Archivio tag: chiara carnà

2night, la recensione

I locali pullulano di giovani avidi di divertimento, come ogni venerdì sera romano; un drink tira l’altro e la musica è a palla. Una ragazza dai grandi occhi azzurri, bella e sfacciata, abborda un attraente sconosciuto e, senza giri di parole, gli propone di passare la notte insieme.
Tuttavia, i due giovani ignorano che la loro avventura occasionale disattenderà completamente le premesse.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Valutazione: +1 (da 1 voto)

Il mondo di mezzo, la recensione

Il regista Massimo Scaglione, seppur volenteroso e armato di nobili intenzioni, porta in sala il flop annunciato Il Mondo di Mezzo, di cui firma anche scrittura, scenografia e produzione. La pellicola, ispirata alle infelici e intricate vicende di Mafia Capitale, vorrebbe essere un graffiante film di denuncia; tracciare un arguto e attuale ritratto di una Capitale velatamente in balia della malavita; far riflettere sui disastrosi risultati della corrotta comunella tra politici e alfieri del mattone. Purtroppo, tutto ciò che lascia nello spettatore è grottesca delusione e un vago senso d’imbarazzo.

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Valutazione: 4.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Valutazione: +1 (da 1 voto)

Lasciati andare, la recensione

Il dottor Elia Venezia (Toni Servillo) è uno psicoterapeuta annoiato e consapevolmente imprigionato nel proprio limbo emotivo. Lui e sua moglie Giovanna (Carla Signoris) sono separati, eppure continuano ad abitare l’uno vicino all’altra, scambiandosi ripicche, conforto e condividendo momenti quotidiani. Questa stasi autoimposta verrà scossa quando, in seguito a un malore, Elia s’iscriverà in palestra e incontrerà la vivace personal trainer Claudia (Verónica Echegui), determinata a restituirgli l’entusiasmo per la vita.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Valutazione: +1 (da 1 voto)

Un re allo sbando, la recensione

“È bello essere il re”, ripeteva un compiaciuto Mel Brooks nella macrosequenza finale dell’esilarante La Pazza Storia del Mondo. Come contraddirlo?
Eppure non è dello stesso avviso Re Nicolas III (Peter Van Den Begin), protagonista dell’atipico road movie Un re allo sbando, scritto e diretto da Peter Brosens e Jessica Woodworth e presentato in concorso nella sezione Orizzonti di Venezia 73.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Allied – Un’ombra nascosta, la recensione

Nel 1942 – in pieno secondo conflitto mondiale – la spia canadese Max Vatan (Brad Pitt) incontra a Casablanca la collega francese Marianne Beausejour (Marion Cotillard) per compiere una pericolosa missione: uccidere un ambasciatore tedesco. I due, che per copertura devono fingersi marito e moglie, si ritroveranno di lì a poco uniti da un reale sentimento d’amore, al punto da diventare davvero una famiglia.
Uno scomodo e gravissimo sospetto, le cui conseguenze sarebbero tragicamente irreversibili, turberà tuttavia l’armonia del loro rapporto…

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Amore e inganni, la recensione

La vedova Lady Susan Vernon (Kate Beckinsale) – venerata dagli uomini, ammirata dalle amiche e odiata dalle mogli altrui – coglie l’occasione di una visita a Churchill, nella proprietà dei cognati Charles e Catherine Vernon, per mettere a tacere disdicevoli pettegolezzi sul suo conto e – perché no? – accalappiare un nuovo marito per sé e la figlia Frederica.
Le sue preferenze ricadono sul giovane e affascinante Reginald DeCourcy (Xavier Samuel), fratello di Catherine, col disappunto di quest’ultima. Riuscirà Lady Susan, spalleggiata dalla fedele amica Alicia (Chloë Sevigny), a mandare in porto le seconde nozze mantenendo intatta la propria reputazione?

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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In bici senza sella, la recensione

Riuscire a raccontare con arguzia e disimpegno una tematica attualissima e, per certi versi, drammatica come il precariato giovanile non è semplice. Ed è ancor più difficile farlo riuscendo anche a veicolare un sottotesto non banale. In bici senza sella, lungometraggio in sei episodi nato da un’idea dell’attore, sceneggiatore e produttore Alessandro Giuggioli, centra l’obiettivo sorprendendo e divertendo lo spettatore.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Io, Daniel Blake, la recensione

Io, Daniel Blake, film con il quale il maestro Ken Loach ha conquistato la sua seconda Palma d’oro all’ultimo Festival di Cannes, è la storia di un maturo carpentiere vedovo di Newcastle (Dave Johns) che, ancora lontano dalla pensione, si ritrova per la prima volta ad aver bisogno dell’aiuto dello Stato in seguito a un infarto. I medici gli sconsigliamo di continuare a lavorare eppure, per potere ottenere questo diritto, deve essere dichiarato ufficialmente “inabile al lavoro” dal Dipartimento del lavoro e delle pensioni. Nell’attesa del riconoscimento, incontra Katie (Hayley Squires), giovane madre single appena arrivata a Newcastle. Daniel troverà nella famigliola una ragione in più per intraprendere una battaglia contro lo Stato per affermare i propri diritti di uomo e cittadino.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Bridget Jones’s Baby, la recensione

Non si potrebbero usare toni meno che entusiastici per descrivere Bridget Jones’s Baby, terzo capitolo cinematografico dedicato alle disavventure della single più amata e famosa dei nostri tempi. Nata vent’anni or sono dalla penna di Helen Fielding, Bridget debutta sul grande schermo nel 2001. Ha poco più di trent’anni, le fattezze morbide e accattivanti di Renée Zellweger ed è contesa dall’affascinante mascalzone Daniel Cleaver (Hugh Grant) e dall’ermetico romantico Mark Darcy (Colin Firth).

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Valutazione: 9.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Un amore all’altezza, la recensione

Ricordate il classico Disney La spada nella roccia? C’è un momento in cui Mago Merlino confessa a Semola: “Questa faccenda dell’amore è una cosa potentissima”. Una citazione che sembra un buon punto di partenza per analizzare Un amore all’altezza, commedia firmata da Laurent Tirard da oggi nelle nostre sale.

Come il titolo non manca di suggerire, c’è proprio il sentimento più complesso e forte del mondo al centro dell’intreccio e le riflessioni che questo va a sollevare sono meno superficiali di quanto non si penserebbe.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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