Archivio tag: chiara carnà

Un re allo sbando, la recensione

“È bello essere il re”, ripeteva un compiaciuto Mel Brooks nella macrosequenza finale dell’esilarante La Pazza Storia del Mondo. Come contraddirlo?
Eppure non è dello stesso avviso Re Nicolas III (Peter Van Den Begin), protagonista dell’atipico road movie Un re allo sbando, scritto e diretto da Peter Brosens e Jessica Woodworth e presentato in concorso nella sezione Orizzonti di Venezia 73.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Allied – Un’ombra nascosta, la recensione

Nel 1942 – in pieno secondo conflitto mondiale – la spia canadese Max Vatan (Brad Pitt) incontra a Casablanca la collega francese Marianne Beausejour (Marion Cotillard) per compiere una pericolosa missione: uccidere un ambasciatore tedesco. I due, che per copertura devono fingersi marito e moglie, si ritroveranno di lì a poco uniti da un reale sentimento d’amore, al punto da diventare davvero una famiglia.
Uno scomodo e gravissimo sospetto, le cui conseguenze sarebbero tragicamente irreversibili, turberà tuttavia l’armonia del loro rapporto…

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Amore e inganni, la recensione

La vedova Lady Susan Vernon (Kate Beckinsale) – venerata dagli uomini, ammirata dalle amiche e odiata dalle mogli altrui – coglie l’occasione di una visita a Churchill, nella proprietà dei cognati Charles e Catherine Vernon, per mettere a tacere disdicevoli pettegolezzi sul suo conto e – perché no? – accalappiare un nuovo marito per sé e la figlia Frederica.
Le sue preferenze ricadono sul giovane e affascinante Reginald DeCourcy (Xavier Samuel), fratello di Catherine, col disappunto di quest’ultima. Riuscirà Lady Susan, spalleggiata dalla fedele amica Alicia (Chloë Sevigny), a mandare in porto le seconde nozze mantenendo intatta la propria reputazione?

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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In bici senza sella, la recensione

Riuscire a raccontare con arguzia e disimpegno una tematica attualissima e, per certi versi, drammatica come il precariato giovanile non è semplice. Ed è ancor più difficile farlo riuscendo anche a veicolare un sottotesto non banale. In bici senza sella, lungometraggio in sei episodi nato da un’idea dell’attore, sceneggiatore e produttore Alessandro Giuggioli, centra l’obiettivo sorprendendo e divertendo lo spettatore.

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Io, Daniel Blake, la recensione

Io, Daniel Blake, film con il quale il maestro Ken Loach ha conquistato la sua seconda Palma d’oro all’ultimo Festival di Cannes, è la storia di un maturo carpentiere vedovo di Newcastle (Dave Johns) che, ancora lontano dalla pensione, si ritrova per la prima volta ad aver bisogno dell’aiuto dello Stato in seguito a un infarto. I medici gli sconsigliamo di continuare a lavorare eppure, per potere ottenere questo diritto, deve essere dichiarato ufficialmente “inabile al lavoro” dal Dipartimento del lavoro e delle pensioni. Nell’attesa del riconoscimento, incontra Katie (Hayley Squires), giovane madre single appena arrivata a Newcastle. Daniel troverà nella famigliola una ragione in più per intraprendere una battaglia contro lo Stato per affermare i propri diritti di uomo e cittadino.

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Bridget Jones’s Baby, la recensione

Non si potrebbero usare toni meno che entusiastici per descrivere Bridget Jones’s Baby, terzo capitolo cinematografico dedicato alle disavventure della single più amata e famosa dei nostri tempi. Nata vent’anni or sono dalla penna di Helen Fielding, Bridget debutta sul grande schermo nel 2001. Ha poco più di trent’anni, le fattezze morbide e accattivanti di Renée Zellweger ed è contesa dall’affascinante mascalzone Daniel Cleaver (Hugh Grant) e dall’ermetico romantico Mark Darcy (Colin Firth).

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Un amore all’altezza, la recensione

Ricordate il classico Disney La spada nella roccia? C’è un momento in cui Mago Merlino confessa a Semola: “Questa faccenda dell’amore è una cosa potentissima”. Una citazione che sembra un buon punto di partenza per analizzare Un amore all’altezza, commedia firmata da Laurent Tirard da oggi nelle nostre sale.

Come il titolo non manca di suggerire, c’è proprio il sentimento più complesso e forte del mondo al centro dell’intreccio e le riflessioni che questo va a sollevare sono meno superficiali di quanto non si penserebbe.

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Torno da mia madre, la recensione

Nel 2014 il regista Eric Lavaine raccontava sui nostri schermi, con la commedia corale Barbecue, le sfumature scomode e paradossali dei rapporti d’amicizia. Due anni dopo, il cineasta d’oltralpe non rinuncia a indagare la complessità delle dinamiche interpersonali, ma sposta la propria sfera d’interesse direttamente nel centro nevralgico del nucleo familiare: il confronto madre/figlia.

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Whiskey Tango Foxtrot, la recensione

Kim Barker (Tina Fey) scrive testi per gli speaker dei telegiornali. Annoiata e insoddisfatta di una vita perennemente ‘dietro le quinte’, accetta – non senza timore – di partire per l’Afghanistan e diventare una corrispondente di guerra. Gli incontri e gli avvenimenti con i quali si confronterà in quel mondo drammaticamente distante dal proprio le insegneranno molto su se stessa e sul proprio lavoro.

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Benvenuti… ma non troppo, la recensione

Il rigido inverno francese porta il governo a adottare originali misure di sicurezza per salvaguardare i senzatetto.
I cittadini che vivono in appartamenti con stanze libere, pertanto, dovranno ospitare persone disagiate e/o senza fissa dimora. Il provvedimento, naturalmente, non sarà privo di conseguenze. In particolare al civico 86 di Rue du Cherche Midi, dove abitano le famiglie protagoniste: i coniugi borghesi Dubreil (Karin Viard e Didier Bourdon) e i radical chic Bretzel (Valérie Bonneton e Michel Vuillermoz).
L’intrusione di perfetti estranei nelle loro dimore romperà vigorosamente i già precari equilibri domestici e condominiali, lasciando emergere contraddizioni e abiezioni a tutto spiano.

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