Archivio tag: Sean Baker

La mia famiglia a Taipei: in DVD il film scritto, prodotto e montato dal premio Oscar Sean Baker

Con il titolo ben più suggestivo Left-Handed Girl, La mia famiglia a Taipei è stato presentato in anteprima mondiale durante la Settimana internazionale della critica del 78° Festival di Cannes. Sono seguiti il 73° Melbourne Film Festival, il 50° Toronto International Film Festival, il 30° Busan International Film Festival e poi, ad ottobre scorso, anche la 20ª Festa del Cinema di Roma dove il film si è aggiudicato il premio Miglior Film – Progressive Cinema. Un percorso pieno di traguardi e successi che ha portato il film anche ad entrare nella short list degli Oscar 2026 nella combattuta categoria miglior film internazionale (per Taiwan). Purtroppo il sogno non si è realizzato e il film co-prodotto e diretto da Shih-Ching Tsou non è entrato nella cinquina finale, dovendo lasciare il posto a qualche titolo decisamente meno meritevole. Co-scritto, co-prodotto e montato dal premio Oscar Sean Baker (premiato dall’Academy nel 2025 per il bellissimo Anora), La mia famiglia a Taipei è uscito nelle sale italiane sotto il marchio I Wonder Pictures a fine dicembre scorso e da pochi giorni è disponibile in DVD grazie a Mustang Entertainment e ai canali distributivi di Eagle Pictures.

VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

La mia famiglia a Taipei (Left-Handed Girl), la recensione

La mia famiglia a Taipei (Left-Handed Girl) racconta una storia apparentemente semplice, ma costruita su una stratificazione emotiva e sociale sorprendentemente complessa. Al centro del racconto c’è una famiglia taiwanese tutta al femminile che cerca di sopravvivere nella Taipei odierna, schiacciata da difficoltà economiche, legami familiari irrisolti e da un presente che non concede tregua.

Shu-Fen è una madre divorziata che manda avanti un banco di noodles in un mercato popolare, lottando quotidianamente con l’affitto della bancarella, la malattia dell’ex marito e la responsabilità di crescere due figlie. I-Ann, la maggiore, è già stata catapultata per necessità nel mondo degli adulti: aiuta la madre nel lavoro, ma arrotonda anche come betel nut beauty (ragazze che vendono noci di betel e articoli da tabaccheria attirando i clienti in abiti succinti e movenze ammiccanti), entrando in una zona grigia fatta di esposizione del corpo, compromessi morali e dinamiche di potere che sfuggono al suo controllo e che la porteranno a conseguenze dolorose.

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 7.5/10 (su un totale di 2 voti)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Oscar 2025: il trionfo del cinema indipendente. Tutti i vincitori e un’analisi ragionata dei premi assegnati

Cinque Oscar su sei nomination. È stata la commedia indie Anora di Sean Baker a trionfare durante la 97ª cerimonia di premiazione degli Academy Awards. A seguire The Brutalist di Brady Corbet, con tre vittorie, mentre solo due statuette all’inizialmente favoritissimo Emila Pérez e due premi anche a Wicked e Dune: Parte 2. Grande sconfitto della serata A Complete Unknown che su otto candidature è rimasto completamente a bocca asciutta.

L’edizione degli Oscar 2025 verrà ricordata come quella che ha premiato il cinema indipendente, che sta continuando ad alimentare imperterrito il circuito delle sale in un’epoca in cui lo strapotere delle piattaforme streaming va a penalizzare l’esperienza cinematografica. È stato Sean Baker, regista di Anora, a sottolineare durante il suo discorso di ringraziamento per il conferimento del premio alla regia, che è il cinema come luogo fisico a dover essere preservato e devono essere prodotti più film pensati per il grande schermo.

VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: +1 (da 1 voto)

Anora, la recensione

Nel cinema di Sean Baker il sesso è una costante imprescindibile. In Starlet (2012) la protagonista è una pornostar, mentre in Red Rocket (2021) il personaggio principale si mantiene proprio intrattenendo relazioni di convenienza con attrici hard. In Un sogno chiamato Florida (2017) la mamma della piccola Moonee sbarca il lunario prostituendosi, così come la protagonista transgender di Tangerine (2015). Ed è ancora una sex worker al centro del nuovo film del regista statunitense, Anora, che arriva nei nostri cinema il 7 novembre con Universal Pictures dopo essere stato presentato in anteprima nazionale alla Festa del Cinema di Roma e aver vinto la Palma d’Oro al miglior film al Festival de Cannes 2024.  

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: +1 (da 1 voto)

Un sogno chiamato Florida, la recensione

Uno degli aspetti più riusciti di Un sogno chiamato Florida di Sean Baker si ritrova nella manifestazione e nella celebrazione materiale di alcune sensazioni prettamente fanciullesche: per gran parte del film vediamo infatti i giovanissimi protagonisti Moonee, Jancey e Scooty galleggiare in quel mare di assoluta delizia altresì noto come “tre mesi di nullafacenza estiva”, che li fa scattare a correre come centometristi e arraffare con ingordigia ogni nuova attività, come fischiare attraverso un ventilatore o dare fastidio a Bobby (Willem Dafoe), l’infaticabile manager del loro motel. Perché nonostante abitino a un tiro di schioppo da Disneyland non hanno la possibilità di visitarlo, e dunque sfruttano tutte le potenzialità del motel in cui sono costretti ad abitare.

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)