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Into the Dark: Splendida America, la recensione

Giunta al suo decimo film/episodio, la prima stagione della serie antologica Blumhouse Into the Dark sgancia la sua bomba più efficace: Splendida America (Culture Shock) non è solo il miglior film-tv di questo primo gruppo, ma anche un bell’horror distopico a tutto tondo.

Complice una visione molto lucida e originale del rinnovato filone dell’horror sociale, nella variante della tematica razziale, la regista e sceneggiatrice di origini messicane Gigi Saul Guerrero (che compare anche come attrice in un piccolo ruolo) mette insieme una storia tanto attuale nel tema trattato quanto tradizionale nell’esecuzione, facendo di Splendida America un piccolo porto sicuro in cui trovare tutto l’orrore amplificato dalla politica di Trump ma con uno sguardo ai concept narrativi di serie ormai collaudate come Black Mirror.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Into the Dark: Fateci entrare, la recensione

Nono appuntamento con Into the Dark, la serie antologica targata Blumhouse destinata al circuito televisivo, recentemente distribuita in Italia da RaiPlay. Una serie di lungometraggi slegati tra loro, dodici (a stagione) come i mesi dell’anno, il cui unico punto in comune è quello di svolgersi durante una festività.

Seguendo quella che è da sempre la sua filosofia produttiva e imprenditoriale, Jason Blum ha deciso anche per questa serie di dare spazio a registi emergenti o quantomeno alla caccia della grande occasione per farsi conoscere al grande pubblico, lasciando loro carta bianca per quanto riguarda l’interpretazione delle tematiche e delle festività affidategli. Un’impostazione che sta dando vita ad una serie di episodi variegati sia dal punto di vista stilistico che, soprattutto, di quello qualitativo con film davvero meritevoli ai quali fanno da contraltare altri dal valore decisamente deludente.

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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Into the Dark: Tutto distrutto, la recensione

Ottavo appuntamento con Into the Dark, la serie antologica targata Blumhouse destinata al circuito televisivo, recentemente distribuita in Italia da RaiPlay. Una serie di lungometraggi slegati tra loro, dodici (a stagione) come i mesi dell’anno, il cui unico punto in comune è quello di svolgersi durante una festività.

La ricorrenza di riferimento di All That We Destroy (Tutto Distrutto) è la Festa della Mamma anche se, in realtà, parliamo in linea assolutamente teorica visto che l’evento non viene nemmeno nominato nel corso del film. Il riferimento vero è la madre.

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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Into the Dark: Pesce d’Aprile, la recensione

Giunti al settimo lungometraggio della prima stagione di Into the Dark, ci troviamo immersi nella più bastarda ricorrenza annuale, il 1° aprile, quando cade il famigerato “pesce d’aprile” che dà anche il titolo italiano a questo episodio che, in originale, si chiama invece I’m Just Fucking with You.

Come è noto, prima che nel XVI secolo fosse istituito il nuovo calendario Gregoriano, il Capodanno cadeva tra il 25 marzo e il 1° aprile. Quando nel 1582 il calendario Gregoriano rimescolò le carte in tavola, in molti non erano a conoscenza di questo cambiamento e continuarono a festeggiare l’entrata del nuovo anno il primo giorno di aprile, da qui la pratica di canzonare chi non stava sul pezzo con scherzi che lo illudessero che la propria convinzione fosse giusta, da qui “pesci” in quanto gli ingenui “abboccavano all’amo” dello scherzo.

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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Into the Dark: La casa sull’albero, la recensione

Siamo giunti ormai al sesto episodio di Into the Dark, la serie antologica targata Blumhouse destinata al circuito televisivo, recentemente distribuita in Italia da RaiPlay. Una serie di lungometraggi slegati tra loro, dodici (a stagione) come i mesi dell’anno, il cui unico punto in comune è quello di svolgersi durante una ricorrenza.

Giunti alla metà precisa della prima stagione della serie prodotta dal reuccio dell’horror low budget Jason Blum, diventa possibile tracciarne un primo bilancio ed evidenziare come l’andamento degli episodi segua uno schema ben preciso: a due film dai toni più vicini agli stilemi del cinema di genere, ne segue un altro decisamente più concettuale che si serve di immagini forti e truculente per offrire spunti di riflessione. È il caso, quest’ultimo, de La casa sull’albero di James Roday, attore noto al grande pubblico soprattutto per la serie tv Psych, il quale realizza il suo episodio del mese di Marzo e lo dedica alla celebrazione della festa della donna, omaggiando il gentil sesso con una storia dai tanti contenuti e ricco di riferimenti al movimento “mee to”.

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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Into the Dark: Giu’, la recensione

Siamo giunti alla quinta tappa del nostro tour di approfondimento di Into the Dark, la serie antologica targata Blumhouse destinata al circuito televisivo, recentemente distribuita in Italia da RaiPlay. Una serie di lungometraggi slegati tra loro, dodici (a stagione) come i mesi dell’anno, il cui unico punto in comune è quello di svolgersi durante una ricorrenza.

Parliamo, quindi, di Down (Giù), quinto episodio che ruota intorno alla festa di San Valentino, da sempre simbolo degli innamorati e dell’amore, sentimento che, in questa rassegna oscura, viene capovolto nel suo opposto più malsano e morboso. E soprattutto pericoloso. Mi riferisco allo stalking, fenomeno tristemente attuale (e diffuso), nella sua accezione più estrema, ovvero quando lo stalker decide di raggiungere lo step finale.

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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Into the Dark: L’ultimo capodanno, la recensione

Giunta al quarto episodio, la serie antologica di film thriller/horror prodotti da Blumhouse e facenti parti del progetto Into the Dark si confronta con la festività di Capodanno confermando quello della ricorrenza festiva come un espediente spesso superfluo ai fini narrativi di ciascun episodio. In questo caso, L’ultimo capodanno, che in originale titola New Year, New You, trova nel contesto dell’ultimo dell’anno il motivo di far riunire quattro amiche d’infanzia per celebrare l’entrata del 2019.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Into the Dark: Pooka!, la recensione

Prosegue il nostro viaggio all’interno di Into the Dark, la serie antologica di film targata Blumhouse destinata al circuito televisivo, recentemente distribuita in Italia da RaiPlay. Una serie di lungometraggi slegati tra loro, dodici (a stagione) come i mesi dell’anno, il cui unico punto in comune è quello di svolgersi durante una ricorrenza.

Nella terza tappa di questa tanto attesa serie il buon Jason Blum cala l’asso, con un episodio che vede dietro la macchina da presa uno dei registi spagnoli più talentuosi degli ultimi vent’anni: Nacho Vigalondo.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Into the Dark: In carne ed ossa, la recensione

Prosegue il nostro viaggio all’interno di Into the Dark, la serie antologica targata Blumhouse destinata al circuito televisivo, recentemente distribuita in Italia da RaiPlay. Una serie di lungometraggi slegati tra loro, dodici (a stagione) come i mesi dell’anno, il cui unico punto in comune è quello di svolgersi durante una ricorrenza.

La seconda tappa di questo percorso risponde al nome di Flesh & Blood (In Carne ed Ossa), diretto dal canadese Patrick Lussier, una carriera iniziata come montatore (incluse svariate collaborazioni con un signore dell’Horror come Wes Craven) per poi passare dietro la macchina da presa con alterne fortune con titoli come la trilogia di Dracula 2000 oppure San Valentino di Sangue e Drive Angry.

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Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Into the Dark: Il corpo, la recensione

Le festività, croce e delizia di ogni realtà geografica e culturale, giornate tanto liete quanto impegnative perché possono essere sinonimo di riposo ma anche di stress. Pensando proprio a questo eterno dualismo, il cinema horror/thriller ha sempre trovato una certa fascinazione per i periodi festivi in quanto ideali oggetti bicefali con cui creare il giusto contrasto: gioia, festa / dolore, morte. Partendo proprio da questo assunto che ha dato la fortuna a pellicole capaci di far la storia del cinema horror (ma non solo) come Black Christmas, Halloween, Il giorno di San Valentino, il sempre sagace Jason Blum ha prodotto con la sua Blumhouse per l’emittente tv Hulu la serie antologica su lungo termine Into the Dark: 12 episodi, da rilasciare a cadenza mensile, ognuno incentrato su una festività caratteristica del mese di rilascio. Ma la particolarità è che ogni episodio non ha il classico timing da serie, quindi 45/50 minuti, bensì oscilla tra i 70 e i 90 minuti, dunque dei veri e propri lungometraggi!

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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