Archivio tag: massimo ghini

La mia banda suona il pop, la recensione

Tony, Lucky, Micky e Jerry sono i Popcorn… o meglio erano i Popcorn, una band in voga nei primi anni ’80 capace di scalare ogni classifica con la hit Semplicemente complicata, singolo estratto dall’album di grande successo Frantumami di baci. Oggi il quartetto non esiste più, i Popcorn si sono sciolti da oltre 30 anni e ogni singolo membro della band conduce una vita ordinaria, come l’ex ribelle Lucky che è un visibilmente invecchiato ferramenta con moglie “mignotta” che lo cornifica, o da fallito, come il bassista Jerry che si guadagna da vivere facendo l’artista di strada. Poi c’è chi il successo ancora lo brama, come il frontman Tony che si alterna tra squallidi reality show ed esibizioni durante battesimi e matrimoni, e la ex reginetta del gruppo Micky, alcolizzata persa, che conduce un programma di cucina su una tv locale. Ma per i quattro si presenta l’occasione di tornare sul palco a suonare ancora una volta: un concerto, unica data a San Pietroburgo, voluta da un milionario con la fissa per gli anni ’80. A tentare la “missione impossibile” della reunion ci prova Franco, storico manager dei Popcorn… ma il concerto è solo una copertura per un furto milionario!

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10 giorni senza mamma, L’agenzia dei bugiardi e Attenti al gorilla: la nuova commedia all’italiana in DVD

Warner Bros Home Entertainment continua a farsi portabandiera della nuova commedia all’italiana e così distribuisce (solo) in DVD alcune recenti commedie nostrane approdate sul grande schermo ad inizio anno. Fabio De Luigi, Valentina Lodovini, Giampalo Morelli, Paolo Ruffini, Herbert Ballerina, Frank Matano, Pasquale “Lillo” Petrolo, Cristiana Capotondi e soprattutto Diana Del Bufalo (minimo comune denominatore di tutti e tre i titoli) sono i protagonisti di queste commedie “tutte da ridere” proposte da Warner Bros. Nello specifico stiamo parlando del gradevolissimo 10 giorni senza mamma, dell’insipido L’agenzia dei bugiardi e del surreale Attenti al gorilla.

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L’agenzia dei bugiardi, la recensione

Fred è cresciuto con un trauma: la separazione dei suoi genitori a seguito di enormi tradimenti venuti a galla. Si è più volte domandato, dunque, come sarebbe stata la sua infanzia se sua madre non avesse mai scoperto le scappatelle di suo padre. Cresciuto con questo interrogativo nella testa, Fred ha messo in piedi una particolarissima agenzia specializzata nelle bugie il cui motto recita “meglio una bella bugia che una brutta verità”. L’agenzia ha lo scopo di creare alibi credibili a tutti coloro che hanno qualcosa di grosso da nascondere e la paura di affrontarne le conseguenze. Fred porta avanti l’attività assieme all’esperto di tecnologia Diego e l’apprendista narcolettico Paolo. Ma il destino è spesso beffardo e una sera Fred si innamora di Clio, ragazza bella e paranoica che ama farsi paladina della sincerità a tutti i costi. Fred, di conseguenza, non può confessarle che ha messo in piedi un intero racket fondato sulle “bugie” e le cose si complicano ulteriormente quando il ragazzo scopre che Alberto, il padre della ragazza, è un suo cliente che vuole nascondere una storia clandestina con l’amante Cinzia, ragazza con poco cervello e desiderosa di sfondare nel mondo della musica rap. Quando per una serie di bizzarre coincidenze si ritrovano in vacanza tutti insieme, la storia è destinata ad implodere.

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Natale a 5 stelle, la recensione

Quando ci parlarono di Netflix presentandocelo con prodotti seriali di incredibile qualità come Orange is the New Black, Stranger Things e Daredevil mai avremmo potuto immaginare che un giorno ci saremmo trovati a scrivere di Natale a 5 stelle, ovvero il primo cinepanettone italiano distribuito in esclusiva proprio dal colosso californiano dello streaming.

Puntuale nel mese natalizio, anticipando sul tempo l’attesissimo ritorno della coppia storica dei cinepanettoni Boldi/De Sica con Amici come prima, Natale a 5 stelle porta la firma in sceneggiatura di Enrico Vanzina, ovvero chi il cinepanettone l’ha inventato, e sarebbe dovuto essere diretto dal recentemente scomparso Carlo Vanzina, alla cui memoria il film è dedicato. Invece a firmarlo è stato Marco Risi che in barba ad autentici gioielli realizzati nel passato, come Mary per sempre, Ragazzi fuori, Il branco e Fortapàsc, dirige con la mano sinistra uno dei cinepanettoni più fiacchi e poveri degli ultimi anni.

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Un nemico che ti vuole bene, la recensione

In una notte di pioggia, di ritorno verso casa, il professore Enzo Stefanelli soccorre un giovane ferito da un’arma da fuoco e gli salva la vita. Qualche giorno dopo Enzo scopre che Salvatore, il ragazzo a cui ha prestato aiuto, è un killer di professione. Adesso Salvatore è determinato a sdebitarsi con il professore e così si mette a disposizione per uccidere – a titolo gratuito – il suo peggior nemico. Enzo, tuttavia, rifiuta il “favore” di Salvatore poiché fermamente convinto di non aver nessun nemico da far giustiziare ma proprio con l’aiuto del giovane killer, l’uomo inizia ad aprire gli occhi su tutte le persone che lo circondano (parenti e amici) così da scoprire che la “lista dei nemici” è in realtà molto più lunga di quanto avrebbe mai sospettato.

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Vacanze ai Caraibi, la recensione

Quest’anno la guerra dei Cinepanettoni si è fatta più subdola che mai!

Già lo scorso Natale il gioco che coinvolge il cinema comico italiano da oltre trent’anni si era complicato più che in passato, dal momento che il licenziamento del regista Neri Parenti da parte di Filmauro aveva creato un’Idra Bifronte che da una parte aveva il cinepanettone De Laurentiis tradizionale con il film di Volfango De Biasi Un Natale Stupefacente, con Lillo e Greg, dall’altra il film episodico e corale di Neri Parenti, Ma tu di che segno 6?, con il rispolvero di Massimo Boldi. Il 2015, però, al ritorno di Lillo e Greg con Filamuro (Natale col Boss) si contrappone un Neri Parenti agguerritissimo che riprende le redini del film vacanziero natalizio old style, quello dei tempi d’oro del cinepanettone. Con Vacanze ai Caraibi, infatti, si torna a quella formula precedente allo stravolgimento degli ultimi tre anni, quando si è abbandonato il filone del Natale a… e si è passati all’episodico decontestualizzato.

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