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Il male abita in provincia: cinquant’anni de La casa dalle finestre che ridono
Se esiste un merito che distingue davvero La casa dalle finestre che ridono da gran parte del cinema di paura italiano degli anni Settanta, non è semplicemente quello di essere un grande horror. È quello di essere un horror profondamente italiano. Fino a quel momento il nostro cinema di genere aveva dialogato soprattutto con modelli internazionali: il gotico guardava ai castelli della Hammer, ai manieri immersi nella brughiera, ai vampiri e ai mostri della tradizione anglosassone; il giallo aveva trovato una sua identità, ma restava fortemente influenzato da una messa in scena stilizzata. Pupi Avati sceglie invece una strada completamente diversa. Prende il male e lo cala in un paesaggio che appartiene alla memoria collettiva italiana.
La casa dalle finestre che ridono torna al cinema: anteprima con Pupi e Antonio Avati al Troisi di Roma
Uno dei titoli più amati e influenti del cinema horror italiano si prepara a tornare sul grande schermo per il suo 50° anniversario. Dal 13 luglio, La casa dalle finestre che ridono di Pupi Avati sarà nuovamente distribuito nelle sale italiane da CG Entertainment e Cat People in una nuova versione restaurata in 4K, mentre il 23 giugno il pubblico romano avrà l’opportunità di assistere a un’anteprima speciale alla presenza dello stesso regista e del produttore e co-sceneggiatore Antonio Avati.
La via degli angeli e Lei mi parla ancora: il cinema di Pupi Avati in DVD
Con oltre cinquant’anni di ininterrotta attività tra cinema e televisione, e con almeno un paio di autentici capolavori in filmografia (La casa dalle finestre che ridono e Regalo di Natale), Pupi Avati è ad oggi un vero e proprio maestro della settima arte italiana. Con un’abilità invidiabile nell’alternare generi e linguaggi cinematografici (dall’horror alla commedia parodistica, dal dramma agrodolce al film di formazione), il cinema di Pupi Avati è diventato oggi un marchio di fabbrica. In tutti questi anni è stato capace di creare un suo personalissimo immaginario, un vero e proprio universo di toni e sapori, in cui il reale si fonde con il sognante e in cui il folclore scende a patti con il moderno. Una genialità, quella intrinseca al suo cinema, che ha saputo persino dare vita ad un intero genere, il gotico padano, che dagli anni ’60 ad oggi continua ad ispirare le nuove generazioni di cineasti. Grazie a CG Entertainment e Mustang Entertainment torna disponibile su supporto fisico DVD uno dei suoi film meno celebrati, La via degli angeli, e insieme a questo vi parliamo anche della sua ultima fatica, Lei mi parla ancora, disponibile in home video sempre grazie ai canali di CG Entertainment.
L’Italia del secondo Novecento raccontata da Pupi Avati in un viaggio nei grandi sentimenti con la fiction Rai “Un Matrimonio”
“Nove anni fa, mia moglie ed io, abbiamo festeggiato quarant’anni di matrimonio. Al termine della colazione, nel sole della campagna umbra, guardavo incredulo i nostri figli, i tanti nipoti, i miei fratelli […]. Come era stato possibile che quella ragazzina della quale mi innamorai a prima vista, si fosse tradotta nella donna che mi sarebbe stata accanto in un percorso così lungo? Che cosa aveva fatto si che due esseri umani provenienti da ambiti sociali e culturali così difformi abbiano condiviso gran parte della loro vita?”
Pupi Avati










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