Archivio tag: Barbara Ronchi

Familia e L’ultima settimana di settembre: in DVD il cinema italiano che riflette sul concetto di famiglia non convenzionale

Quello della famiglia è un concetto che da sempre risulta essere caro al cinema italiano. Tantissimi autori stimati ci hanno riflettuto sopra (basti pensare all’inequivocabile La Famiglia di Ettore Scola ma anche al cult natalizio Parenti serpenti di Mario Monicelli, giusto per citarne un paio) e moltissimi giovani registi trovano spesso in questo argomento il terreno fertile per esordire. Succede così anche per due delle recenti uscite Mustang Entertainment, due film arrivati in sala tra settembre e ottobre scorso sotto il marchio Medusa Film e che ci parlano di assetti famigliari assolutamente non convenzionali. Un’opera seconda e un’opera prima. Oggi vi parliamo di Familia, il secondo lungometraggio firmato da Francesco Costabile e premiato al Festival di Venezia con il Premio Orizzonti alla miglior interpretazione maschile conferito a Francesco Gheghi, e del film L’ultima settimana di settembre, l’agrodolce esordio alla regia di Gianni De Blasi con protagonista Diego Abatantuono.

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Diva Futura, la recensione

Il settore del porno è tra quelli che muovono in maniera più consistente l’economia mondiale e questo accade da anni, fin da quando tutto si faceva sottobosco. Perché si sa, il sesso vende e tanto. E l’Italia è decisamente tra i maggiori consumatori mondiali di porno, come ha dimostrato uno studio dell’Università di Padova che una decina di anni fa ha scoperto che ben il 78% di giovani italiani è consumatore abituale di pornografia online. A ribadire questa tendenza, nel 2021, anche Pornhub, uno dei maggiori siti porno al mondo capace di capitalizzare miliardi di dollari all’anno, che in un report statistico ha stabilito che l’Italia è tra i maggiori paesi a far traffico sul loro sito, subito sotto gli Stati Uniti, il Giappone e il Regno Unito.

Stiamo parlando di porno online, che oggi occupa la quasi totalità del settore, ma prima che l’hard arrivasse a portata di tutti con un click, l’Italia era comunque in pole position con premiatissime produzioni cinematografiche e per aver dato i natali ad alcune delle più importanti star del settore, anche a livello internazionale, come Moana Pozzi e Ilona Staller. Ma dietro la nascita del porno italiano nella sua accezione più moderna e capitalistica c’è un nome ben preciso, Riccardo Schicchi, e quello della sua agenzia, Diva Futura.

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Santocielo, la recensione del film con Ficarra e Picone

Se facciamo mente locale, tra i team comici emersi negli anni ’90 in televisione, ad eccezione di Aldo, Giovanni e Giacomo, gli unici che hanno saputo gestire l’incursione al cinema e alzare l’asticella qualitativa di film in film sono stati Ficarra e Picone. Il duo siciliano, infatti, è riuscito a trovare una personale cifra tematica nell’esplorazione di tematiche di rilevanza sociale, spaziando dalla denuncia alla criminalità organizzata al malcostume dilagante periodicamente in Italia. Una scelta consapevole e vincente che ha fatto sì che quella di Ficarra e Picone fosse una commedia sicuramente adatta a divertirsi, ma anche utile, una satira di costume e un cinema di denuncia. Questa cifra ha fatto la differenza e il cinema di Ficarra e Picone si è contraddistinto nel tempo come uno degli spaccati più intelligenti e interessanti sulla commedia italiana contemporanea.

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Rapito, la recensione del film di Marco Bellocchio

Shema’ Ysrael, Ado-nai Eloheinu, Ado-nai ehad.

Ascolta, Israele, il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno.

Questa frase è la premessa dello Shemà, forse la più importante preghiera ebraica, e si recita mattino e sera coprendosi il volto con la mano.

Così il piccolo Edgardo Mortara è stato educato fin dalla sua nascita, in una famiglia ebraica della Bologna di metà 1800.

Una Bologna che si trova sotto lo stato pontificio e sotto le regole e le leggi del Papa Re Pio IX.

Una di queste leggi prevede che i bambini battezzati, e dunque cristiani, non possano essere cresciuti nelle famiglie ebree. Questo è proprio quello che accade alla famiglia Edgardo, strappato con forza alla propria famiglia da parte del tribunale ecclesiastico a causa del battesimo ricevuto a sei anni, di nascosto dalla famiglia da parte della domestica, e spedito a Roma.

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Settembre, la recensione

La normalità è un sistema davvero complesso.

E la felicità lo è ancora di più.

In un microcosmo qualunque, si muovono le vite infelici di Francesca, Debora, Sergio, Guglielmo e Ana. Anime insofferenti alla ricerca di un riscatto emotivo che non riescono nemmeno ad identificare.

Da troppo tempo Francesca non sta più bene con suo marito Alberto. Si sente trascurata, non amata e pian piano si sta convincendo che dietro quelle continue partite a carte, tutte le notti in casa di amici, ci sia in realtà una relazione clandestina. Un giorno si arma di coraggio e confida a Debora, la sua migliore amica, tutta la sua infelicità e le sue paure. A sua volta, però, scopre che la stessa Debora è in crisi con il marito per motivi decisamente analoghi ai suoi. Poi c’è Sergio, il figlio adolescente di Francesca, un ragazzo sveglio intento a dare lezioni di sesso alla compagna di classe Maria, prossima ad avere il suo primo rapporto con il migliore amico di Sergio. Guglielmo invece, ginecologo di Francesca nonché uomo maturo con un triste divorzio alle spalle, non fa altro che colmare la sua solitudine notturna con Ana, una giovanissima prostituta croata. Tutto cambia quando Ana confessa a Guglielmo di essersi innamorata di Matteo, il panettiere del minimarket in cui lei va a fare la spesa ogni giorno.

Le vite di Francesca, Debora, Sergio, Maria, Guglielmo, Ana e Matteo sono destinate ad incrociarsi per uscirne cambiate, stravolte, all’insegna di una quotidiana felicità che in fin dei conti è la rivoluzione più grande.

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