Archivio tag: Giorgio Montanini
Nonostante, la recensione
All’interno di un ospedale sito in un luogo non ben specificato della Capitale, e in modo più specifico nel reparto rianimazione, c’è una sorta di limbo in cui soggiornano le anime dei pazienti che si trovano sospesi tra la vita e la morte. Tra loro c’è un uomo che all’interno di quelle quattro pareti ci sta proprio bene. Non è poi così male stare in coma, perché ti fa stare rilassato e lontano da tutte quelle pesanti responsabilità che appartengono al mondo dei coscienti.
Lui (non ha un nome) passa così le giornate a girovagare per l’ospedale, a chiacchierare con le altre anime del suo reparto e fare la guardia al suo corpo disteso sul lettino d’ospedale. In una routine che è sempre uguale, queste anime devono solo imparare a difendersi da quelle improvvise e brusche folate di vento che annunciano che qualcuno è fuggito via per tornare tra i coscienti o per lasciare definitivamente il mondo dei vivi.
La quotidianità di Lui, tuttavia, viene sconvolta dall’arrivo di Lei, una nuova paziente ricoverata nel reparto. Lei è l’esatto opposto di Lui: spaventata, irascibile, determinata ad abbandonare quel limbo il prima possibile.
Presto tra Lui e Lei nasce una complicità destinata a trasformarsi in una strana forma di affetto: per la prima volta Lui ha qualcuno per cui vale davvero la pena lottare. Ma la lotta, in questo caso, consiste nella speranza di rimanere ricoverati in quel reparto il più a lungo possibile perché sia il risveglio che la morte potrebbero significare la perdita definitiva di quella complicità speciale.
I Predatori, la recensione
Pietro Castellitto, classe 1991, figlio del noto attore/regista Sergio Castellitto e della scrittrice Margaret Mazzantini esordisce al cinema come attore nel 2004, all’età di 13 anni, diretto dal padre in un piccolo ruolo in Non ti muovere, finché nel 2012 riesce a guadagnare il ruolo da protagonista in È nata una star? di Lucio Pellegrini. Una strada nel cinema praticamente già spianata, ma il giovane Castellitto non si dice troppo soddisfatto, dichiarando che a lui, di recitare, in fin dei conti non interessa granché, non si sente attore, forse non è neanche troppo bravo come interprete, a lui quello che interessa maggiormente è scrivere! Sceneggiature, libri… ma soprattutto sceneggiature ed è per questo che all’età di 22 anni mette la parola “fine” su uno script che a distanza di sette anni è diventato un film, tra l’altro per la stessa regia di Pietro Castellitto, prodotto da Fandango. Parliamo de I Predatori, premio alla sceneggiatura nella sezione Orizzonti di Venezia77, che lo stesso Castellitto ammette di essere in (piccola) parte autobiografico e che mai sarebbe riuscito a realizzarlo se non avesse prima tastato il mondo del cinema come attore.









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