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Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo: la noia fatta serie tv!

Vi è mai capitato di iniziare una serie TV con le aspettative a tremila e ritrovarvi, invece, con la tentazione di mollarla dopo aver visto appena due episodi? Ecco, questa è stata la mia esperienza con la nuova serie di Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo. Basata sull’omonima collana di libri per ragazzi, la serie targata Disney, prometteva a gran voce di regalare ai fan l’adattamento televisivo che tanto avevano sperato, rilasciando settimanalmente una puntata dalla durata di 30/40 minuti. Per anni, infatti, lo stesso Rick Riordan, autore della collana, si era detto deluso dal modo in cui era stato trattato il materiale dei propri libri nella realizzazione dei film. Motivo per cui, il sentirgli dire solo parole positive circa questa serie, aveva fatto accendere in me la luce della speranza. E invece no! Come sempre, però, andiamo per ordine e analizziamo con cura pregi e difetti della nuova serie, ora disponibile integralmente su Disney+.

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Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Finalmente l’alba, la recensione

È il 1953 e a Cinecittà si stanno svolgendo le riprese di un nuovo kolossal che vede protagonista una delle più famose stelle del cinema classico, Josephine Esperanto (Lily James), al fianco delle stelle nascenti Sean Lookwood (Joe Keery) e Nan Roth (Rachel Sennot).

Mimosa (Rebecca Antonacci) è una giovane romana, fidanzata e prossima al matrimonio con un uomo del quale non è innamorata, ma che rende felice la madre, che non vede per la sua “brava e remissiva figlia” nessun futuro migliore: “è un bravo ragazzo e ha un lavoro sicuro“.

Quando la bella e intraprendete sorella Iris (Sofia Panizzi) decide di prendere parte alle audizioni per le comparse del film, Mimosa viene notata dalla diva Josephine che ne rimane colpita e decide di trascinarla con lei, sul set e in una lunga avventura notturna tra locali e feste, che cambieranno per sempre la vita della ragazza.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Green Border, la recensione

2021, al confine tra Bielorussia e Polonia migliaia di migranti vengono utilizzati come arma politica dal regime di Lukashenko per fare pressioni sull’Europa. Migliaia di persone si ritrovano quindi coinvolte in un gioco infernale in cui vengono usate come proiettili, o meglio come palloni, da un lato all’altro del confine, rifiutate da tutti e invisibili al resto del mondo.

Green Border è uno di quei film importanti per capire la società di oggi e che riesce ad accompagnare una precisione quasi giornalistica all’empatia e all’emozione del mezzo cinematografico, raccontando una storia cruda, un incubo continuo che è invece una realtà quotidiana.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Come pecore in mezzo ai lupi e Tutti i cani muoiono soli: in DVD due noir italiani a metà tra il genere e il cinema autoriale

come pecore in mezzo ai lupi

Se c’è un genere cinematografico che in Italia è sempre stato “sul pezzo” più di altri, quello è sicuramente il crime. Tutto è iniziato più o meno con i western, che a voler essere romantici potremmo considerare come gli antenati di tutti quei poliziotteschi che hanno dominato la nostra scena nel decennio ‘70. Poi, con l’avvento nel 1984 della fortunata serie televisiva La Piovra, questo genere si è spostato sul piccolo schermo e qui c’è più o meno rimasto fino all’enorme successo della serie Romanzo Criminale che, nel 2008, ha ufficialmente spianato la strada al regista Stefano Sollima ma ha anche portato alla realizzazione di Gomorra – La serie, altro enorme successo del piccolo schermo che ha saputo fare scuola. Da quel momento l’interesse per le storie di malavita è tornato alto, altissimo, e il crime/poliziesco è diventato nuovamente appetibile anche sul grande schermo. Nel giro di pochissimi anni l’Italia ha prodotto un numero elevatissimo di film che raccontano storie di micro-criminalità, malavita periferica e crimini di strada. Tutti nati inevitabilmente sulla scia del successo delle già citate serie televisive. Nelle scorse settimane il listino home video di CG Entertainment si è arricchito con due titoli che contribuiscono a nutrire questo genere, Come pecore in mezzo ai lupi di Lyda Patitucci e Tutti i cani muoiono soli di Paolo Pisanu. Due opere prime, tutte e due portate in sala da Fandango ed entrambe interessate a rileggere il genere in una chiave decisamente più minimalista e meno mainstream. Proprio come va di moda oggi. Vi parliamo delle due edizioni DVD

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Se vi aspettate un bel tutorial rimarrete delusi! La recensione di How to Have Sex

Il titolo richiama e strizza l’occhio a quel filone delle commedie adolescenziali, tipiche del periodo a cavallo tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del Duemila, che avevano al centro della narrazione la perdita della verginità. Ma Molly Manning Walker ne ribalta il registro, utilizza con maestria il glam e la ricerca del divertimento tipico sia dei 17 anni che di quei prodotti su citati, per ricreare un film che tra le luci al neon deli club e il sole di Creta, risulta ombroso e profondamente triste.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Povere Creature!: la recensione della nuova fiaba horror di Yorgos Lanthimos

Yorgos Lanthimos è uno di quei rari registi capaci di coniugare riconoscibilità e freschezza in ogni suo film, in cui nonostante ci bastino pochi tocchi per vederne la mano non si riesce mai a prevedere dove questa andrà a finire e cosa andrà a toccare. Poor Things!, Povere creature! in italiano, è il titolo della nuova fiaba horror del regista greco in concorso all’80ª Mostra del Cinema di Venezia, dove si è aggiudicata il Leone d’Oro, tratta dall’omonimo romanzo di Alistair Grey del 1992.

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Valutazione: 8.5/10 (su un totale di 2 voti)
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I soliti idioti 3 – Il ritorno, la recensione

Sono passati poco più di 11 anni dall’uscita al cinema del film I 2 soliti idioti, quasi dieci milioni di incasso al botteghino che andava a bissare gli oltre dieci milioni d’incasso totalizzati l’anno precedente da I soliti idioti – Il film; un grande successo per il duo comico Fabrizio Biggio & Francesco Mandelli che ha confermato l’appeal sul pubblico dell’amato show demenziale di MTV. Ma dopo il pesante flop del pregevolissimo La solita commedia – Inferno, che praticamente portava i “soliti idioti” all’interno della Commedia dantesca, arriva un po’ a sorpresa I soliti idioti 3 – Il ritorno. E, ci duole dirlo, ma questo “ritorno” è un clamoroso buco nell’acqua.

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La società della neve, la recensione del film sulla tragedia delle Ande

Il 13 ottobre 1972 un aereo precipita sulle Ande durante una violentissima bufera di neve. A bordo c’erano i componenti di una giovane squadra di rugby uruguayana, insieme ad alcuni familiari, diretti in Cile per una partita.

Dei 45 passeggeri molti superano quasi incolumi l’impatto, ma i soccorsi tardano ad arrivare e la sopravvivenza tra i ghiacci, senza cibo, si fa ogni giorno più difficile.

La società della neve, diretto da J. A. Bayona, è il titolo di chiusura, fuori concorso, di Venezia 80, che ripercorre la tragica vicenda realmente accaduta e raccontata all’interno dell’omonimo romanzo scritto da Pablo Vierci, scrittore uruguaiano e compagno di scuola della maggior parte dei ragazzi coinvolti all’epoca nell’incidente e pubblicato nel 2009.

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Valutazione: 8.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Natale 2023: le edizione da collezione home video di Warner Bros.

Nei giorni che precedono il Natale, con la periodica corsa agli acquisti, Warner Bros. Home Entertainment ha proposto una ricca selezione di film in edizione di lusso per regali a prova di cinefilo e adatti a tutti i gusti, ma soprattutto a chi ha gusto! Vi parliamo brevemente di quattro cult rieditati in imperdibili edizioni da collezione: L’esorcista – Collector’s Edition, 2001: Odissea nello spazio – The Film Vault, Westworld – Il mondo dei robot Steelbook, Il fuggitivo Steelbook.

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Ferrari, la recensione del film di Michael Mann

Il ritratto che Michael Mann sceglie di fare di Enzo Ferrari è un biopic atipico, che non ripercorre per intero la vita del personaggio ma si concentra su un lasso di tempo molto breve: l’estate del fatale 1957, un momento cruciale per l’azienda e di grandi difficoltà famigliari. Ferrari, presentato in concorso all’80ª Mostra del Cinema di Venezia, uscirà nelle sale italiane il 14 dicembre.

La prestigiosa casa automobilistica rischia la crisi. La vendita di auto per il pubblico non decolla e per risollevare il fatturato è necessario vincere le corse, ottenendo copertura mediatica favorevole: le Mille Miglia sono l’occasione perfetta, per dare lustro al marchio e trovare nuovi finanziatori. Enzo Ferrari, interpretato da Adam Driver, si getta a testa bassa nell’impresa, con freddezza e determinazione. Anche per lasciare nelle retrovie del pensiero i suoi problemi personali: la perdita di un figlio ha definitivamente incrinato il rapporto con sua moglie e socia in affari (una splendida Penelope Cruz), mentre la sua amante, madre di un bambino nato fuori dal matrimonio, inizia a perdere la pazienza. Vuole ottenere il riconoscimento del figlio ed entrare ufficialmente a far parte della vita di Enzo, frenato dalle apparenze imposte dalla società borghese e dai vincoli economici che lo legano alla moglie.

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Valutazione: 7.5/10 (su un totale di 2 voti)
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