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Seance – Piccoli omicidi tra amiche, la recensione

piccoli omicidi tra amiche

Nonostante il titolo italiano possa far pensare a un thriller intriso di umorismo nero, richiamando il celebre film d’esordio di Danny Boyle, Seance – Piccoli omicidi tra amiche non tenta la carta del grottesco e dell’ironia, anzi si approccia al genere thriller soprannaturale con una struttura da slasher movie e con fare decisamente serioso.

Camille Meadows arriva nell’austero collegio femminile gestito dalla signora Landry e le viene assegnata la camera che era stata occupata da Kerrie, una studentessa morta suicida dopo essere stata vittima di un ambiguo scherzo da parte delle sue amiche. Camille si scontra immediatamente con il compatto gruppo capitanato da Alice, che bullizzano le ragazze più introverse con macabri scherzi che fanno riferimento alla presunta presenza di uno fantasma nell’edificio. Fantasma che però sembra realmente manifestarsi a Camille. Quando le ragazze cominciano a cadere una dopo l’altra sotto la lama mortale di un misterioso assassino, comincia a sorgere il dubbio nelle studentesse che davvero uno spirito vendicativo si stia prendendo la sua rivincita.

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Valutazione: 5.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Seance – Piccoli omicidi tra amiche, dal 24 febbraio al cinema il teen-horror di Simon Barrett

Arriverà nei cinema italiani il 24 febbraio il teen-horror tutto al femminile Seance – Piccoli omicidi tra amiche, pellicola che segna il debutto alla regia di un lungometraggio per Simon Barrett,  noto produttore e sceneggiatore di You’re Next, The Guest e Blair Witch oltre che regista per i segmenti degli horror antologici V/H/S/2 e V/H/S/94. Il film vede protagonista la modella e attrice inglese Suki Waterhouse (The Bad Batch, Insurgent, Assassination Nation). Ad affiancare Suki Waterhouse, nel cast troviamo Madisen Beaty (C’era una volta… a Hollywood), Ella-Rae Smith (Into the Badlands), Inanna Sarkis, Seamus Patterson e Marina Stephenson-Kerr.

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Blair Witch, la recensione

Nel 1999 c’è stato un fenomeno cinematografico che non si è estinto in pochi mesi, come spesso accade con alcuni titoli di tendenza. No, quel fenomeno si è esteso, è uscito dai confini nazionali, è diventato virale grazie al primo utilizzo pubblicitario massivo dell’allora nascente mezzo internet, e ha fatto scuola diventando un nuovo punto di riferimento per il genere horror. Parliamo di The Blair Witch Project, da noi conosciuto anche come Il mistero della Strega di Blair, film d’esordio del duo Daniel Myrick ed Eduardo Sanchez, capace di riscuotere un tale successo di pubblico da ridefinire l’ottica produttiva di certo cinema, in cui il minimo investimento può portare a risultati economici stupefacenti.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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You’re Next, la recensione

I Davison sono una famiglia ricca ma molto poco unita. Con il tentativo di riunire, una volta tanto, tutti i parenti, i coniugi Aubrey e Paul Davison decidono di festeggiare il loro anniversario nella vecchia casa di villeggiatura assieme a tutti e quattro i figli e i loro rispettivi fidanzati. Le tensioni e le rivalità tra fratelli non sono certo scomparse ma presto tutti capiranno che le dispute familiari sono davvero l’ultimo dei problemi: un gruppo di assassini con indosso inquietanti maschere di animali hanno assediato la casa armati di asce e balestre. Nessuno conosce la loro identità, nessuno sa cosa vogliono, la sola cosa certa è che hanno intenzione di uccidere tutta la famiglia.

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