Archivio tag: i wonder pictures

Eternity, la recensione

Eternity arriva in un periodo in cui il fantastico, nelle sue diverse incarnazioni, sta vivendo una sorta di rinascimento culturale: l’ascesa di serie come Black Mirror ha sensibilizzato il pubblico alla riflessione su futuro, tecnologia, realtà parallele e universi alternativi — ma ha anche spalancato la porta a narrazioni che sondano la psicologia, la memoria, i rimorsi e le speranze umane attraverso il filtro del fantastico. Allo stesso modo, opere come Sliding Doors, Past Lives o il lungometraggio Pixar Soul — ciascuna a suo modo — sono diventate punti di riferimento per il tema delle seconde possibilità, del destino, di quello che sarebbe potuto accadere. Eternity, con la sua miscela di romanticismo, commedia e metafisica da “aldilà su misura”, sembra voler riprendere e amplificare questo spirito: non parla di tecnologia o distopie alla Black Mirror (pur facendo tornare alla mente l’indimenticabile San Junipero), bensì di vita, ricordi, relazioni e — soprattutto — di scelte definitive, che persistono oltre la morte.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Together, la recensione

Il cinema horror sta attraversando in questi anni una vera e propria riscoperta del filone body-horror, branchia più viscerale del genere che ha caratterizzato in passato soprattutto il decennio degli anni ’80 grazie ad autentici capolavori come La Cosa di John Carpenter e La Mosca di David Cronenberg. Ma questa fascinazione del cinema di genere per le trasformazioni fisiche e la destrutturazione corporea sta felicemente tornando protagonista nel panorama orrorifico grazie a titoli che sono stati capaci di farsi conoscere anche al di fuori del circuito degli appassionati del genere. Un titolo per tutti? The Substance di Coralie Fargeat, vincitore del premio per la migliore sceneggiatura a Cannes e l’Oscar al miglior trucco. Sono diversi i titoli che pescano nelle suggestioni del body horror ad aver visto la luce negli ultimi mesi, ma ce n’è uno in particolare che si focalizza totalmente e con originalità su questo filone, mi riferisco a Together di Michael Shanks.

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Valutazione: 7.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Noi e Loro: disponibile in DVD il film con Vincent Lindon vincitore della Coppa Volpi allo scorso Festival di Venezia

Recentemente, parlando dei prodotti a marchio Mustang Entertainment nella nostra rubrica dedicata all’home video, abbiamo più volte lodato la nobile missione della label di riportare sul mercato molti cult del cinema, spesso e volentieri riferiti alle produzioni italiane, in splendide edizioni restaurate o rimasterizzate. Solo qualche settimana fa, infatti, vi abbiamo parlato delle edizioni Blu-ray di alcune opere di Dario Argento come Non ho sonno e Il fantasma dell’Opera, ma anche del capolavoro di Federico Fellini La Dolce Vita così come del dittico con Bud Spencer Si può fare…amigo e …Altrimenti ci arrabbiamo!. Ma ciò che si lascia davvero apprezzare nell’operato di Mustang Entertainment è la pluralità dell’offerta, ovvero questa magnifica varietà che sa alternare cult del passato con applaudite opere contemporanee. Nei giorni scorsi infatti, grazie alla sinergia tra Mustang e I Wonder Pictures, è arrivato sul nostro mercato home video Noi e Loro, ovvero l’intenso dramma francese diretto dalle sorelle Delphine e Muriel Coulin e interpretato da un gigantesco Vincent Lindon che per questa interpretazione ha vinto la Coppa Volpi all’81ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

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“Warfare – Tempo di guerra”: il trailer italiano del nuovo film di Alex Garland e Ray Mendoza

I Wonder Pictures ha rilasciato il trailer e il poster ufficiali italiani di Warfare – Tempo di guerra, il nuovo attesissimo film scritto e diretto da Alex Garland e Ray Mendoza, che arriverà nei cinema italiani il 21 agosto 2025. Dopo il successo di Civil War, Garland torna dietro la macchina da presa con un’opera intensa, viscerale e profondamente realistica.

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The Legend of Ochi, la recensione

È paradossale e bellissimo che nel 2025, epoca caratterizzata dall’intelligenza artificiale e da progressi scientifici e tecnologici vicini alla fantascienza di un tempo, il cinema stia ritrovando il fascino dell’analogico. Sono sempre di più, infatti, i film che si affidano all’effetto speciale pratico, alla pellicola, ridimensionando e rendendo invisibile ogni procedimento digitale. C’è stato un momento, infatti, in cui la CGI sembrava destinata a sostituire completamente ogni processo produttivo e creativo nell’effettistica: da Matrix in poi l’effetto visivo era destinato a una rivoluzione irreversibile. Invece, con una certa sorpresa, stiamo notando un ritorno al cinema di pupazzi e figure animatroniche, di “costumoni”, passo uno e protesi. E The Legend of Ochi di Isaiah Saxon è proprio la sublimazione di questo ritorno alle origini dell’effettistica nel cinema fantastico.    

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Valutazione: 7.5/10 (su un totale di 2 voti)
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The Substance: disponibile in blu-ray il body horror Premio Oscar con Demi Moore e Margaret Qualley

Stiamo vivendo un momento storico davvero favorevole per il cinema horror perché possiamo notare una varietà (unita anche a un’indubbia qualità) che forse non si vedeva in giro dal ventennio d’oro 70-80 dello scorso secolo, quando al cinema potevi trovare in cartellone sia prodotti di genere di puro entertainment che altri più ambiziosi, capaci di portare avanti un discorso politico e sociale. E stiamo anche assistendo alla nascita artistica e l’affermazione di giovani autori di talento capaci di condurre un percorso coerente e, probabilmente, di diventare di tendenza per il futuro. In questo felice scenario possiamo scorgere anche la francese Coralie Fargeat che nel 2017 aveva esordito con il feroce rape & revege intitolato, appunto, Revenge e tornata al cinema lo scorso anno con un horror fanta-grottesco che – un po’ a sorpresa – è diventato il film più popolare del 2024.

Presentato allo scorso Festival di Cannes dove il film ha vinto la palma per la miglior sceneggiatura, The Substance si è contraddistinto in tutta la stagione dei premi cinematografici importanti vincendo il Golden Globe per la miglior interpretazione femminile (e a fronte di cinque candidature) e un Premio Oscar per i migliori effetti speciali (a fronte sempre di altre cinque nomination). Insomma, un risultato davvero importante se consideriamo il fatto che stiamo parlando di un’opera seconda, di un body horror e di un film che fa un uso spregiudicato di mostri e splatter a go go. Il film interpretato dalle bellissime e bravissime Demi Moore e Margaret Qualley è adesso disponibile in alta definizione blu-ray disc grazie ad I Wonder Pictures e ai canali distributivi Eagle Pictures.

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Death of a Unicorn, la recensione

Fino al Medioevo, l’Unicorno era considerato un animale reale e veniva catalogato all’interno dei Bestiari, poi escluso dai manuali di scienza naturalistica solo nel corso del XIX secolo. Ovviamente era molto “difficile” imbattersi in questo possente cavallo bianco con un unico corno a spirale nel centro della fronte che – si raccontava – potesse essere domato solo da una vergine. Si diceva, inoltre, che il suo corno avesse facoltà anti-venefiche e per questo si tramandava che presso le dinastie reali europee veniva solitamente custodita una coppa realizzata con corno di unicorno per scongiurare che il regnante ingerisse una bevanda avvelenata. Addirittura, nell’inventario del tesoro di Papa Bonifacio VIII del 1295, veniva riportata menzione, per la prima volta nella documentazione papale, di “quattro corne di unicorni, lunghe e contorte utilizzati per fare l’assaggio di tutto ciò che era presentato al papa”.

Ma se il mondo delle favole e l’universo fantasy (per famiglie) è stato spesso terreno di galoppo per fieri unicorni, fino all’elezione di questa creatura a mascotte per il movimento LGBT, in quanto essere singolare e privo di contorni univoci, stranamente nessuno sceneggiatore aveva trasformato l’unicorno in temibile bestia assassina di un film horror. Certo, c’era stata una bizzarra comparsata in quel gioiellino di Quella casa nel bosco (2011) di Drew Goddard, ma protagonista mai. A colmare questa lacuna ci pensa l’esordiente regista Alex Scharfman che utilizza le ferree dinamiche di un beast-movie per la fanta-commedia horror targata A24 Death of a Unicorn.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Vampira umanista cerca suicida consenziente, la recensione

Presentato in concorso alle Giornate degli Autori dell’80ª Mostra del Cinema di Venezia, Vampire humaniste cherche suicidaire consentant, che per la distribuzione italiana diventa letteralmente Vampira umanista cerca suicida consenziente, è l’esordio al lungometraggio della regista canadese Ariane Louis-Seize.

Sasha (Sara Montpetit) è una giovane vampira che fin da bambina manifesta un grave problema comportamentale: l’empatia per gli esseri umani. Quando la famiglia divora il clown ingaggiato per il suo compleanno, la piccola rimane traumatizzata – con sommo sconcerto dei suoi cari, che avevano assunto il pagliaccio più come “portata principale” che come intrattenimento. Mamma e papà vampiro sono molto preoccupati: i canini di Sasha non si sviluppano come dovrebbero e valutano di farla visitare da uno specialista. La ragazza non ne vuole sapere di uccidere per nutrirsi, e viene mantenuta dalla “caccia notturna” della famiglia. Tutto cambia quando l’adolescente conosce Paul (Félix-Antoine Bénard), giovane infelice e con pensieri suicidi.

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The Substance, la recensione del body horror estremo di Coralie Fargeat

Stiamo vivendo un momento storico davvero favorevole per il cinema horror perché possiamo notare una varietà (unita anche a un’indubbia qualità) che forse non si vedeva in giro dal ventennio d’oro 70-80 dello scorso secolo, quando al cinema potevi trovare in cartellone sia prodotti di genere di puro entertainment che altri più ambiziosi, capaci di portare avanti un discorso politico e sociale. E stiamo anche assistendo alla nascita artistica e l’affermazione di giovani autori di talento capaci di condurre un percorso coerente e, probabilmente, di diventare di tendenza per il futuro. In questo felice scenario possiamo scorgere anche la francese Coralie Fargeat che nel 2017 aveva esordito con il feroce rape & revege intitolato, appunto, Revenge e ora torna al cinema con un horror fanta-grottesco che è riuscito ad aggiudicarsi la palma alla miglior sceneggiatura all’ultimo Festival di Cannes. Parliamo di The Substance, che in Italia arriverà nei cinema dal 30 ottobre grazie a I Wonder Pictures dopo essere stato presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma e al Triste Science + Fiction Festival.

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Valutazione: 8.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Yannick: La rivincita dello spettatore e L’estate di Cléo: in DVD, due facce diverse del nuovo cinema francese d’autore

In un periodo storico come questo, in cui il cinema mainstream hollywoodiano si è ritrovato a vivere una pesante crisi creativa, il cinema europeo ha avuto modo – al contrario – di farsi conoscere ed apprezzare soprattutto per un maggior coraggio nell’affrontare determinate tematiche o nello sperimentare nuove forme di linguaggi narrativi. Tra i vari Paesi europei, ormai da diversi anni, è proprio la Francia quello che sembra più smanioso di emergere per imporre la propria presenza. Nelle scorse settimane Mustang Entertainment ha portato sul nostro mercato home video due piccoli film capaci di mettere in luce due facce diverse del nuovo cinema francese autoriale. Da una parte, infatti, abbiamo lo sfrontato e irriverente Yannick: La rivincita dello spettatore, una commedia altamente sui generis scritta e diretta dall’indomabile Quentin Dupieux, mentre dall’altra parte ci aspetta il delicatissimo e struggente L’estate di Cléo diretto della talentuosa Marie Amachoukeli.

Entrambi i titoli, che si sono affacciati in sala sotto il marchio della sempre attenta e coraggiosa I Wonder Pictures, sono da poco disponibili in home video su supporto DVD.

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