Archivio tag: storia vera

Rapina a Stoccolma, la recensione

Nell’estate del 1973, nella Sveriges Kreditbank di Stoccolma si verificò un caso eclatante: Jan-Erik Olsson entrò armato in banca, non era interessato ai soldi ma alla liberazione dell’amico Clark Olofsson, detenuto in un carcere locale. Jan-Erik, raggiunto da Clark, prese in ostaggio quattro persone per ben sei giorni, poiché il governo svedese impediva al rapinatore di lasciare la banca con gli ostaggi. Una notizia che fece il giro del mondo per il paradossale impasse in cui si era arenata e sulla quale fece chiarezza, un anno dopo,  un articolo del New Yorker scritto da Daniel Lang e intitolato The Bank Drama, da cui emerse un dato che ha dell’incredibile: gli ostaggi, in particolare Patty Hearst, entrarono talmente in empatia con i rapitori da collaborare con loro volontariamente per il raggiungimento dello scopo, che a quel punto era diventato un affare comune contro l’ottusità del sistema di governo e della polizia. Questo particolare episodio ha dato vita a quel fenomeno che oggi conosciamo come Sindrome di Stoccolma, una situazione in cui gli ostaggi finiscono per legarsi ai loro sequestratori mettendosi anche contro le autorità.

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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Climax, la recensione

Quando ci si approccia al cinema di Gaspar Noé bisogna essere preparati perché Irréversible (2002), Enter the Void (2010), Love (2015) non sono film come tutti gli altri ma sono vere e proprie esperienze cinematografiche che si affidano alla sensorialità più atavica per essere vissute… e apprezzate.

Climax, l’ultima opera del regista argentino naturalizzato francese, è in perfetta sintonia con la poetica di Noé, abbracciandone pregi e difetti e, per questo motivo, è un film che va fruito con la debita preparazione all’operato dell’autore.

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Valutazione: 4.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Cocaine – La vera storia di White Boy Rick

La voglia di esplorare, al cinema e in tv, con puntualità chirurgica il decennio degli anni ’80 non mostra segnali di arresto e ancora una volta Hollywood guarda all’epoca dei capelli cotonati per raccontare una storia vera che affonda le mani nel crime più nero. Arriva nei cinema distribuito da Warner Bros. Entertaiment Italia Cocaine – La vera storia di White Boy Rick, period drama criminale che estende il racconto nel triennio 1984-1987.

L’adolescente Rick aiuta il padre nel recupero e il commercio illegale di armi da fuoco in una Detroit grigia e allagata dalla criminalità. Per guadagnarsi il rispetto delle gag, Rick vende personalmente armi a spacciatori di colore che lo soprannominano White Boy Rick e lo accolgono come un fratello. Per evitare l’arresto a suo padre, Rick si lascia però corrompere dalla polizia che intende utilizzarlo come informatore per mettere le mani sullo spaccio di cocaina che sembra avere radici fino al gabinetto del sindaco.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Copia originale, la recensione

Copia Originale (Can you ever forgive me?) è un film diretto da Marielle Heller, presentato in anteprima, per l’Italia, al Torino Film Festival del 2018 e ora pronto per l’uscita nelle sale. Il periodo non può che essere il più propizio visto che tra una manciata di giorni verranno assegnati i premi Oscar.

Copia Originale ha raccolto tre candidature: Miglior attrice protagonista, Miglior attore non protagonista e Miglior sceneggiatura non originale. Giusto per chiarire: il semplice fatto di avere ottenuto le fatidiche “nominations” non sempre è sufficiente, di per sé, per fare di un film un capolavoro, ma in questo caso… è proprio così!

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Valutazione: 9.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Il Corriere – The Mule, la recensione

Una volta si diceva che la vecchiaia rende le persone più sagge, ma stando a quanto ci mostra il cinema degli ultimi tempi questa regola sembra ormai un vetusto optional, un epitaffio al cambio generazionale avvenuto in tempi non sospetti. Dopo aver assistito, infatti, alle scorribande criminali di un rapinatore di banche in cerca di redenzione con Old Man & the Gun, che ha segnato l’addio alle scene di Robert Redford, un’altra immensa gloria della Hollywood neoclassica esplora territori di criminalità senile, Clint Eastwood che con Il corriere – The Mule ci dà un altro bellissimo film che ricorderemo sicuramente negli anni.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Benvenuti a Marwen, la recensione

Se guardiamo alla carriera di Robert Zemeckis nel post 2000, notiamo un ardimento nella sperimentazione narrativa e tecnica che parlano chiaro sul suo ruolo all’interno del panorama cinematografico mondiale. Concettualmente vicino a Spielberg, di cui è stato ed è un fidato collega/collaboratore, Zemeckis ama le sfide, si mette continuamente alla prova nella sperimentazione di linguaggi, sempre aperto ad applicare alle storie che decide di raccontare le strade a cui la tecnologia ci apre. Perfino in film sulla carta insospettabili come Allied – Un’ombra nascosta, la tecnologia ha un ruolo decisivo che segue il percorso del perfezionamento e sostituzione dell’attore in carne ed ossa con un avatar fatto di 0 e 1, come già sperimentato nella trilogia in mo-cap (Polar Express, La leggenda di Beowulf, A Christmas Carol). Con Benvenuti a Marwen, il suo nuovo lungometraggio, Zemeckis prosegue proprio in questa personale direzione, continuando a riflettere sulle possibilità della tecnologia in campo di performance attoriale, dando vita a quello che fino a qualche tempo fa era peculiarità della sola fantasia.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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A Private War, la recensione

Ispirandosi all’articolo di Vanity Fair Marie Colvin’s Private War, uscito nel 2012 a firma di Marie Brenner, lo sceneggiatore Arash Amel (Grace di Monaco, The Expatriate) redige uno script votato ad esplorare la vita e, soprattutto, il lavoro della reporter di guerra Marie Colvin. Per portare in scena questo singolare biopic è stato chiamato il documentarista Matthew Heineman, qui al suo esordio con un film fictional, impegnato nel rendere nel modo più realistico e diretto possibile l’ossessiva ricerca dello scoop da parte di una donna che ha segnato la storia del giornalismo ed esplorato una nuova latitudine dell’eroismo femminile.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Resta con me, la recensione

Cast Away, All is Lost, Vita di Pi, Open Water… ma non dimentichiamo I prigionieri dell’oceano di Alfred Hitchcock. Tutti titoli celebri che hanno eletto l’oceano a grande temibile avversario dell’uomo, un luogo tanto affascinante quanto ostile, soprattutto se ad affrontarlo sono persone sole, impaurite e ridotte a condizioni estreme. Oggi alla lunga lista dei film di sopravvivenza in mare si aggiunge Resta con me, infelice titolo italiano per ben più calzante Adrift, dramma ispirato alla vera storia di Tami Oldham Ashcraft, che nei primi anni ’80 rimase vittima di una violenta tempesta mentre si trovava in mare aperto insieme al fidanzato Richard Sharp.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Fire Squad – Incubo di fuoco, la recensione

Il modo migliore per realizzare un film da una storia realmente accaduta è tenere ben salda l’attenzione dello spettatore che già conosce l’esito della vicenda, quindi puntare tutto sui personaggi e sul tragitto che li ha portati a scontrarsi con gli eventi. È proprio così che agisce Joseph Kosinski, talentuoso regista di Tron: Legacy ed Oblivion, che per Fire Squad – Incubo di fuoco si affida proprio ai protagonisti e alle loro vicende personali, oltre che lavorative, che li hanno condotti a quella tragica giornata del 2013.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Io, Dio e Bin Laden, la recensione

La parabola discendente che vede protagonista Nicolas Cage non accenna ad arrestarsi e proprio quando il noto attore di Ghost Rider aveva tra le mani un progetto potenzialmente interessante, gestito da persone giuste, il tutto si risolve in un fuoco di paglia che dà vita all’ennesimo “brutto film con Nicolas Cage”. Che peccato! Che peccato constatare che Io, Dio e Bin Laden (Army of One) è una commedia totalmente sbagliata, che non riesce a sfruttare neanche per un secondo l’irresistibile soggetto da cui nasce. 

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Valutazione: 4.0/10 (su un totale di 1 voto)
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