Archivio tag: colin farrell

The Batman, la recensione

I personaggi DC Comics, al cinema, non hanno pace. È come se le miniserie e i reboot che caratterizzano ormai da un quarantennio le testate fumettistiche, sul grande schermo subissero un processo accelerato e Batman ne è il più ecumenico rappresentate. Senza contare la fugace trasferta cinematografica dell’eroe televisivo di Adam West, Batman al cinema è stato già rebootato quattro volte con sei attori differenti. Il (super)eroe che, ad oggi, conta più trasposizioni cinematografiche differenti, ultima delle quali, The Batman, rappresenta l’opportunità per esplorare i primi anni di attività del Crociato di Gotham in maniera decisamente differente da come ha fatto Christopher Nolan con il già ottimo Batman Begins. Se nel primo film con Christian Bale, infatti, si partiva idealmente dall’Anno Zero per attingere fondamentalmente da Anno Uno, The Batman con Robert Pattinson è l’Uomo Pipistrello più giovane (e inesperto) visto fino ad ora al cinema, ma inquadrato nel suo secondo anno di attività come vigilante di Gotham City.

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Voyagers: disponibile in blu-ray disc lo sci-fi di formazione con Colin Farrell e Tye Sheridan

La Terra ha ormai esaurito le proprie risorse, il clima è diventato inospitale a causa del surriscaldamento globale e le malattie dilagano senza alcun freno. C’è solo una cosa da fare: trovare un altro Pianeta ospitale e colonizzarlo. Questa è la premessa di partenza di Voyagers, curioso sci-fi di formazione che prova a rimanere in equilibrio su una sottile linea di demarcazione che divide la fantascienza filosofica per adulti dal racconto young adult per adolescenti. Interpretato da Colin Farrell e Tye Sheridan (Ready Player One), Voyagers si unisce a quella folta schiera di titoli che hanno visto il proprio percorso distributivo violentemente stravolto a causa dell’emergenza sanitaria da covid-19: in patria, infatti, il film è approdato nelle sale con mesi di ritardo rispetto ai piani di partenza mentre in Italia, la cui uscita era prevista per la scorsa estate, il film ha alla fine saltato il passaggio sul grande schermo per esordire direttamente sul circuito home video. Vi parliamo dell’edizione blu-ray disc portata sul mercato da Universal Pictures.

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Cannes74. After Yang, la recensione

after yang

After Yang è il secondo film del regista americano di origini sud-coreane Kogonada, che è anche sceneggiatore e montatore del film, famoso per i suoi video/saggi visibili anche su YouTube in cui riprende elementi tipici di alcuni registi montandoli in modo da mostrarne alcune tendenze particolari. Il film prodotto dalla A24, il più importante Studio di cinema indipendente americano, è ambientato nel futuro ma la componente di fantascienza più che essere protagonista è di accompagnamento al vero fulcro del film, che è quello di un dramma familiare. Yang, un “techno”, come li chiamano nel film, è un androide dalla forma umana che è stato comprato da Jake Fleming (Colin Farrell) come fratellastro/baby-sitter della figlia Mika (Malea Emma Tjandrawidjaja) e con l’obiettivo di educarla alle sue origini asiatiche. Mika, infatti, è in realtà adottata ed è una bambina asiatica, mentre il padre Jake è caucasico e la madre Kyra (Jodie Turner-Smith) è nera. 

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Guy Ritchie torna al crime: The Gentlemen in blu-ray

Sapete qual è la differenza tra una crime-comedy di Guy Ritchie e i film nati sull’orma delle crime-comedy di Guy Ritchie? Semplice: Guy Ritchie stesso! Il regista britannico ha infatti creato un vero e proprio genere che, a sua volta, si ispira palesemente al pulp di Quentin Tarantino, esasperato negli espedienti grotteschi, ripulito dagli eccessi splatter e condito con una forte dose di umorismo british che sa far la differenza. Dai tempi di Lock ‘n Stock (1998) e Snatch (2000), il panorama cinematografico crime si è riempito di film che guardano fondamentalmente al modello di Guy Ritchie, ma quasi mai nessuno è riuscito a replicare la formula impeccabile dal regista e sceneggiatore di Hatfield, che su questo tipo di film ha costruito una carriera. Infatti, dopo i passi artisticamente falsi con prodotti da majors come l’insapore King Arthur – Il potere della spada o il disastroso live-action di Aladdin, Ritchie è tornato a casa e alla sua passione primaria, la crime-comedy, scrivendo, dirigendo e producendo The Gentlemen.

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Analisi di un cult. The Lobster di Yorgos Lanthimos

Un uomo di mezze misure in un mondo di estremi.

The Lobster è una commedia nera terribilmente grottesca e sarcastica sulle relazioni amorose, ambientata in un mondo distopico e surreale in cui se si è single dopo i 45 anni di età si è costretti a sottoporsi ad un processo che ha come fine quello di trasformarsi in un animale (a propria scelta, almeno). I single vengono infatti ospitati in un hotel in cui hanno l’ultima chance per trovare l’amore prima di sottoporsi a questa irreversibile e surreale operazione. L’animale scelto da David (Colin Farrell), il protagonista della storia, è l’aragosta (in inglese “lobster”, da cui viene il titolo del film), che sotto la   sua corazza dura nasconde una deliziosa polpa, e il motivo per cui ha scelto questo animale è che possono vivere fino a cento anni, hanno il sangue blu e sono sempre fertili. Inoltre, a David piace il mare. Questa scelta è forse l’unica nel film sulla quale David non avrà nessun dubbio.

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Dumbo, la recensione

Il 23 ottobre del 1941 faceva il suo debutto sul grande schermo l’elefantino dalle grandissime orecchie e dagli occhi blu, Dumbo, per il quale Walt Disney si ispirò al romanzo di Helen Aberson illustrato da Harold Pearl, Dumbo, the Flying Elephant. Il 28 marzo 2019, ben più di 70 anni dopo, il tenero elefantino torna a farci commuovere, stavolta in una versione live action diretta da Tim Burton, prodotto e distribuito, ovviamente, dalla Disney.

La ex-star circense Holt Farrier, impersonato da Colin Farrell, è appena tornato, mutilato, dalla Prima Guerra Mondiale, ritrovando la sua vita sconvolta dalla perdita della moglie a causa di una terribile influenza, e con due figli a cui badare. Max Medici, a cui dà il volto Danny DeVito, è l’impresario del circo in cui lavorava Holt che, nonostante abbia dovuto vendere i suoi cavalli per ovviare alle difficoltà in cui versava il circo, non ha il cuore di licenziarlo e lo ingaggia per prendersi cura degli elefanti. Ed ecco che l’elefantessa Jumbo mette al mondo il suo cucciolo, un investimento su cui Max Medici aveva puntato tutto per risollevare le sorti del suo circo, ma che risulterà vano quando tutti si accorgono che il piccolo elefantino è nato con orecchie gigantesche. Un altro freak di cui non si sentiva il bisogno. Il cucciolo verrà allontanato dalla sua mamma e diventerà subito oggetto di scherno da parte del pubblico del circo, finché Milly e Joe, i due figli di Holt, non si accorgono che è proprio grazie alle sue enormi orecchie se Dumbo riesce a volare. Quando l’incredibile elefantino volante diventa famoso, un losco impresario con le sembianze di Michael Keaton e la sua compagna, impersonata da Eva Green, si impegneranno a trarne profitto, facendo diventare Dumbo una vera star.

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Widows – Eredità criminale, la recensione

Per la quarta prova dietro la macchina da presa di un lungometraggio, l’inglese Steve McQueen si cimenta con un singolare heist movie, Widows – Eredità criminale, che trova nella denuncia politica e in un sottotesto sociale la giusta amalgama tra il cinema di genere e uno sguardo più autoriale.

Siamo a Chicago e il criminale Henry Rawlings rimane vittima di una retata della polizia mentre fugge insieme alla sua banda in seguito a un colpo milionario ai danni del gangster e aspirante politico Jamal Mannings. La vedova di Henry, Veronica, riceve in eredità l’agenda del marito in cui è descritto nei minimi particolari il prossimo colpo della banda, ma si fa carico anche dei debiti dell’uomo, tra cui i due milioni di dollari sottratti a Mannings e andati in fumo durante la retata. Messa con le spalle al muro, Veronica decide di mettere a segno proprio il colpo che stava preparando il marito ma per far ciò ha bisogno di aiuto e coinvolge Linda e Alice, vedove dei complici di Henry e anche loro messe alle strette dai debiti economici dei defunti consorti.

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End of Justice: Nessuno e’ innocente. In Blu-ray il thriller legale con Denzel Washington

Nonostante le molteplici candidature in cerimonie importanti (Golden Globe e Oscar) e la partecipazione in rassegne altresì prestigiose, non si può dire che End of Justice: Nessuno è innocente (in originale Roman J. Israel, Esq.) sia stato un film particolarmente fortunato e dagli esiti soddisfacenti. Con una post-produzione travagliata ed un’uscita nelle sale a dir poco limitata, End of Justice è ad oggi uno dei più grandi flop commerciali nella carriera dell’attore Denzel Washington (che in questo caso configura anche come produttore). Da poche settimane il film è reperibile sul nostro mercato home video grazie a Sony Pictures che lo distribuisce sia in DVD che in alta definizione Blu-ray disc.

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Il sacrificio del cervo sacro, la recensione

Dopo il successo di The Lobster, Yorgos Lanthimos torna a dirigere Colin Farrell in un nuovo potente dramma familiare a forti tinte horror (sebbene da un certo momento in poi la trama verta decisamente su questo genere).

Nei credits de Il Sacrificio del Cervo Sacro (The Killing of a Sacred Deer) troviamo inoltre il fedele Efthymis Filippou che col regista greco firma la sceneggiatura premiata al Festival di Cannes 2017 (in ex aequo con quella di A Beautiful Day di Lynne Ramsay).

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End of Justice – Nessuno è innocente, la recensione

Per parlare di End of Justice – Nessuno è innocente è doveroso notare che il titolo italiano del film che vede protagonista Denzel Washington è fuorviante. Nella sua formulazione originale (Roman J. Israel, Esq.) si fa riferimento a un individuo sconosciuto e dal nome sui generis, ma in nessun modo si parla di legge e/o giustizia come nel corrispettivo italiano. Siamo di fronte non ad una traduzione libera ma un’interpretazione che indirizza arbitrariamente la visione ad un tema presente nel film. È una scelta miope, perché in End of Justice c’è un groviglio di temi che già in partenza viene sminuito e delegittimato, quando invece il protagonista assoluto del film lo vive sulla propria pelle.

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