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Frankenstein di Guillermo Del Toro, il mito del nuovo Prometeo riletto ai tempi della A.I.
C’è una citazione celebre sul romanzo gotico di Mary Shelley che ci ricorda come: “La conoscenza è sapere che Frankenstein non è il mostro. La saggezza è sapere che Frankenstein è il mostro.”
Ecco, è a questo esatto nodo centrale che gravita attorno il nuovo adattamento di Guillermo Del Toro di un classico della letteratura così iconico dall’essere stato riproposto in mille forme diverse al punto tale che, a volte, a malapena ci ricordiamo quale sia la vera storia: è più facile pensare al buffo mostro dei costumi di Halloween, più che all’intelligentissimo, forbito e doloroso uomo artificiale nato dalla penna di Mary Shelley.
Guillermo Del Toro ci vuole riportare proprio a quella, invece, con fedeltà soprattutto spirituale, ma non solo. La storia di Victor Frankenstein e della sua “Creatura” senza nome è assurta a un livello di archetipo tale che sembra quasi un’urgenza ripeterla, ribadire ancora una volta nel XXI secolo quel memento antico quanto la nostra specie: non giocare a fare Dio.
Mary Shelley – Un amore immortale, la recensione
“Non ho mai letto una così perfetta sintesi di cosa si prova ad essere arrabbiati. Ho vissuto la rabbia del tuo mostro, ho bramato la sua vendetta. Perché era la mia.”
È così che Claire, sorella di Mary, descrive Frankenstein dopo averne letto il manoscritto. Uno dei passaggi più belli e significativi di un film che, altrimenti, ha il sapore amaro dell’occasione sprecata.
Victor: La storia segreta del Dottor Frankenstein, la recensione
Arriva nelle nostre sale, il 7 aprile 2016, Victor: La storia segreta del Dott. Frankenstein, l’ennesima trasposizione del celebre romanzo di Mary Shelley. Il secondo in un solo anno dopo il particolarissimo Frankenstein di Bernard Rose.
Il regista scozzese Paul McGuigan, supportato dalla sceneggiatura di Max Landis, ha dato vita ad un Frankenstein diverso, raccontato da un punto di vista inedito che è quello di Igor, il fido aiutante del Dottore, interpretato da un bravo Daniel Radcliffe; il film è in perfetto stile steampunk, a tratti volutamente grottesco, ma mantiene intatte quelle che sono le atmosfere del romanzo.
I, Frankenstein e Dallas Buyers Club in Home Video da Koch Media
Lo spettacolo offertoci in home video da Koch Media è più variegato che mai. Per chi è alla ricerca di un intrattenimento leggero e totalmente disimpegnato c’è I, Frankenstein, rivisitazione dark e in salsa fantasy dei personaggi creati nella prima metà del ‘800 dalla scrittrice inglese Mary Shelley. Se i mostri e le “spacconate”, invece, non fanno al caso vostro e ciò che cercate è un film più sobrio e di spessore – sia artisiticamente che nei contenuti – allora farà sicuramente al caso vostro il pluripremiato Dallas Buyers Club, film vincitore di due Golden Globe e ben tre premi Oscar.
I, Frankenstein, la recensione
Duecento anni dopo essere stato creato dal folle Dr. Frankenstein, Adam (così è stata ribattezzata la celebre creatura) si aggira ancora indisturbato nel regno dei vivi. Presto verrà a ritrovarsi nel bel mezzo di una secolare lotta tra bene e male: da una parte ci sono i gargoyles che vegliano sulla città, dall’altra orridi demoni capeggiati da Naberius e intenzionati a portare l’apocalisse sulla Terra. Quando Adam realizza di essere il solo a possedere la “chiave” che potrebbe cambiare per sempre la sorte dell’umanità, non può fare altro che schierarsi con Leonore, regina dei gargoyles, e cercare di sabotare i piani di Naberius.










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