Q – Il serpente alato: grazie a Midnight Factory arriva in Gold Edition Blu-ray il monster movie diretto da Larry Cohen

In questi suoi primi dieci anni di attività Midnight Factory è riuscita a guadagnarsi un posto speciale nel cuore di centinaia e centinaia di collezionisti e cinefili. Un lavoro eccellente, quello svolto dalla label di Plaion Pictures, che nel corso di questi anni non ha mai mostrato segni di cedimento o perdita di smalto. Anzi, tutt’altro. Midnight Factory ha costantemente individuato un giusto modo per crescere ed espandersi, ampliando la propria offerta grazie a collane che hanno sempre saputo coniugare ottimi titoli con edizioni home video impeccabili pensate appositamente per gli irriducibili sostenitori del supporto fisico. L’ultima collana propostaci da Midnight Factory è rappresentata dalle Gold Edition, ovvero prestigiose edizioni home video di cult del passato che si propongono come punto d’incontro tra le uscite regolari della label e le prestigiosissime Midnight Classics. Nei mesi scorsi vi abbiamo parlato di alcune edizioni “Gold” come La Casa di Mary, Black Christmas, A Venezia un dicembre rosso shocking, Scanners e il gustoso Lieberman Boxset contenente sia Sindrome del Terrore che Halloween Killer. Adesso l’offerta “Gold” di Midnight Factory si arricchisce con un altro intramontabile cult anni ‘80 firmato da Larry Cohen: Q – Il serpente alato, un bizzarro mix tra monster movie e poliziesco interpretato dall’indimenticabile David “Bill” Carradine.

Di cosa parla Q – Il serpente alato.

Una serie di macabri omicidi getta nel panico la città di Manhattan: un lavavetri decapitato mentre svolgeva un normale servizio, un uomo ritrovato completamente scuoiato nella sua stanza d’albergo, una ragazza scomparsa all’improvviso mentre prendeva il sole sul terrazzo di un grattacielo e poi, per finire, un’improvvisa pioggia di sangue riversa sui cittadini del distretto di New York. Il tenente Shepard (David Carradine), affiancato dal sergente Powell (Richard Roundtree), brancola nel buio e non riesce a trovare una linea di collegamento tra tutti questi raccapriccianti eventi.

Mentre la polizia è persa nelle indagini Jimmy Quinn (Michael Moriarty), un giovane pianista jazz senza soldi e con notevoli disturbi comportamentali, cerca di sbarcare il lunario lasciandosi coinvolgere in una rapina all’interno di una gioielleria. Il colpo però va male e Jimmy, per sfuggire all’arresto, si rifugia nei piani alti del Chrysler Building. Qui fa una spaventosa scoperta: all’ultimo piano del grattacielo c’è un nido gigante contenente un uovo di impressionanti dimensioni. Quando Jimmy si vede costretto a rivelare la scoperta al tenente Shepard, i punti saranno presto collegati: in città si aggira un folle fanatico della cultura azteca che, attraverso sacrifici umani, è riuscito a risvegliare Quetzalcoatl, il mostruoso serpente alato.

Un giudizio critico.

Possiamo affermare con una certa fermezza che si parla sempre troppo poco di Larry Cohen, brillante regista e sceneggiatore che tra gli anni ‘70 e ‘80 (ma non solo) ha saputo dare tantissimo al cinema di genere americano. 

Oggi, per lo più, lo ricordiamo per aver partorito l’instant-cult Baby Killer (1974), pietra miliare del cinema horror anni ‘70 che – come moltissimi horror del periodo – riusciva ad ibridare il genere con una feroce critica all’istituzione familiare americana ma apriva anche un discorso sulla pratica dell’aborto. Se Baby Killer rimane ad oggi il vero fiore all’occhiello di una filmografia imprevedibile e mai banale, sarebbe opportuno citare e/o riscoprire anche altre piccole gemme del b-movie dirette da Cohen come The Stuff – Il gelato che uccide (1984), I vampiri di Salem’s Lot (1987) e il divertente L’ambulanza (1990).

Al tempo stesso, però, sarebbe un autentico reato non prendere in considerazione il contributo che Larry Cohen ha dato al cinema di genere come semplice sceneggiatore. Perché dobbiamo ricordare che Cohen, scomparso a marzo del 2019 all’età di 83 anni, è stato lo sceneggiatore di iconici film come la trilogia Maniac Cop di William Lusting, di Ultracorpi – L’invasione continua di Abel Ferrara, In linea con l’assassino di Joel Schumacher e Captivity di Roland Joffé. 

Come regista, oltre ad aver esibito una versatilità non comune a tutti (spaziando dalla commedia all’horror, dal thriller all’action), Larry Cohen si è sempre contraddistinto per una vena fortemente satirica nei confronti della società americana ma anche per un’ammirevole tendenza a porre al centro dei suoi film personaggi socialmente emarginati o comunque con disturbi comportamentali. 

Quando nel 1982 arrivò nei cinema statunitensi Q – Il serpente alato (film mai distribuito nelle nostre sale ma approdato direttamente in televisione nel 1984 su Italia1), Larry Cohen era ancora per molti il “regista di Baby Killer” e perciò l’autore pensò bene di rinnovarsi, cambiare tono e sguardo, proponendo al pubblico uno spettacolo horror profondamente diverso da quel capolavoro del ‘74. 

Q – Il serpente alato si presenta sin dai primi minuti come un horror di ampio respiro, un film dall’impianto corale che vuole sfuggire al minimalismo per guardare fortemente nella direzione di certo cinema mainstream. Facendo ricorso alla sua formazione nella blaxploitation (Black Caesar – Il padrino nero o Tommy Gibbs criminale per giustizia), Cohen ripropone un suggestivo setting urbano e metropolitano utile a conferire un carattere straordinario all’opera e a donare una squisita nota d’originalità al racconto.

Più che in altri suoi film, infatti, Q – Il serpente alato presenta una fusione di generi tanto imprevedibile quanto ispirata, un film capace di mescolare in modo del tutto naturale il monster-movie anni ‘50/’70 con la più classica delle storie poliziesche. Questa contaminazione tra sci-fi/horror e poliziesco sarà senz’altro d’ispirazione per cult futuri come Predator 2 di Stephen Hopkins e Detective Stone di Tony Maylam.

Pur non essendo tra i film migliori diretti dal regista e ostacolato da un ritmo singhiozzante che lascia percepire una durata molto più corposa di quella reale, Q – Il serpente alato è un gustosissimo b-movie pregno di atmosfere suggestive ad effetti speciali old school così casarecci che si insaporiscono invecchiando. Come il buon vino. 

La Gold Edition Blu-ray di Q – Il serpente alato.

Quando parliamo di edizioni a marchio Midnight Factory, specialmente se ci riferiamo ad un prodotto Midnight Classics o Gold, raramente si riescono a muovere critiche nei confronti del prodotto. Si, perché come puntualizzato ad inizio articolo Midnight Factory sembra essere una delle poche label ad aver capito lucidamente cosa vogliono/pretendono i collezionisti del supporto fisico.

La Gold Edition di Q – Il serpente alato non fa eccezioni e, pur mostrando una carenza di contenuti extra che solitamente sono l’elemento che contraddistingue queste edizioni, anche questa volta l’edizione si rivela di prestigioso e più che mai soddisfacente. 

Il prodotto si presenta ancora una volta bene, molto bene, grazie alla consueta doppia cover cartonata (e che in questo caso sfoggia un artwork esterno davvero bello ed accattivante), il booklet interno e una card da collezione che ritrae l’artwork di copertina senza scritte o loghi vari. 

Ma ciò che colpisce principalmente di questa edizione Blu-ray disc di Q – Il serpente alato (che ricordiamo essere la prima edizione Blu-ray italiana del film) è la qualità tecnica del prodotto dal momento che il film ci viene presentato in versione restaurata, dunque con una qualità decisamente elevata sia sotto il profilo video che quello sonoro. Il quadro video infatti restituisce un’immagine nitidissima, per nulla invecchiata, dai colori saturi e dai contrasti praticamente perfetti. Alla stessa maniera lavora il reparto sonoro, davvero squillante, che esibisce un pieno DTS-HD Master Audio 2.0 sia per la versione originale che per quella doppiata in italiano.

Come si accennava qualche riga più su, purtroppo risulta debole il reparto dei contenuti speciali dal momento che tra questi possiamo trovare solamente il commento audio del regista Larry Cohen e il teaser trailer del film. 

In definitiva quella proposta da Midnight Factory di Q – Il serpente alato è un’edizione assolutamente pregevole e – oseremo dire – necessaria che può andare finalmente a sostituire a testa alta la precedente (ed unica!) edizione DVD edita nell’ormai lontano 2004 da Serendipity. 

Giuliano Giacomelli

Q – IL SERPENTE ALATO di Larry Cohen

Label: Midnight Factory per Plaion Pictures

Formato: Golden Edition Blu-ray + Booklet

Video: HD 1080p @23,98 – 1.77:1 – BD50

Audio: Italiano DTS-HD Master Audio 2.0, Inglese DTS-HD Master Audio 2.0

Sottotitoli: italiano

Extra: Commento audio sottotitolato col regista Larry Cohen, Teaser Trailer

Puoi acquistare l’edizione blu-ray di Q – Il serpente alato cliccando direttamente qui.

VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.