganni, la recensione

La vedova Lady Susan Vernon (Kate Beckinsale) – venerata dagli uomini, ammirata dalle amiche e odiata dalle mogli altrui – coglie l’occasione di una visita a Churchill, nella proprietà dei cognati Charles e Catherine Vernon, per mettere a tacere disdicevoli pettegolezzi sul suo conto e – perché no? – accalappiare un nuovo marito per sé e la figlia Frederica.
Le sue preferenze ricadono sul giovane e affascinante Reginald DeCourcy (Xavier Samuel), fratello di Catherine, col disappunto di quest’ultima. Riuscirà Lady Susan, spalleggiata dalla fedele amica Alicia (Chloë Sevigny), a mandare in porto le seconde nozze mantenendo intatta la propria reputazione?

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Valutazione: +4 (da 4 voti)

In bici senza sella, la recensione

Riuscire a raccontare con arguzia e disimpegno una tematica attualissima e, per certi versi, drammatica come il precariato giovanile non è semplice. Ed è ancor più difficile farlo riuscendo anche a veicolare un sottotesto non banale. In bici senza sella, lungometraggio in sei episodi nato da un’idea dell’attore, sceneggiatore e produttore Alessandro Giuggioli, centra l’obiettivo sorprendendo e divertendo lo spettatore.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Valutazione: +5 (da 5 voti)

Io, Daniel Blake, la recensione

Io, Daniel Blake, film con il quale il maestro Ken Loach ha conquistato la sua seconda Palma d’oro all’ultimo Festival di Cannes, è la storia di un maturo carpentiere vedovo di Newcastle (Dave Johns) che, ancora lontano dalla pensione, si ritrova per la prima volta ad aver bisogno dell’aiuto dello Stato in seguito a un infarto. I medici gli sconsigliamo di continuare a lavorare eppure, per potere ottenere questo diritto, deve essere dichiarato ufficialmente “inabile al lavoro” dal Dipartimento del lavoro e delle pensioni. Nell’attesa del riconoscimento, incontra Katie (Hayley Squires), giovane madre single appena arrivata a Newcastle. Daniel troverà nella famigliola una ragione in più per intraprendere una battaglia contro lo Stato per affermare i propri diritti di uomo e cittadino.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Valutazione: +5 (da 5 voti)

Bridget Jones’s Baby, la recensione

Non si potrebbero usare toni meno che entusiastici per descrivere Bridget Jones’s Baby, terzo capitolo cinematografico dedicato alle disavventure della single più amata e famosa dei nostri tempi. Nata vent’anni or sono dalla penna di Helen Fielding, Bridget debutta sul grande schermo nel 2001. Ha poco più di trent’anni, le fattezze morbide e accattivanti di Renée Zellweger ed è contesa dall’affascinante mascalzone Daniel Cleaver (Hugh Grant) e dall’ermetico romantico Mark Darcy (Colin Firth).

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Valutazione: 9.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Valutazione: +6 (da 6 voti)