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The Crown: come impersonare l’Istituzione

Il 17 novembre è uscita su Netflix la terza stagione dell’acclamata serie The Crown.

Iniziata nel 2016, The Crown è un dramma storico avente come protagonista la regina Elisabetta II. La serie prevede un cambio di cast ogni due stagioni, al fine di mantenere una veridicità storica, per rappresentare la crescita e poi l’invecchiamento dei personaggi. Nella prima stagione la regina era interpretata da Claire Foy (ruolo che le ha fatto vincere un Golden Globe e due BAFTA), il principe Philip da Matt Smith (Doctor Who) e la principessa Margaret da Vanessa Kirby.

Nella terza stagione appena uscita Olivia Colman ha indossato le vesti della regina (fresca di Oscar ottenuto come la Regina Anne ne La Favorita), Tobias Menzies (Game of Thrones, Outlander) ha interpretato il principe Philip e la talentuosa Helena Bonham Carter ha impersonato la principessa Margaret.

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TFF37. True History of the Kelly Gang

Se ne parlava per una possibile partecipazione a qualche festival, prima per Cannes poi per Venezia, invece niente. Per un po’ se ne sono perse le tracce, poi eccolo qui al Torino Film Festival 2019 nella sezione Festa Mobile. Il lungometraggio in questione è True History of the Kelly Gang e a dirigerlo è l’australiano Justin Kurzel, un regista noto per i suoi progetti spesso ambiziosi ma dai risultati disastrosi (alle spalle un non entusiasmante Macbeth e un terribile Assassin’s Creed). Passate le produzioni britanniche e statunitensi, Kurzel torna nella natia Australia per misurarsi con una leggendaria figura della sua terra: il criminale Ned Kelly, già trasposto sul grande schermo da Tony Richardson nel 1970 e da Gregor Jordan nel 2003.

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Frozen II: incontro con i registi e i doppiatori italiani

“Avevamo ancora molto da dire – esordisce la co-regista e co-sceneggiatrice di Frozen II – Il segreto di Arendelle Jennifer Lee – e abbiamo pensato al futuro di queste due sorelle, ci hanno sorpreso con la loro forza e con quella forza potevano arrivare ovunque”.

In occasione dell’uscita italiana del 58° Classico della Disney Frozen II – Il segreto di Arendelle, i registi Jennifer Lee e Chris Buck, il produttore Peter Del Vecho, i doppiatori italiani Serena Rossi ed Enrico Brignano e l’autore della canzone Nell’ignoto Giuliano Sangiorgi hanno incontrato la stampa per un’interessante botta e risposta che ci ha permesso di sapere di più sui retroscena del film d’animazione che si appresta a guadagnare un mucchio di soldi ai botteghini internazionali.  

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TFF37. La Gomera

Il titolo scelto per rappresentare la Romania nella corsa all’Oscar per il miglior film straniero 2020 è La Gomera di Corneliu Porumboiu, che dopo essere passato in concorso a Cannes 2019 è stato incluso anche nella sezione Festa Mobile del 37° Torino Film Festival.

Un film che si apre con i migliori auspici, a cominciare dai bei titoli di testa che scorrono sullo schermo e sui quali leggiamo un nome importante tra i produttori: quello della regista tedesca Maren Ade, autrice del bellissimo Vi presento Toni Erdmann, un nome che è una garanzia e le aspettative non vengono certo deluse.

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TFF37. Guns Akimbo

Guns Akimbo si inserisce in un filone ben preciso: action movie sopra le righe. Se in Crank avevamo uno Statham costretto a fare il pieno di adrenalina (o elettricità), in Shoot ‘em Up un Owen sgranocchia-carote, qui la gimmick è che Daniel Radcliffe ha due pistole inchiodate alle mani. Bisogna aggiungere altro? Sì, perché in questo film forse c’è più di quanto appaia a prima vista. Forse.

Miles (Daniel Radcliffe) è un cacciatore di troll virtuali. Un nerd che passa in rassegna i siti più biechi al solo scopo di fare la morale agli altri utenti. Fino al giorno in cui bacchetta le persone sbagliate: i creatori di Skizm, applicazione di massacri in diretta. Scaricandola si ottiene un posto in prima fila per osservare due persone che si ammazzano. Miles li insulta; per ripicca quelli lo catturano, gli impistolano le mani e lo mettono in gioco contro Nix (Samara Weaving), una leggenda nel mondo di Skizm.

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TFF37. Synonymes

Esplosivo e grottesco, Synonymes si presenta da subito come un oggetto misterioso e non semplice da definire. Caratterizzato da un’incredibile capacità di cogliere l’attualità attraverso uno sguardo nuovo e originale, il film dell’israeliano Nadav Lapid (autore di The Kindergarten Teacher, da cui è stato poi tratto Lontano da qui di Sara Colangelo e con Maggie Gyllenhaal) sembra dialogare direttamente con i più recenti successi del cinema europeo. Così, dopo i denti finti di Winfried/Peter Simonischek in Vi presento Toni Erdmann e l’animalesca performance art di Oleg/Terry Notary in The Square, ecco il cappotto ocra di Yoav (Tom Mercier), un giovane ex militare israeliano fuggito in Francia. Proprio quest’ultimo indumento diventa metonimia del suo radicale percorso identitario, che nello specifico consiste nel rifiuto delle proprie (odiate) origini, viste soltanto come un soffocante impedimento. Il suo corpo, snello e atletico da spingerlo a cercare lavoro come modello, sembra essere a suo agio soltanto in quel capo che in realtà non gli appartiene, mentre sulla pelle apporta tutte le immaginabili migliorie (dal congelamento al constante allenamento).

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Esce nelle sale Colomba Legend, il secondo film western di Vito Colomba

Dopo aver conosciuto Vito Colomba nel 1989 grazie al suo primo film, il trash cult western Quattro Carogne a Malopasso, e alle apparizioni al Maurizio Costanzo Show e a Mai Dire Tv, il 5 Dicembre 2019 esce nelle sale, distribuito da Ahora!Film, quello che, a tutti gli effetti, può essere considerato il sequel: Colomba Legend.

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TFF37. Metamorphosis

L’unica cosa peggiore di una possessione demoniaca è l’intervento di un esorcista incompetente. E dire che Joong-soo (Bae Seong-woo) fa del suo meglio per salvare la vita di una ragazza posseduta, che purtroppo non sopravvive all’esorcismo. La tragedia sprofonderà il prete nei sensi di colpa e costringerà la famiglia di Gang-goo (Sung Dong-il), fratello di Joong-soo, a trasferirsi per sfuggire alla berlina sociale. Nessuno vuole avere a che fare coi parenti di un esorcista fallito. Eppure non basta allontanarsi per essere al sicuro dal diavolo.

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TFF37. Jojo Rabbit

Taika Waititi deve aver odiato i boy scout.

Un pensiero che sorge spontaneo osservando il piccolo Jojo (Roman Griffin Davis) alle prese con le insensatezze della Gioventù Hitleriana. Ma Jojo Betzler è disposto a sopportare ogni angheria, perché dalla sua ha un amico (immaginario) molto speciale: il Führer.

Waititi veste i panni di Adolf Hitler in Jojo Rabbit, una commedia lieve e grottesca, nella quale ogni risata è al servizio della crescita del protagonista. Non sono le gigionesche buffonerie di Waithitler a fare il film, quanto piuttosto la progressiva presa di coscienza di un bimbo appassionato di svastiche.

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Eli, la recensione

Chi ha detto che Netflix è riservato soltanto agli amanti delle serie tv? Il colosso americano dello streaming, infatti, ha negli ultimi tempi allargato i propri orizzonti, inserendo nel proprio catalogo tanti lungometraggi appetibili ad un pubblico più vasto. Il genere che, al pari di quello fantastico, si è più messo in evidenza in tal senso è senza dubbio quello horror grazie a titoli come The Haunting of Hill House, gli spagnoli Veronica e Influenze maligne e altri i cui risultati hanno attirato e in parte soddisfatto gli appassionati del genere e non. A provare a rinsaldare questo sodalizio vincente arriva Eli, il nuovo film di Ciaràn Foy il quale, dopo Citadel e Sinister 2 con cui è diventato famoso al grande pubblico, cerca la definitiva consacrazione con un film del terrore dalla trama accattivante, ambientazioni spaventose e un cast nel quale spiccano due giovanissimi protagonisti come Charlie Sotwell (Capitan Fantastic) e una delle star di Stranger Things  Sadie Sink.

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