Archivio tag: recensione

RomaFF16. The Eyes of Tammy Faye, la recensione

Il film di apertura della sedicesima edizione della Festa del cinema di Roma è The Eyes of Tammy Faye, diretto da Michael Showalter, e vede come protagonisti Jessica Chastain e Andrew Garfield, oltre che, in ruoli di supporto, Vincent D’Onofrio e Cherry Jones.

Il film racconta attraverso gli occhi di Tammy Faye Bakker (Jessica Chastain) una storia vera, un capitolo di storia della televisione americana poco conosciuto all’estero, che mette al centro la vicenda che ha coinvolto l’impero mediatico di Jim Bakker (Andrew Garfield) e sua moglie Tammy Faye, che rivoluzionarono il mondo della televisione religiosa diventando dei moderni tele-evangelisti, usando il medium televisivo per comunicare il loro messaggio cristiano attraverso metodi di coinvolgimento innovativi che garantirono loro un grande successo, prima alla CBN (Christian Broadcasting Network) e poi mettendosi in proprio con un nuovo canale satellitare PTL (Praise The Lord) dal 1974, fino alla caduta in disgrazia a causa delle accuse di frode (e anche un’altra molto di attualità) nei confronti di Jim Bakker, di cui la moglie Tammy era ignara.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venom – La furia di Carnage, la recensione

Avevamo lasciato Eddie Brock e il suo simbionte Venom, nel 2018, davanti alla cella del serial killer Cletus Kasady, nel carcere di massima sicurezza di San Quintino. Una visita di lavoro per il reporter del Daily Globe inserita nella scena post-credits di Venom di Ruben Fleischer pronta ad annunciare il villain del prossimo film, che i lettori Marvel ben conoscono come il letale Carnage. Promessa mantenuta e tre anni dopo, posticipi pandemia compresi, arriva nei cinema Venom – La furia di Carnage.

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Valutazione: 5.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Marilyn ha gli occhi neri, la recensione

Diego è un cuoco rinomato di mezza età, un vero perfezionista nel suo lavoro ma affetto da una sconfinata serie di disturbi comportamentali: ossessivo compulsivo, balbuziente cronico e soprattutto incapace di contenere le sue frequenti frustrazioni e scatti d’ira. Tutte queste imperfezioni caratteriali lo hanno condotto a perdere prima la famiglia e poi il lavoro. Ora Diego frequenta un centro di riabilitazione forzata ed è seguito da uno psichiatra che ha come obiettivo quello di placare le sue nevrosi e indirizzarlo verso il controllo dei suoi disturbi. Una delle attività del centro riabilitativo è quella di tenere impegnati i pazienti con servizi socialmente utili e così Diego, insieme ai suoi “compagni di riabilitazione”, si trova presto a dover gestire una piccola mensa che offre occasionalmente cibo agli anziani del quartiere. All’interno della brigata di cucina c’è anche Clara, mitomane e bugiarda cronica, pericolosamente instabile nelle relazioni interpersonali e convintissima di assomigliare a Marilyn Monroe. Tra Diego e Clara scatta subito una bizzarra sintonia e in breve tempo i due si convincono che possono trasformare la mensa sociale in un clandestino ristorante gourmet completamente gestito da personale affetto da disturbi psichiatrici.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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I’m Your Man, la recensione

I’m Your Man di Maria Schrader, già regista della miniserie Unorthodox (che trovate su Netflix), è una commedia tedesca ispirata all’omonimo racconto breve di Emma Braslavsky.

Alma (Maren Eggert) è una scienziata che lavora al Museo di Pergamo di Berlino e si trova a dover convivere per tre settimane con Tom (Dan Stevens), un robot umanoide. Tom è il prodotto di punta della società Terracea, che si occupa di creare androidi per persone single in cerca di un compagno di vita. Gli automi sono creati seguendo le inclinazioni e le preferenze del cliente, in modo da adattarsi perfettamente alle loro esigenze, umane e romantiche.

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Valutazione: 7.5/10 (su un totale di 2 voti)
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The Guilty, la recensione

Avevamo già visto Il colpevole – The Guilty, la sorprendente opera prima del regista danese Gustav Moller, presentata al 36° Torino Film Festival nel 2018, ma dal 1 ottobre sul catalogo Netflix è disponibile il remake americano diretto dal regista statunitense Antoine Fuqua, dal titolo The Guilty, che rimane fedele alla versione originale ma ha come protagonista Jake Gyllenhaal.

Joe Baylor, un ufficiale della polizia di Los Angeles, sta svolgendo il proprio turno in un call center, in attesa di un’udienza che lo riabiliti finalmente a lavorare nuovamente sul campo, sospeso a causa di un incidente dalle circostanze poco chiare. Un’improvvisa chiamata da parte di una donna che sospetta possa essere rapita, porta l’uomo a un’affannosa ricerca di quest’ultima e del suo presunto sequestratore.

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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Welcome to the Blumhouse: Bingo Hell, la recensione

Riprende il nostro approfondimento di Welcome to the Blumhouse, la serie antologica di lungometraggi (slegati tra loro) realizzata dalla casa di produzione di Jason Blum in collaborazione con gli Amazon Studios. Oggi parliamo di merce fresca considerando che, dallo scorso primo ottobre, Amazon ha reso disponibili i primi due episodi del secondo blocco da quattro, un anno dopo il precedente quartetto. Da una settimana, quindi, su Prime Video, potete trovare Bingo Hell e Black As Night. Se i primi quattro film erano accomunati dalla tematica della famiglia e dell’amore intese come forze redentrici o distruttrici, il nuovo poker gira intorno ad orrori istituzionali e fobie personali.

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Valutazione: 5.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Storia di Ray (o l’asino che vola), la recensione

A partire da giovedì 8 ottobre 2021 inizia il suo tour distributivo con Daitona e Michi Storia di Ray (o l’asino che vola), docufilm scritto e diretto da Giuseppe Di Renzo. La prima tappa distributiva è Francavilla, in Abruzzo, la seconda Roma dove il film sarà ospitato il 15 ottobre dal Cinema delle Province e in entrambi i casi è presente ad introdurre la proiezione il protagonista, Sugar Ray Sandro.

Ma chi è Sugar Ray Sandro?

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Baby Boss 2 – Affari di famiglia, la recensione

Sono passati solo quattro anni dal successo d’animazione Baby Boss, ma da allora la DreamWorks Animation ha già messo a punto ben quattro stagioni di una serie per Netflix e un sequel, Baby Boss 2 – Affari di famiglia, che porta ancora una volta la firma in regia di Tom McGrath su sceneggiatura di Michael McCullers.

Dopo alcuni posticipi, il film arriva nei cinema il 7 ottobre distribuito da Universal Pictures.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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A Chiara, la recensione

Con A Chiara, il regista Jonas Carpignano (classe 1984) conclude la sua trilogia ambientata nella cittadina calabrese di Gioia Tauro, iniziata nel 2015 con Mediterranea e proseguita con A Ciambra (2017). Presentato alla 74° edizione del Festival di Cannes nella sezione Quinzaine des Réalisateurs, il lungometraggio ha vinto il Premio Europa Cinema Label.

A Chiara racconta la storia di un’adolescente, Chiara (Swamy Rotolo), una quindicenne che vive a Gioia Tauro con i genitori e le tre sorelle. La sua tranquilla esistenza, fatta di scuola, compiti e amiche, viene sconvolta quando suo padre, un uomo che ha sempre ammirato e amato infinitamente, sparisce senza lasciare traccia. La scoperta che l’uomo è un noto trafficante di droga, ricercato dalla polizia, costringe la ragazza a fare i conti con la dura realtà dei fatti, segnando anticipatamente il passaggio dall’età adolescenziale a quella adulta.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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The Lonely Hearts Killers, da una storia vera il ritorno al cinema estremo di Fabrice du Welz

Dopo alcuni titoli sottotono, Midnight Factory rilancia alla grande l’appuntamento con il cinema inedito in Italia e tra le uscite autunnali spicca The Lonely Hearts Killers, conosciuto anche con il titolo Alleluia, un tostissimo thriller che porta la firma di Fabrice du Welz, regista belga di quel cult del cinema estremo che è Calvaire (2004), ma anche dei notevoli Vinyan (2006) e Message from the King (2016).

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