Il Libro della Giungla, la recensione

Il piccolo Mowgli, protagonista del romanzo del 1893 di Rudyard Kipling, ritorna al cinema dopo 50 anni in una veste tutta nuova. Dopo il cartone animato del 1967, il 19° classico Disney, l’ultimo dell’epoca di Walt, ecco arrivare nelle nostre sale Il Libro della Giungla in live-action e CGI, diretto dal regista di Iron Man Jon Favreau. Un CGI talmente perfetto, c’è da aggiungere, che dona alla pellicola un realismo tanto riuscito che ci si dimentica di ritrovarsi in una dimensione fittizia in cui anche gli animali, o almeno alcuni, hanno il dono della parola.

La storia la conosciamo tutti: Mowgli era solo un neonato quando suo padre venne ucciso dalla tigre Shere Khan che serba da sempre odio imperituro verso ogni uomo. Il piccolo umano ormai orfano, però, viene trovato dalla pantera Baghera che decide di affidarlo alle cure della lupa Raksha. Passa un decennio da quegli avvenimenti e Mowgli trascorre intere giornate ad allenarsi, insieme ai suoi fratellini, a diventare un vero lupo ma è evidente a tutti che quello non è il suo posto. La presenza del piccolo umano tra gli animali della giungla diventa, poi, insostenibile quando la tigre Shere Khan minaccia ripercussioni catastrofiche per chi non gli consegnerà Mowgli, così il cucciolo di umano decide, di sua volontà, di lasciare la giungla per il bene del branco. Scortato dalla pantera Baghera, il piccolo prova ad arrivare al villaggio degli uomini ma diversi incidenti di percorso lo porteranno a fare conoscenza con il tenero orso Baloo e il temibile re delle scimmie King Louie.

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Dopo Alice in Wonderland, Maleficent, Il grande e potente Oz e Cenerentola, la Disney prosegue nell’intento di rivisitare i suoi classici d’animazione in chiave live-action. In questo caso, a differenza dei titoli citati, ci si trova davanti ad un vero e proprio remake de Il Libro della Giungla del ’67 ma con un tono più serio e drammatico. La prima versione della sceneggiatura del classico Disney, infatti, abbracciava le atmosfere lugubri e sinistre dell’opera kiplinghiana che stridevano in un film per famiglie e aveva portato Walt Disney a sostituire gli sceneggiatori e gli arrangiatori delle musiche. Mowgli, di conseguenza, era diventato un bambino ingenuo e incauto, quasi uno strumento di altri personaggi che più che essere compagni di avventura, erano quasi delle tate.

In questa moderna versione cinematografica de Il Libro della Giungla, invece, si respira di più l’atmosfera cupa presente nel romanzo e sono messe al bando la dolcezza e l’ironia del cartone animato per dare spazio anche al pericolo, alla morte e allo scontro. Mowgli è un bambino ingegnoso e indipendente, capace di prendere decisioni da solo ed evoluto rispetto agli animali che lo hanno cresciuto. A livello di trama, le uniche differenze con il classico disneyano si riscontrano soltanto nell’assenza dei simpatici avvoltoi e nel finale, che ovviamente non sveleremo.

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Le voci dei protagonisti della versione originale del film sono prestate dalle star internazionali Idris Elba, Scarlett Johansson, Lupita Nyong’o, Christopher Walken, Ben Kingsley e Bill Murray. Per quanto riguarda la versione italiana, comunque, i nostrani Toni Servillo, Giovanna Mezzogiorno, Neri Marcorè, Violante Placido e, soprattutto, Giancarlo Magalli non sono affatto da meno in bravura.

Nota positivissima per il giovane attore Neel Sethi che, per la prima volta sulle scene, ha interpretato il piccolo Mowgli come meglio non si poteva fare. Non sarà stato sicuramente facile per un bambino portare sulle spalle un intero film recitato integralmente su un green screen e senza nessun altro attore di supporto.

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Lo spiccato realismo di cui è permeato il film, fa sì che lo spettatore si immerga nella storia senza distrazioni, almeno finché non viene distolto con violenza dai momenti musicali che colpiscono come uno schiaffo in piena faccia. Il famoso brano cantato dall’orso Baloo Lo Stretto Indispensabile, infatti, viene brevemente riproposto insieme a Voglio Esser Come Te di King Louie. Una scelta che contrasta parecchio con lo stile della pellicola e che fa pensare quasi ad una manovra commerciale della casa di produzione che con quei brani ha creato una delle colonne sonore più amate tra i classici Disney.

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Certo, si poteva fare di meglio ma, nell’insieme, Il Libro della Giungla è un buon film per famiglie, anche se adatto più agli adulti che ai bambini, sicuramente portatore di messaggi positivi e di una spettacolarità fuori dal comune.

Rita Guitto

PRO CONTRO
  • Il film è tecnicamente e visivamente perfetto.
  • Il piccolo Neel Sethi è davvero molto bravo.
  • Il doppiaggio italiano è ben riuscito.
  • I momenti musicali sono fuori luogo.
  • La versione live-action è troppo simile al cartone animato.
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