Archivio tag: Anna Foglietta

Venezia77: considerazioni finali e tutti i vincitori

La 77ª edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia rimarrà nella Storia. È l’edizione dell’emergenza sanitaria, è l’edizione delle incertezze fino all’ultimo, è l’edizione del coraggio e della passione di chi vi ha lavorato, l’edizione dell’assenza di glamour, del ritorno a un cinema più piccolo, inclusivo, estremamente autoriale, sicuramente lontano dalle logiche dello star system che hanno decretato, negli ultimi anni, il successo e i numeri della Mostra del Cinema sdoganando definitivamente questo evento anche al di fuori della cerchia cinefila. È stata un’edizione che, prevedibilmente, ha visto ridimensionati i propri numeri con il 40% di presenze in meno in confronto al 2019 (che è stato l’anno dei record) e 5.500 accrediti venduti in confronto ai 12 mila dello scorso anno. Numeri comunque molto alti in confronto alle previsioni, che hanno dato una dimostrazione molto forte dell’amore di molti per il Cinema, della voglia di ripartire nel migliore dei modi, senza lasciarsi intimorire dalle ferree ma fondamentali misure restrittive che la Biennale ha adottato, impiegando ben 2 dei 14 milioni impiegati per organizzarla.

VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

D.N.A. (Decisamente non adatti), la recensione

Nando ed Ezechiele, due facce di una (probabile) stessa medaglia. Amici/nemici sin dalle scuole elementari, Nando è sempre stato un piccolo bullo ignorante mentre Ezechiele un bambino sensibile e superintelligente. Due caratteri completamente opposti e destinati a rimanere tali anche da adulti. Oggi, infatti, Nando lavora come “braccio violento” per conto del dirigente della catena di fast food Mr. Hambù mentre Ezechiele è diventato un professore universitario di genetica dal carattere fortemente insicuro e impacciato. Quando Nando, stanco di essere giudicato per il suo eloquio da scaricatore di porto si rivolge proprio ad Ezechiele per imparare un po’ di buone maniere, si presenta una ghiotta occasione per il professore di mettere in pratica i suoi studi di genetica: un transfer del DNA utile a invertire le personalità di due esseri viventi.

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Piccole commedie d’autore in home video: Il colpo del cane, L’ospite e Genitori quasi perfetti

Fino a qualche anno fa, in Italia dilagava la convinzione che non poteva esistere genere più “mainstream” della commedia, l’unico genere libero dalle logiche della nicchia e pensato e confezionato ad uso e consumo delle grandi masse. Ma qualcosa è cambiato negli ultimi anni e con l’emergere di una nuova generazione di autori, tutti chiaramente desiderosi di rincorrere un modello più americano (quello reso noto dal Sundance, per intenderci), anche la commedia ha cominciato a muoversi in favore di un linguaggio più minimale e introspettivo, a volte persino sperimentale, un linguaggio che ha chiaramente individuato nella commedia il terreno fertile per raccontare la vulnerabilità dell’animo umano. È nata la nuova commedia italiana d’autore e nelle settimane scorse il catalogo home video di CG Entertainment si è arricchito di tre titoli che hanno come missione proprio quella di raccontare quella vulnerabilità figlia dei nostri tempi in cui l’insicurezza e la paura per l’insuccesso sembrano attanagliare la generazione dei neolaureandi, dei neolavoratori e dei neogenitori. La generazione dei neoquarantenni (o poco al di sotto) che, altro non è, che la generazione dei trentenni di ieri. Arrivano in home video Il colpo del cane, L’ospite e Genitori quasi perfetti.

VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Un giorno all’improvviso, la recensione

Prima opera del regista napoletano Ciro D’Emilio, fattosi notare prima di Venezia 75 con i due cortometraggi Piove e Massimo; probabilmente è perché si tratta di un esordio che ha deciso di non sbilanciarsi troppo, con Un giorno all’improvviso. Scelta sicuramente registica, visto che quando c’è da creare del dramma il regista napoletano dimostra notevoli capacità.

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Il Premio, la recensione

Terza regia cinematografica per il bravo Alessandro Gassmann che, dopo essersi scrollato di dosso la tediosa nomea di “figlio d’arte” dimostrando di essere anch’esso un meritevole artista a tutto tondo, innesca un interessantissimo discorso sulla difficoltà d’essere genitori e, ancor peggio, essere figli. Il rapporto genitore-figlio, nella fattispecie Padre e figlio, viene affrontato da Gassmann in modo maturo e personale attraverso tre opere diverse che lo stesso Gassmann decide di dirigere, oltre che interpretare. Il primo capitolo, di quella che potremmo considerare un’anomala trilogia sulla famiglia, arriva nel lontano 1982 con Di padre in figlio, film biografico diretto a quattro mani da Alessandro e suo padre Vittorio. Nel 2013 è stata la volta del dramma Razza bastarda e adesso arriva nelle sale Il Premio, commedia agrodolce che ha tanto il sapore di un inno d’amore e nostalgia nei confronti di un padre (Vittorio Gassmann) che è stato capace di trasmettere valori e virtù in modo decisamente poco convenzionale.

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Che vuoi che sia e Quel bravo ragazzo in DVD

Arrivano in home video due film italiani che, per un motivo o per l’altro, si fanno portabandiera del meglio offerto oggi dalla commedia tricolore. Distribuite entrambe da Warner Home Video, in una delle due commedie si ride – ma soprattutto si riflette – con intelligenza, nell’altra si ride e basta. Sono disponibili in DVD l’ultimo film diretto e interpretato dal talentuoso Edoardo Leo, Che vuoi che sia, e il divertente Quel bravo ragazzo, che vede al centro della scena Herbert Ballerina, la famigerata “creatura” partorita da Maccio Capatonda ed ora “sfuggita al suo controllo”.

VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Che vuoi che sia, la recensione

Con un curriculum di oltre cinquanta film da attore, Edoardo Leo si è ormai imposto come nuovo volto della commedia italiana, forse uno dei pochi capaci di rinnovare (senza tradire) la tradizione del genere che ci ha resi famosi nella settima arte. E questo talento è amplificato soprattutto nei film che Edoardo Leo dirige, oltre che interpretare, capaci di fare la differenza nel mare magnum della commedia contemporanea. Con un sorprendente esordio nel 2010, intitolato Diciotto anni dopo, e una filmografia che comprende l’ottimo Noi e la Giulia (2015) e il più convenzionale Buongiorno papà (2013), Edoardo Leo arriva al quarto film da regista, Che vuoi che sia, una commedia sul beffardo mondo dei social network che arriva nei cinema il 9 novembre distribuito da Warner Bros.

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

La prima volta di mia figlia, la recensione

Alberto è un papà separato da dieci anni, lavora come medico della mutua ed è un uomo dalla vita perfettamente organizzata. Attento, puntiglioso e metodico. Al centro della sua vita c’è Bianca, la figlia quindicenne, una ragazzina sveglia ed educata che agli occhi del papà non può che essere ancora una bambina. Un giorno come tanti altri, per puro caso, Alberto si ritrova a leggere il diario segreto di Bianca e finisce per apprendere una sconvolgente verità: Bianca sta per fare sesso per la prima volta. Sconvolto da questa notizia, Alberto organizza al volo una cena fuori con sua figlia e con la sua migliore amica, Marina, ginecologa al consultorio. Lo scopo della cena è quello di far capire a Bianca che non è ancora pronta per certe esperienze o, quanto meno, farle capire come eventualmente dovrebbe essere fatto. Alla cena a tre si aggiunge inaspettatamente Giovanni, l’inopportuno marito di Marina, e Irene, una psicologa che Alberto detesta. Tra situazioni imbarazzanti ed improbabili racconti circa “la prima volta” di ognuno di loro, la cena finirà per essere una grande terapia di gruppo destinata a cambiare per sempre il rapporto tra padre e figlia.

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Noi e la Giulia, la recensione

Diego, Fausto e Claudio sono tre quarantenni che nella vita hanno sbagliato tutto. Insoddisfatti della loro condizione, decidono di fuggire dalla città per trasferirsi nella campagna e attuare quello che ognuno di loro considera il proprio “Piano B”. Da perfetti sconosciuti, i tre si mettono in affari per trasformare una vecchia masseria in un agriturismo di successo. Si unisce a loro Sergio, un cinquantenne con ideali fuori tempo, ed Elisa, una donna incinta costantemente con la testa fra le nuvole. Tutto procede per il meglio finché, a bordo della sua Giulia 1300, arriva Vito, un bizzarro camorrista venuto a chiedere il pizzo. Peccato che i nostri “eroi” non accettano di cedere ai soprusi della malavita così da iniziare una “guerra” con la Camorra decisamente tragicomica e sconclusionata.

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Tutta colpa di Freud, la recensione

Francesco Taramelli è un analista di mezza età con alle spalle un matrimonio finito male ed ora alle prese con tre casi disperati da risolvere: Sara, Marta ed Emma. Sara è una ragazza omosessuale che, dopo essere stata lasciata dalla fidanzata a seguito di una proposta di matrimonio, decide radicalmente di cambiare la sua identità sessuale e diventare etero. Marta è una libraia sognatrice che, alla disperata ricerca dell’amore, lo trova in un ragazzo sordomuto che ruba libri nel suo negozio. Emma è una diciottenne che ha totalmente perso la testa per un uomo di cinquant’anni e, per di più, sposato. Tre casi non facili da risolvere per Taramelli, e il tutto diventa ancora più difficile dal momento che Sara, Marta ed Emma sono le sue tre figlie.

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)