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Bianca: le due fasi del thriller orrorifico di Federico Zampaglione

La tragica situazione che abbiamo vissuto e stiamo tutt’ora vivendo a causa del Coronavirus ha avuto una forte ricaduta anche in ambito cinematografico: sale chiuse, festival cancellati o rimandati, set interrotti. Ma tanti registi non si sono dati per vinti, e hanno sfruttato al massimo la loro creatività girando cortometraggi tra le mura domestiche per mezzo di smartphone o tablet e con set casalinghi di fortuna.

Anche in Italia non mancano brevi film di realizzazione domestica: spicca ad esempio Bianca di Federico Zampaglione, uno fra i maggiori esponenti del nuovo cinema horror e thriller italiano. Cantante (leader dei Tiromancino) e regista, dopo l’esordio con la dark-comedy Nero bifamiliare ha diretto Shadow – un torture-porn dai risvolti onirici – e il giallo Tulpa, un omaggio al modello argentiano arricchito da venature soprannaturali.

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Bianca – Fase 2: anche Claudia Gerini nel secondo horror Covid-19 di Federico Zampaglione

Con migliaia di condivisioni sui social network (qui il nostro articolo), Bianca di Federico Zampaglione si è trasformato in breve tempo in un autentico piccolo fenomeno mediatico durante la Fase 1 dell’emergenza dovuta al Covid-19.

Dopo molto tempo che non la vedevo, mia figlia è venuta da me. Avevo paura che si annoiasse, così abbiamo inventato un gioco che si è rivelato più divertente del previsto, facendoci ritrovare per le mani questo corto” dichiara il musicista e regista romano – autore della black comedy Nero bifamiliare e degli horror Shadow e Tulpa – Perdizioni mortali – a proposito di questo cortometraggio, che potete vedere qui sotto, realizzato con un iPad e in cui figura tra gli attori, al fianco della figlia Linda Zampaglione, (Nove lune e mezza) anche la compagna del regista Giglia Marra (R.I.S. – Delitti imperfetti).

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Hammamet: in home video il biopic su Bettino Craxi diretto da Gianni Amelio

Vent’anni fa moriva uno dei leader più influenti e discussi della politica italiana del Novecento. Un uomo capace di finire ogni giorno sulla prima pagina di tutti i giornali ma che oggi nessuno vuole più ricordare. È Bettino Craxi, Presidente del Consiglio dei ministri dal 1983 al 1987 nonché Segretario del Partito Socialista Italiano. Per alcuni, ancora oggi, è un uomo da ricordare come precursore della modernizzazione del Paese e della politica italiana mentre per altri resta solamente uno dei protagonisti delle indagini di Tangentopoli così come tra i responsabili della fine della Prima Repubblica. A seguito dell’inchiesta Mani Pulite, Bettino Craxi abbandona l’Italia e si rifugia ad Hammamet, in Tunisia, e ci resta fino all’ultimo dei suoi giorni mentre in Italia continuano inarrestabili i procedimenti giudiziari nei suoi confronti. L’opinione pubblica ancora una volta è contrastante: per molti un latitante, per altri un esiliato. Per Gianni Amelio, invece, è un’ottima storia da raccontare e il suo Hammamet, dopo un’uscita in sala a gennaio molto soddisfacente (il miglior incasso di sempre nella filmografia del regista), arriva finalmente in home video con Eagle Pictures in una elegantissima edizione combo DVD + blu-ray disc.

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Hammamet, la recensione

Vent’anni fa moriva uno dei leader più influenti e discussi della politica italiana del Novecento. Un uomo capace di finire ogni giorno sulla prima pagina di tutti i giornali ma che oggi nessuno vuole più ricordare. Un “elemento” scomodo – per la Nostra Storia – che forse sarebbe bene dimenticare. È Bettino Craxi (all’anagrafe Benedetto Craxi), Presidente del Consiglio dei ministri dal 1983 al 1987 nonché Segretario del Partito Socialista Italiano. Per alcuni, ancora oggi, è un uomo da ricordare come precursore della modernizzazione del Paese e della politica italiana mentre per altri resta solamente uno dei protagonisti delle indagini di Tangentopoli così come tra i responsabili della fine della Prima Repubblica. A seguito dell’inchiesta Mani Pulite, Bettino Craxi abbandona l’Italia e si rifugia ad Hammamet, in Tunisia, e ci resta fino all’ultimo dei suoi giorni mentre in Italia continuano inarrestabili i procedimenti giudiziari nei suoi confronti. L’opinione pubblica ancora una volta è contrastante: per molti un latitante, per altri un esiliato.

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A mano disarmata, la recensione

A mano disarmata, diretto da Claudio Bonivento e tratto dall’omonimo libro, racconta la storia vera di Federica Angeli, la cronista di Repubblica che dal 2013 vive sotto scorta a causa delle minacce da parte del clan ostiense degli Spada. Eccoci nuovamente, a pochissima distanza dal clamore suscitato da Il Traditore di Marco Bellocchio, alle prese con un cinema mirato a denunciare la realtà socio-politica del Bel Paese. Tuttavia, diversamente dal già citato lungometraggio con protagonista Pierfrancesco Favino, stavolta ci muoviamo sul terreno del flop annunciato.

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La seconda stagione di Suburra: lo spaghetti crime di Netflix

Netflix, ormai famigerata “tagliateste” di serie troppo “fuori dalle righe”, il 22 febbraio ha pubblicato la seconda stagione di Suburra, stavolta con la direzione artistica di Andrea Molaioli (La ragazza del lago, Slam – tutto per una ragazza, Il gioiellino e già regista di quattro episodi della prima stagione di Suburra – La serie) e Piero Messina (L’attesa) che sostituisce i registi della prima stagione, rilasciata a ottobre 2017: Michele Placido (Romanzo Criminale, Vallanzasca – Gli angeli del male, La scelta) e Giuseppe Capotondi (La doppia ora).

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Nove lune e mezza, la recensione

Da giovedì 12 ottobre sarà nelle sale italiane con Paco Cinematografica e la neo-nata Vision Distribution, Nove lune e mezza, la commedia che segna l’esordio alla regia di Michela Andreozzi.

Il soggetto della stessa regista, assieme a Alessia Crocini e Fabio Morici, porta sullo schermo le storie di Livia (Claudia Gerini) e Tina (Michela Andreozzi), due sorelle che non potrebbero essere più diverse: la prima è una violoncellista, certa del fatto che figli non ne vorrà mai, Tina, invece, è una vigilessa urbana che desidera tanto restare incinta, senza mai riuscirci. Con l’aiuto dell’amico ginecologo Nicola, interpretato da Stefano Fresi, Livia porterà in grembo il bambino di Tina e del suo compagno Gianni (Lillo Petrolo).

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Ammore e Malavita, la recensione

Presentato in concorso alla 74esima Mostra dell’Arte Cinematografica di Venezia, Ammore e Malavita dei Manetti Bros. è un musical napoletano a metà tra il crime e la commedia.

Quando Don Vincenzo (Carlo Buccirosso) rimane ferito in una sparatoria, la moglie Donna Maria (Claudia Gerini) ha la rivelazione: “faremo come in James Bond!” e convince il marito a fingersi morto, con la collaborazione di alcuni fidati uomini, per poter scappare insieme all’estero e vivere per sempre in un’isola deserta.

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John Wick: Capitolo 2, la recensione

Due anni fa il cinema action si è arricchito di un film e un protagonista che sono riusciti a ritagliarsi un posticino d’onore nel genere. Parliamo di John Wick, titolo del film e nome del protagonista interpretato da un Keanu Reeves in grandissima forma. Il successo – anche un po’ inaspettato – di quel film a budget medio/basso che portava la firma degli stunt-men Chad Stahelski e David Leitch ha creato un nuovo franchise, che oggi fa il bis con un frenetico John Wick: Capitolo 2.

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Il Traduttore, la recensione

La passione fra Anna (Claudia Gerini) e Andrei (Kamil Kula) scoppia all’improvviso e inaspettata. Lei è un rispettabile antiquario, da poco rimasta vedova. Lui viene da Bucarest, studia Letteratura all’Università, si barcamena fra una miriade di incombenze, studio, lavoro in pizzeria e un supporto di traduzione a sostegno del lavoro d’indagine della Questura. Ci sarebbe anche una fidanzata da portare in Italia ma è evidente, già dal principio, come almeno per quanto riguarda questo argomento la testa di Andrei sia decisamente rivolta altrove.

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