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Furie, la recensione

Recentemente siamo stati piacevolmente invasi da film action cruenti, spettacolari e quasi oltre i limiti del filmabile che hanno dato una nuova percezione di cinema d’azione. Si pensi, ad esempio, a The raid 1 & 2, Headshot o La notte su di noi che hanno riportato in auge il concetto di stunt come acrobata scavezzacollo, in grado di ricevere colpi su colpi continuando a girare come se nulla fosse.

Ma anche il concetto di artista marziale è stato ampiamente rivalutato grazie a queste pellicole così realistiche e spettacolari, che non lesinano in particolari sanguinolenti al limite dello splatter. Sembra quasi di essere tornati alle follie di Police Story di Jackie Chan, solo che i siparietti comici e slapstick sono stati sostituiti da violenza inaudita che è difficile vedere anche nei peggiori horror.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Hunters: cosa significa “giustizia”?

Il 21 febbraio è uscita su Amazon Prime Video una nuova serie che ci aveva incuriosito parecchio già solo dal materiale promozionale, Hunters. Interessante anche solo per il tema scottante che si propone di trattare, la serie è stata prodotta da Jordan Peele (Scappa – Get Out, Noi) e vanta nel suo cast nientepopodimeno che Al Pacino; ad affiancarlo troviamo Logan Lerman (Percy Jackson, Noi siamo infinito, Fury) nel ruolo del protagonista e assistiamo addirittura alla resurrezione di Josh Radnor, il Ted Mosby di How I Meet Your Mother, che avevamo dato ormai per disperso.

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BoJack Horseman: quando Fedro incontra Don Draper

Il 22 agosto 2014 Netflix non sapeva – o forse sì – che pubblicando la prima stagione di BoJack Horseman avrebbe fornito il collegamento definitivo tra serie animata e serie d’autore.

Sì, perché nonostante i lungometraggi animati siano riusciti da un bel po’ a strapparsi di dosso il pregiudizio di essere un prodotto dai contenuti “leggeri” o per un pubblico giovanile, i “cartoni animati” americani ed europei per la tv e l’home video dovevano ancora fare il grande balzo, così come lo fecero le serie tv agli inizi degli Anni Duemila.

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Joker: Joaquin Phoenix ride ancora una volta in blu-ray

Tutto è cominciato con la vittoria del Leone d’Oro come miglior film alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2019 ed è proseguito con 2 premi ai Satellite Awards, 2 premi BAFTA, 2 Golden Globes e 2 Oscar, vinti da Joaquin Phoenix e Hildur Guðnadóttir per la colonna sonora. La vita festivaliera di Joker, il “cinecomic d’autore” diretto da Todd Phillips e ispirato al supervillain della DC Comics, è stata lunga e piena di soddisfazioni, nonché capace di portare a un livello artistico “più alto” il filone cinefumettistico, con tanto di ridicoli dibattimenti sul fatto che sia o meno un cinecomic (ma certo che lo è!). Con tale curriculum, Joker si affaccia anche sul mercato dell’home video con una moltitudine di formati capaci di soddisfare qualsiasi palato e anticipato dal consueto lancio per le piattaforme digitali effettuato da Warner Bros. Home Entertainment.

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David di Donatello 2020: le nomination

David di Donatello

Questa mattina si è svolta nella Sala Arazzi della sede Rai di Viale Mazzini a Roma la conferenza di presentazione delle nomination ai 65° Premi David di Donatello.

Alla conferenza, a cui hanno preso parte, tra gli altri, il presentatore Carlo Conti, il Presidente dell’Accademia del Cinema Italiano Piera De Tassis e il direttore di Rai Uno Stefano Coletta, oltre alle cinquine che compongono ogni categoria hanno annunciato i vincitori di due categorie: Miglior film straniero, assegnato a Parasite di Bong Joon-ho, e Miglior cortometraggio, andato a Inverno di Giulio Mastromauro (visionabile qui per le prossime 24h).

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Luna Nera: l’eclissi della serialità italiana

Solchiamo subito una linea di demarcazione: queste parole che leggerete sono frutto di un’analisi e di un punto di vista sul prodotto seriale, non sul cast, sulla produzione o sulle presunte – e rivedibili – strategie di marketing che hanno spinto questa serie tv ad esser pubblicizzata in pompa magna per una particolarità (e curiosità) di genere: il liberatorio “tutto al femminile”.

Fatta questa breve, ma doverosa premessa, veniamo a noi: la serie tv Luna nera è mediocre.

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Oscar 2020: resoconto della cerimonia e tutti i premi

Los Angeles, notte tra il 9 e 10 febbraio 2020, ore 5:25 italiane, circa. Si è fatta la Storia del cinema internazionale grazie alle 92^ edizione degli Academy Awards con l’assegnazione al film sudcoreano Parasite della statuetta come Miglior Film, dopo la vittoria dell’Oscar come Miglior Film Internazionale. È la prima volta che un film non in lingua inglese vince l’ambita statuetta di miglior film, nonché prima volta che un film di nazionalità sudcoreana non solo vince un Oscar, ma viene addirittura nominato!

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Skam Italia: la serie che gli adolescenti italiani si meritavano

Ancora non si è capito cosa generi l’aporia che da sempre caratterizza il cinema italiano adolescenziale: com’è possibile che escano film degni di pregio come Fiore, Scialla, Alì ha gli occhi azzurri, La paranza dei bambini, La terra dell’abbastanza e tanti altri ma quando si tratta di fiction non si riesce a creare dei personaggi che siano qualcosa di più di macchiette stereotipate in preda agli ormoni.

Insomma: gli Americani hanno avuto Dawson’s Creek, che al giorno d’oggi è quasi del tutto inguardabile, ma i discendenti di Dante si sono dovuti subire gli intrallazzi amorosi de I Cesaroni, I ragazzi del muretto, Un medico in famiglia e di Un posto al sole.

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Sex Education – Stagione 2: i maestri diventano allievi

Uscita il 17 gennaio con la seconda stagione sulla piattaforma streaming, Sex Education si conferma uno dei prodotti Netflix più azzeccati dell’ultimo paio d’anni, con una visione aggiornata della classica commedia adolescenziale che risulta fresca e, appunto, educativa.

Creata da Laurie Nunn, la serie segue il personaggio di Otis (Asa Butterfield), un sedicenne sessuofobo figlio di Jean (Gillian Anderson, la Dana Scully della serie X-Files) una terapeuta sessuale e affettiva. Con la sua immensa conoscenza teorica in materia sessuale, Otis viene approcciato da Maeve (Emma Mackey) che gli propone di collaborare insieme a una clinica del sesso sottobanco, in modo da aiutare i compagni di scuola nelle loro problematiche legate al sesso e allo stesso tempo guadagnarci qualcosa.

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Diamanti grezzi, la recensione

Potremmo quasi intitolare questa recensione “la rivincita di Adam Sandler”, in quanto la sua performance ha quasi del miracoloso vista la sua attitudine a scegliere ruoli in commediole modeste e demenziali. Ma non ci dimentichiamo che era già stato selezionato niente meno che da Paul T. Anderson per il suo Ubriaco d’amore, ruolo che per la prima volta portò alla luce le sue grandi doti drammatiche. E i fratelli Safdie fungono allo stesso modo da apripista per tutto il potenziale inespresso di questo attore, che con il giusto coach in panchina riesce a sfoderare prestazioni che per un pelo non vengono prese in considerazione dalla giuria degli Oscar.

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Valutazione: 9.0/10 (su un totale di 1 voto)
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