Archivio tag: chiara carnà

Red Joan, la recensione

La placida routine dell’anziana Joan Stanley (Judi Dench) viene improvvisamente sconvolta quando le autorità bussano alla sua porta per arrestarla, accusandola nientemeno che di spionaggio. L’attempata signora viene condotta fuori dalla tranquillità del suo villino, tra la curiosità del vicinato, e sottoposta a un serrato interrogatorio. Al suo fianco c’è il figlio Nick (Ben Miles), avvocato di successo dapprima adirato per l’affronto che sua madre sta subendo, poi sempre più incredulo nell’apprendere che le ragioni dell’arresto potrebbero non essere prive di fondamento.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Una giusta causa, la recensione

Siamo nel 1956 e la giovane e brillante Ruth Bader Ginsburg (Felicity Jones), figlia di ebrei russi immigrati, è una delle nove donne ammesse al corso di Legge dell’Università di Harvard. Un’apertura al cambiamento; un rivoluzionario passo avanti, si direbbe. Ma solo in apparenza. La talentuosa ragazza, infatti, concluso egregiamente il percorso di studi, fatica a trovare lavoro proprio in quanto donna. Frustrata e disillusa, ripiegherà sulla carriera accademica, osservando con una punta d’invidia l’amorevole marito (Armie Hammer) affermarsi professionalmente giorno dopo giorno. Ciò che Ruth non si aspetta è che la sua occasione stia per travolgerla, sottoforma di un processo sulla discriminazione di genere. Recuperati la speranza e l’entusiasmo, nonostante le pressioni e il vento decisamente contrario, riuscirà ad arrivare in tribunale e, forse, a mutare la storia legale statunitense.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Non sposate le mie figlie! 2, la recensione

Nel 2014 il parigino Philippe de Chauveron dirigeva Non sposate le mie figlie! (Qu’est-ce qu’on a fait au Bon Dieu?), regalando alla commedia d’oltralpe un ennesimo frizzante successo. Uno degli ultimi, a dire il vero.
L’inesorabile calo di piacevolezza e originalità che, di lì a poco, avrebbero subito le brillanti pellicole francesi è tutt’altro che un mistero. Ed ecco che, mentre continuiamo a domandarci sconsolati, film dopo film, cosa sia capitato alla cinematografia gallica per intorpidirsi a tal punto… un’improvvisa speranza squarcia il grande schermo. Si tratta di un sequel inaspettato quanto atteso: Non sposate le mie figlie! 2 (il titolo originale, letteralmente, si chiede: Che cos’altro abbiamo fatto al buon Dio?).

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Maria Regina di Scozia, la recensione

Nel 1561 la bella e coraggiosa Mary Stuart (Saoirse Ronan), sposa bambina e vedova appena diciottenne del re di Francia, fa ritorno nella sua patria, la Scozia, di cui è regina per diritto di nascita. Un rientro che spariglia le carte in politica e inasprisce la rivalità con la cugina Elisabetta I (Margot Robbie), testa coronata d’Inghilterra, che sente minacciata la propria egemonia. Le due, per di più, appartengono a confessioni diverse (Mary è cattolica, Elisabetta protestante) e le loro corti brulicano di consiglieri animati da un malcelato disprezzo per le donne al potere.

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Euforia, la recensione

La piacevole opera seconda di Valeria Golino – a cinque anni dall’esordio con Miele – approda nelle sale italiane dopo il debutto al Festival di Cannes in Un certain regard.
In Euforia le interpretazioni, ottime, sono l’imponente postergale su cui si adagia un plot in effetti piuttosto esile; l’orrore della morte, dal canto suo, diviene il pretesto per raccontare la folle fragilità della natura umana e la propensione di quest’ultima all’inganno.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Girl, la recensione

Victor. Lara.
Due identità in perpetuo e inevitabile contrasto racchiuse in un unico gracile corpo che sogna la felicità. Girl, opera prima di Lukas Dhont, giustamente applaudita al Festival di Cannes 2018, racconta il percorso di cambiamento di una quindicenne nata nel corpo di un ragazzo.

Se Victor è prigioniero di un passato da dimenticare, Lara è una scelta senza indugi; è la promessa di un futuro agognato quanto arduo da conquistare.
Infatti la giovane protagonista (Victor Polster), malgrado sia circondata da un microcosmo di figure incoraggianti (dal papà alle amiche), percepisce la propria vita come una farsa irreale e dolorosa. Non le basta essere trattata da ragazza: desidera trasformare il suo corpo in autentico e inequivocabile vettore di libere e travolgenti emozioni.

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Mamma mia – Ci risiamo!, la recensione

Bando ai preamboli, iniziamo col rispondere onestamente alle domande che la maggior parte degli spettatori, inevitabilmente, si pone sin da quando sente parlare per la prima volta del sequel di un film a lui caro. Sarà all’altezza del primo capitolo? Le mie aspettative (ammesso che debba riporne) verranno deluse? È il caso di investire (non) pochi euro per la proiezione in sala o meglio conservarli per un aperitivo con buffet? Offrire un feedback soddisfacente per tutti i gusti è un’impresa probabilmente impossibile, ma tenteremo di fornire qualche valida chiave di lettura.

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Un marito a metà, la recensione

Lettera aperta ai cineasti d’oltralpe

Carissimi alfieri della gallica arte cinematografica,
cosa dissesta le vostre mise-en-scéne e annichilisce i vostri ciak? Che ne è dei guizzi di scrittura e del brillante humour che a ragione vi hanno eletti esponenti indiscussi della commedia europea? In poche parole: perché non ne azzeccate più una?

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Tully, la recensione

Marlo (Charlize Theron) è l’esausta mamma di un primogenito problematico, una curiosa ragazzina e un’impegnativa neonata.
Completamente assorbita dai doveri familiari, trascorre le proprie giornate tra colloqui con insegnanti, pannolini e fornelli, sotto l’occhio distratto di un marito (Ron Livingston) troppo concentrato sul lavoro per darle sostegno.
Inevitabilmente, la mancanza di riposo e l’esorbitante peso delle responsabilità condurrà Marlo sulla soglia dell’esaurimento, al punto da convincerla ad accettare il consiglio, dapprima respinto con decisione, del fratello radical chic: assumere una tata notturna. Questa Mary Poppins crepuscolare, una fresca e energica ragazza di nome Tully (Mackenzie Davis), avrà il compito di passare la notte a badare alla bebè e assicurarsi che Marlo si goda il suo meritato sonno ristoratore.

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La ruota delle meraviglie, la recensione

Le vite di un corpulento ubriacone (Jim Belushi), di un’ex attrice frustrata (Kate Winslet) e di una giovane donna ‘segnata’ (Juno Temple) subiranno tragici stravolgimenti nel giro di un’estate, sullo sfondo di un paradiso artificiale in declino quale la Coney Island degli anni Cinquanta. Inconsapevole burattinaio e appassionato narratore delle loro disavventure è Mickey: un romantico bagnino nonché aspirante scrittore, che ha il volto sornione e il fisico scolpito di Justin Timberlake.
Humpty e Ginni condividono un passato doloroso e un matrimonio infelice. Si barcamenano alla meno peggio lavorando al luna park e vivendo in una dimora fatiscente col problematico figlio di lei.
L’improvviso ritorno della bella Carolina (Juno Temple), figlia di Humpty in fuga dal marito gangster, che minaccia di ucciderla, metterà definitivamente in crisi gli equilibri familiari.

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