Archivio tag: Francesco Gheghi

40 secondi, la recensione

Ci sono fatti di cronaca che bruciano più di altri, che sconvolgono l’opinione pubblica per la brutalità e l’assurdità con cui si consumano. L’omicidio di Willy Monteiro Duarte, avvenuto nella notte tra il 5 e il 6 settembre 2020 a Colleferro, è uno di questi. Un’aggressione fulminea, feroce, inspiegabile. E quei 40 secondi che danno il titolo al film di Vincenzo Alfieri sono il tempo esatto che intercorre tra l’arrivo dei fratelli Bianchi sul luogo della rissa e il momento in cui Willy cade al suolo agonizzante. Quaranta secondi: la misura spaventosa di quanto velocemente può spezzarsi una vita e frantumarsi un intero tessuto sociale.

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Familia e L’ultima settimana di settembre: in DVD il cinema italiano che riflette sul concetto di famiglia non convenzionale

Quello della famiglia è un concetto che da sempre risulta essere caro al cinema italiano. Tantissimi autori stimati ci hanno riflettuto sopra (basti pensare all’inequivocabile La Famiglia di Ettore Scola ma anche al cult natalizio Parenti serpenti di Mario Monicelli, giusto per citarne un paio) e moltissimi giovani registi trovano spesso in questo argomento il terreno fertile per esordire. Succede così anche per due delle recenti uscite Mustang Entertainment, due film arrivati in sala tra settembre e ottobre scorso sotto il marchio Medusa Film e che ci parlano di assetti famigliari assolutamente non convenzionali. Un’opera seconda e un’opera prima. Oggi vi parliamo di Familia, il secondo lungometraggio firmato da Francesco Costabile e premiato al Festival di Venezia con il Premio Orizzonti alla miglior interpretazione maschile conferito a Francesco Gheghi, e del film L’ultima settimana di settembre, l’agrodolce esordio alla regia di Gianni De Blasi con protagonista Diego Abatantuono.

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Piove, la recensione

<<È tutta colpa della luna, quando si avvicina troppo alla terra fa impazzire tutti.>>

Diceva William Shakespeare nel quinto atto di Othello. Perché l’uomo ha bisogno di una giustificazione alle azioni violente, folli, malvagie se vogliamo, per quanto questa giustificazione possa essere fantasiosa, soprannaturale perfino. E così, a “far impazzire tutti” può essere anche una melma misteriosa che evaporando produce dei fumi tossici capaci di risvegliare in ogni essere umano gli istinti più violenti e letali. Da questa premessa, anticipata da una carrellata di azioni infami a cavallo dei secoli, prende il via Piove, il secondo lungometraggio del giovanissimo Paolo Strippoli dopo la co-regia con Roberto De Feo dell’horror Netflix A Classic Horror Story.

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