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Al termine del sole, la recensione del film di Almerighi e Lepori che omaggia Avere Vent’anni di Di Leo
Non tutti i film possono essere strappati al tempo che li ha generati. Alcuni nascono così profondamente legati alla loro epoca da diventare, col passare degli anni, testimonianze inscindibili da un preciso contesto storico, culturale e persino politico. Avere vent’anni di Fernando Di Leo è uno di questi. Uscito nel 1978, duro, disperato e scandaloso, segnato da problemi distributivi e da una censura che ne mutilò a lungo la versione integrale, il film di Di Leo raccontava il viaggio di due ragazze attraverso un’Italia di comuni, utopie fallite e violenza latente, fino a un epilogo di cupissima ferocia. Era un film figlio diretto della fine delle illusioni post-sessantottine.
Al termine del sole, scritto e diretto a quattro mani da Dario Almerighi e Lorenzo Lepori, nasce apertamente come un omaggio — e in parte riscrittura — di quel modello. Il legame è dichiarato fin dai nomi delle protagoniste, Gloria e Lilli, evidente richiamo a Gloria Guida e Lilli Carati. Ma se nel film di Di Leo l’aspetto erotico e provocatorio era parte integrante del discorso (e del suo scandalo), qui viene fortemente ridimensionato: resta invece intatta l’idea di una discesa progressiva all’inferno, di un viaggio che promette liberazione e si trasforma in trappola.
Bastardi a mano armata, la recensione
Nell’aria c’è un ritrovato appeal per il poliziottesco, o meglio, per il cinema di storie criminali declinate in uno sguardo puramente di genere. Potremmo attribuire questa rinata fascinazione al successo che negli anni ha riscosso la serie Gomorra e tutto quello che gli gravita attorno e probabilmente non sbaglieremmo, ma il passo successivo che stiamo vivendo è quello di un ritorno puro alle origini, a quel cinema crudo e verace ma con meno pretese di realismo, proprio come si faceva negli anni ’70. In questo inizio 2021 notiamo che Minerva Pictures sta insistendo su questa via sfruttando le proprietà intellettuali della loro library, prima dando un sequel – purtroppo per nulla riuscito – a Milano Calibro 9, ora rielaborando il concept di Vacanze per un massacro, sempre di Fernando Di Leo, per dar vita a un film tutto nuovo, Bastardi a mano armata.
Calibro 9, la recensione
Il trend del sequel tardivo aveva catturato l’attenzione del cinema italiano di genere all’inizio del terzo millennio, rimescolando le carte della commedia all’italiana con tentativi di rinverdire alcuni dei successi italiani del glorioso periodo a cavallo tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80. Possiamo citare, infatti, Febbre da Cavallo – La mandrakata, L’allenatore nel pallone 2, Eccezzziunale veramente – Capitolo secondo…me, Il ritorno del Monnezza, ma anche La Terza Madre, per cambiare genere, operazioni per lo più fallimentari che – Mandrakata a parte – ci hanno detto che rivangare successi del passato nel cinema italiano non è solo palesemente anacronistico, ma anche dimostrazione di difficile adattabilità alla contemporaneità produttiva per un format che funzionava 30 o 40 anni prima.
L’11 Febbraio arriva sulle piattaforme TVOD Bastardi a mano armata
Sarà disponibile dall’11 febbraio sulle principali piattaforme TVOD Bastardi a mano armata, thriller adrenalinico diretto da Gabriele Albanesi, regista noto per gli horror a basso costo Il Bosco Fuori e Ubaldo Terzani Horror Show, e scritto dallo stesso Albanesi insieme a Luca Poldelmengo (Cemento armato, Calibro 9) e Gianluca Curti (Calibro 9). Al centro della storia, che vede un criminale appena uscito dal carcere recarsi in uno chalet di montagna e prendere in ostaggio i proprietari per recuperare una ricca refurtiva, Marco Bocci, Fortunato Cerlino e Peppino Mazzotta.
Madness: arriva il remake del film di Fernando Di Leo
Non è una pratica del tutto italiana avventurarsi nel territorio del remake, almeno non del remake degli stessi film italiani. Eppure negli ultimi tempi sembra che questa tendenza si stia espandendo anche nel nostro Paese. Di qualche mese fa è l’annuncio che la Ambi Pictures di Andrea Iervolino e Monika Bacardi si sarebbe avventurata nel folle tentativo di rifare La Dolce Vita di Fellini, così come Luca Guadagnino ha annunciato all’ultimo Festival di Venezia che sarà lui a dirigere il da tempo annunciato remake di Suspiria di Dario Argento, con co-produzione americana. Ma oggi arriva notizia che un altro remake è all’orizzonte: Vacanze per un massacro di Fernando Di Leo verrà rifatto a breve e a dirigerlo sarà l’esperto di cinema horror Gabriele Albanesi.









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