Venezia77: considerazioni finali e tutti i vincitori

La 77ª edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia rimarrà nella Storia. È l’edizione dell’emergenza sanitaria, è l’edizione delle incertezze fino all’ultimo, è l’edizione del coraggio e della passione di chi vi ha lavorato, l’edizione dell’assenza di glamour, del ritorno a un cinema più piccolo, inclusivo, estremamente autoriale, sicuramente lontano dalle logiche dello star system che hanno decretato, negli ultimi anni, il successo e i numeri della Mostra del Cinema sdoganando definitivamente questo evento anche al di fuori della cerchia cinefila. È stata un’edizione che, prevedibilmente, ha visto ridimensionati i propri numeri con il 40% di presenze in meno in confronto al 2019 (che è stato l’anno dei record) e 5.500 accrediti venduti in confronto ai 12 mila dello scorso anno. Numeri comunque molto alti in confronto alle previsioni, che hanno dato una dimostrazione molto forte dell’amore di molti per il Cinema, della voglia di ripartire nel migliore dei modi, senza lasciarsi intimorire dalle ferree ma fondamentali misure restrittive che la Biennale ha adottato, impiegando ben 2 dei 14 milioni impiegati per organizzarla.

Nella cerimonia di premiazione, in pieno stile televisivo (con tanto di esibizione canora di Diodato, declamazione poetica e discorsi intrisi di retorica affidati a una bravissima Anna Foglietta), sono stati assegnati dei premi forse un po’ prevedibili ma perfettamente esplicativi di quanto sia stato presentato quest’anno. La vittoria di Nomadland di Chloé Zhao come miglior film rispecchia comunque quella voglia di cinema distribuibile e fruibile per un grande pubblico, direzione verso cui va anche la vittoria di Kiyoshi Kurosawa come miglior regista per Spy no Tsuma e le Coppe Volpi a Vanessa Kirby per Pieces of a Woman e Pierfrancesco Favino per Padrenostro. Sicuramente più audaci ma – a detta della quasi totalità dei critici – assolutamente giuste le vittorie di Nuevo Orden di Michel Franco (prossimante nei cinema italiani con I Wonder Pictures), a cui è stato assegnato il Leone d’Argento – Gran premio della Giuria, The Disciple che si è portato il premio per la sceneggiatura, e Dorogie Tovarischi! (Dear Comrades!) di Andrei Konchalovsky che ha vinto il Premio Speciale della Giuria.

Orizzonti, invece, ha prediletto titoli e nomi meno noti e se, comunque, un veterano come Lav Diaz ha vinto la migliore regia per Lahi, Hayop, a portare a casa la vittoria come miglior film è stato l’iraniano Dashte Khamoush (The Wasteland) di Ahmad Bahrami, mentre i premi alle interpretazioni sono stati assegnati a Khansa Batma per Zanka Contact e Yahya Mahayni per The Man Who Sold His Skin. Secondo italiano a vincere qualcosa, dopo Favino, è stato Pietro Castellitto che ha guadagnato la migliore sceneggiatura Orizzonti per I Predoni, di cui è anche regista.

Ed è proprio l’esiguità dei premi consegnati ai titoli italiani che ha animato una piccola polemica di cui si è fatto portatore Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema, che ha lamentato una composizione ingiusta della giuria con conseguente mancata attenzione per i titoli italiani (Miss Marx, Notturno, Le sorelle Macaluso) che ovviamente può essere vista come un’esternazione rancorosa visto che tutti i titoli sono prodotti proprio da Rai Cinema.

E così si è chiusa un’annata anomala per la Mostra del Cinema, sulla carta l’ultima da direttore da parte di Alberto Barbera, così poco appetibile nell’apparenza ma così ricca e ben gestita nei fatti; e noi di DarksideCinema.it ci sentiamo di fare i complimenti di cuore a tutta l’organizzazione perché a questo giro non era facile affatto. È sempre bello vedere come il Cinema possa vivere e uscire vittorioso anche in momenti di difficoltà come quelli che stiamo vivendo.

Roberto Giacomelli

La regista Chloé Zhao e l’attrice Frances McDormand in collegamento per la vittoria di Nomadland a Venezia77

Di seguito l’elenco completo dei vincitori della 77ª Mostra del Cinema di Venezia, con le nostre recensioni.

VENEZIA  77

Leone d’oro per il miglior film: Nomadland di Chloé Zhao [Recensione]

Leone d’argento per la migliore regia: Kiyoshi Kurosawa per Spy no Tsuma (Wife of a Spy) [Recensione]

Leone d’argento – Gran Premio della giuria: Nuevo Orden (New Order) di Michel Franco [Recensione]

Premio speciale della giuria: Dorogie Tovarischi! (Dear Comrades!) di Andrei Konchalovsky [Recensione]

Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile: Vanessa Kirby per Pieces of a Woman

Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile: Pierfancesco Favino per Padrenostro

Migliore sceneggiatura: Chaitanya Tamhane per The Disciple

Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore emergente: Rouhollah Zamani per Khorshid (Sun Children)

ORIZZONTI

Miglior Film: Dashte Khamoush (The Wasteland) di Ahmad Bahrami [Recensione]

Miglior Regia: Lav Diaz per Lahi, Hayop (Genus Pan)

Premio Speciale della Giuria: Listen di Ana Rocha de Sousa

Miglior attrice: Khansa Batma per Zanka Contact

Miglior attore: Yahya Mahayni per The Man Who Sold His Skin [Recensione]

Miglior sceneggiatura: Pietro Castellitto per I Predatori

Miglior cortometraggio: Entre tú y Milagros di Mariana Saffon

Leone del Futuro – Premio Venezia Opera prima Luigi De Laurentis: Listen di Ana Rocha de Sousa

Gran Premio della Giuria per la migliore opera VR immersiva: The Hangman at Home – An Immersive Single UserExperience di Michelle Kranot, Uri Kranot

Migliore Esperienza VR immersiva: Finding Pandora X di Kiira Benzing

Migliore Storia VR immersiva: Sha Si Da Ming Xing (Killing A Superstar) di Fan Fan

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