• TUTTO L’HORROR A PORTATA DI CLICK

    • The Nest – Il nido: in blu-ray l’horror rivelazione di Roberto De Feo

      Lo scorso ferragosto è arrivato nelle nostre sale The Nest – Il nido, ambizioso horror made in Italy prodotto dalla Colorado Film e che segna il debutto nel lungometraggio del giovane Roberto De Feo (che già aveva firmato i validissimi cortometraggi Ice Scream e Child K). Un’opera ambiziosa, come si diceva, che dimostra sin dai primissimi fotogrammi la volontà di De Feo ad ancorarsi alla tradizione horror-gotica pur esibendo connotati molto personali ed autoriali. Fortunato di un buon successo di sala, The Nest è disponibile da qualche settimana in Blu-ray disc grazie ai canali distributivi di CG Entertainment.

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    • Profondo Rosso: il capolavoro di Dario Argento torna in Blu-ray

      Finalmente abbiamo anche un’edizione italiana in blu-ray di Profondo Rosso!

      Dopo numerose ristampe in formato DVD, il capolavoro di Dario Argento rivive in alta definizione nella versione restaurata dai negativi originali da CSC-Cineteca Nazionale, in collaborazione con Rti. A distribuirlo è CG Entertainment in collaborazione con Mustang Entertainment.

      Negli anni sono stati gettati fiumi d’inchiostro su Profondo Rosso, punto di svolta nella carriera di Dario Argento, elemento di congiunzione tra la sua origine hitchcockiana e la vocazione horror/fantastica. Eppure, nonostante l’incredibile successo commerciale, inizialmente la critica non era stata particolarmente entusiasta del quarto lungometraggio di Dario Argento.

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    • La Setta: l’horror internazionale di Michele Soavi in Blu-ray

      Frutto dell’iniziativa di crowdfunding StartUp di CG Entertainment, si riaffaccia sul mercato home video italiano La Setta, terzo lungometraggio diretto dal talentuoso Michele Soavi, per la prima volta in Italia in alta definizione blu-ray disc.

      Uno dei rari rappresentanti del cinema horror anni ’90 made in Italy, La Setta porta dentro di sè ancora la verve e la visionarietà del cinema di genere del decennio precedente a cui si unisce quell’ambizione produttiva che avrebbe portato il cinema horror nostrano a una presenza in sala sempre più rara e legata ai grandi nomi.

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    • The Lodge, la recensione

      Ci sono film che andrebbero visti a scatola chiusa. Un minimo accenno alla trama basterebbe a rovinare la potenza esplosiva di alcune scene. La nuova fatica di Veronica Franz e Severin Fiala (Ich seh, ich seh altrimenti noto come Goodnight Mommy) rientra nel novero. Potremmo limitarci a parlare di The Lodge come di un claustrofobico thriller dalle tinte horror, girato con sapienza, capace di tenere le dita dello spettatore ben avvinghiate ai braccioli. Ma è un po’ come non dire niente, no? Quindi dal terzo paragrafo si spoilera. Sappiatelo.

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    • Zombi 2: i morti viventi di Lucio Fulci risorgono in alta definizione

      Si tratta del più noto e apprezzato zombie-movie italiano nel mondo, nonché una delle opere più celebrate di Lucio Fulci, primo passo nel suo periodo horror/gore. Parliamo di Zombi 2 che di recente CG Entertainment ha distribuito in una imperdibile edizione da collezione, risultato dell’ormai celebre iniziativa di crowdfunding StartUp, per la prima volta in blu-ray disc italiano.

      La storia produttiva dello Zombi 2 che oggi conosciamo nasce incredibilmente da Mario Merola! Ma andiamo con ordine.

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    • Chi morde…si rivede! Dracula targato BBC/Netflix

      Per parlare di questa nuova versione dell’immortale romanzo gotico di Bram Stoker, bisogna un attimo tornare a parlare di Sherlock, e ne capirete presto il motivo. I due creatori e sceneggiatori Mark Gatiss e Steven Moffat hanno, di fatto, utilizzato lo stesso marchingegno narrativo alla base della serie sul celebre investigatore e hanno dato vita ad una nuova trasposizione che solo per metà riprende il noto romanzo poc’anzi citato. Dracula è un miniserie horror a tutti gli effetti, con tanto di creature mostruose, cadaveri e truculenti particolari che fanno dell’artigianato il loro punto di forza. Niente computer grafica o quasi, ed è inevitabile che questa scelta di messa in scena faccia tornare alla mente i gloriosi cicli vampireschi della Hammer, con tanto di omaggi nella costruzione delle inquadrature.

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    • I migliori e i peggiori horror del 2019 secondo DarksideCinema.it

      2019, anno di orrori cinematografici.

      Orrori intesi ovviamente come film di genere horror, ma va detto che nel nostro genere preferito si sono contraddistinti un po’ troppi “orrori” anche a livello artistico. Insomma, diciamo che forse l’hanno che sta per concludersi non è stato tra i migliori per gli horror-maniaci.

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    • Alligatori e uragani: arriva in blu-ray Crawl – Intrappolati

      Arrivato nelle sale in piena estate, Crawl – Intrappolati si è presentato sin da subito come “l’horror di cui avevamo bisogno”, un film a dir poco necessario nell’eroico tentativo di tenere in vita il filone dei beast movie, nobile sottogenere dell’horror che ultimamente sembra sempre più lasciato in pasto alle scadenti produzione low cost destinate all’home video o alle emittenti televisive. Un discorso che può essere tranquillamente allargato a tutto il sotto-filone ma che diventa particolarmente “spaventoso” se prendiamo in analisi le pellicole che riguardano alligatori, coccodrilli e altri rettili acquatici. Tornando indietro negli anni, infatti, possiamo trovare autentiche perle come l’ineguagliato Allligator (1980) di Lewis Teague, il gustoso Killer Crocodile (1989) di Fabrizio De Angelis, Lake Placid (1999) di Steve Miner e Crocodile (2000) di Tobe Hooper. Dopo di che, in mezzo a una marea di scadenti produzioni televisive e direct to video molte delle quale marchiate dalla famigerata trash-maker The Asylum, possiamo citare giusto un terzetto di titoli che si fanno ricordare con gran piacere, tutti prodotti nel 2007: Paura Primordiale di Michael Katleman, Rogue di Greg McLean e Black Water di David Nerlich. Poi il buio. Fino a oggi.

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    • Wounds, la recensione

      Tra tutti i generi cinematografici l’horror è da sempre tra quelli più attenti a raccontare la realtà che lo circonda, seppur con il suo linguaggio e i suoi stilemi ancorati al cinema di “genere”. Una tendenza che non poteva non spingere tanti registi ad effettuare una critica feroce e aspra nei confronti delle nuove tecnologie e le influenze che queste hanno avuto sulle persone e la società tutta. Da Videodrome di Cronenberg fino a Pulse e Cell, passando per i recenti Friend Request e Unfriendend, sono infatti una miriade i titoli, chiaramente di qualità molto diversa fra loro, che hanno toccato questa tematica in periodi storici diversi e sulla scorta delle tecnologie del periodo di riferimento.

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    • Haunt, la recensione

      Controverso, discusso, eclettico, eccentrico e al tempo stesso amato da molti appassionati del genere horror, Eli Roth è un regista che ha segnato gli ultimi quindici anni della scena contemporanea con il suo stile a metà fra il serio e il faceto e intriso di tanta voglia di esprimere tutto il suo amore verso i filoni cinematografici che più ama (trai quali un posto di gran rilevo ha il cinema di genere made in Italy). Caratteristiche che l’autore statunitense ha messo in evidenza sia nei panni di regista che in quelli di produttore, attività fertile portata avanti negli ultimi anni con sempre maggior costanza e in cui si è cimentato nuovamente con Haunt, alla cui regia troviamo Scott Beck e Bryan Woods.

      Questi ultimi, reduci dal successo di A Quiet Place, di cui hanno firmato la sceneggiatura, tornano dietro la macchina da presa dopo il thriller/horror Nightlight (2015) con uno slasher in piena regola che risente tantissimo delle loro esperienze artistiche passate e dell’ala protettrice di un Roth sicuramente entusiasta del risultato.

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