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In the Grey, la recensione del film di Guy Ritchie

La carriera di Guy Ritchie ha preso una direzione piuttosto curiosa, e per certi versi preoccupante. Dopo essere tornato in grande stile con La furia di un uomo (2021), uno dei suoi lavori più solidi e maturi, il regista britannico ha progressivamente abbandonato il grande schermo – almeno per quanto riguarda la distribuzione italiana – trovando nelle serie tv un nuovo formato narrativo e nelle piattaforme una nuova casa distributiva. Una scelta che, però, sembra aver coinciso con un evidente calo qualitativo: film sempre più simili tra loro, costruiti su stilemi ormai abusati e privi di quella freschezza che aveva reso Ritchie uno degli autori più riconoscibili del cinema crime moderno.

In the Grey rappresenta, purtroppo, uno dei punti più bassi di questa fase creativa. Un film che sembra quasi la caricatura del suo autore, un esercizio di stile svuotato di idee, incapace di coinvolgere e, peggio ancora, frustrante da seguire.

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Valutazione: 4.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Mike & Nick & Nick & Alice, la recensione

C’è un celebre momento de I Simpson in cui Homer propone a Ron Howard l’idea per un film delirante che prevede una torta parlante, una macchina del tempo e un’amicizia improbabile. L’episodio è Dalle stelle alle stalle (When You Dish upon a Star), della decima stagione, e quella gag è rimasta nella memoria collettiva proprio per la sua assurdità senza freni. Ecco, Mike & Nick & Nick & Alice di BenDavid Grabinski non si allontana poi così tanto da quell’immaginario nonsense tanto caro a Homer Simpson: niente torte parlanti, certo, ma un impianto narrativo che sembra nato da un brainstorming sotto acidi e che tenta disperatamente di trovare una coerenza interna a partire dal caos.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Ash – Cenere mortale, la recensione

Ash – Cenere Mortale è un film del 2025 diretto da Flying Lotus (ebbene sì, il celebre musicista!), suo terzo lavoro da regista dopo Kuso e il segmento Ozzy’s Dungeon in V/H/S/99. La pellicola è approdata in Italia su Amazon Prime Video. Si tratta di un fanta-horror “lovecraftiano” che omaggia i grandi capisaldi del genere, molto semplice e derivativo ma capace di intrattenere e affascinare.

Riya è un’astronauta che si risveglia in una stazione scientifica su un pianeta sconosciuto soprannominato “Ash”. Ha perso la memoria e non ricorda nulla di ciò che è successo durante la missione, né la sua identità. Gli unici frammenti che le appaiono come flash riguardano scene violente e orribili che coinvolgono il suo equipaggio. Esplorando la struttura, Riya trova i cadaveri di alcuni suoi compagni e viene raggiunta da Brion, un astronauta che sostiene di conoscerla e di essersi recato lì dopo aver ricevuto un segnale di soccorso. I due cominciano ad indagare sull’accaduto, con la stazione sull’orlo del collasso. I ricordi di Riya si fanno sempre più distorti e inquietanti, la tensione tra i due cresce e la ricerca porterà a galla un orrore sconosciuto che minaccerà la sopravvivenza di Riya, facendola dubitare di chi le sta intorno e dei suoi stessi ricordi.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Ambulance: il nuovo trailer italiano del thriller-action di Michael Bay

Nell’arco di una giornata sulle strade di Los Angeles, il corso di tre vite cambierà per sempre. Questo è l’incipit di Ambulance, il nuovo thriller-action diretto da Michael Bay che arriverà al cinema dal 23 marzo distribuito da Universal Pictures.

Oggi possiamo mostrarvi il nuovo trailer italiano.

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I Care a Lot: la comedy-thriller con Rosamund Pike arriva direttamente su Prime Video

Acclamato dalla critica al debutto al Toronto Film Festival 2020, il dark-comedy thriller I Care a Lot, con Rosamund Pike (Gone Girl), Peter Dinklage (Game of Thrones), Eiza González (Baby Driver) e Dianne Wiest (Edward mani di forbice), in Italia sarà disponibile in esclusiva su Amazon Prime Video dal 19 febbraio. Il film è una produzione Black Bear Pictures, scritto e diretto da J Blakeson (La quinta onda, La scomparsa di Alice Creed).

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Bloodshot, la recensione

Come vi abbiamo raccontato in altre circostanze, anche il mondo del Cinema sta facendo i conti con l’emergenza coronavirus. Si allunga la lista di quei film che hanno visto mutare in corso d’opera il proprio percorso distributivo. È il caso di Bloodshot, cinecomic con Vin Diesel, che aveva fatto in tempo ad esordire nelle sale di svariati paesi del mondo tra la fine di febbraio e la prima metà di marzo, salvo poi dover interrompere presto la sua marcia ed iniziare ad essere dirottato in VOD in diversi mercati, tra cui il nostro. In Italia, infatti, il film è disponibile da qualche giorno sulla piattaforma Chili al costo di 9,99 €, in sostituzione di un’uscita in sala che era inizialmente prevista per il 26 marzo.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Benvenuti a Marwen, la recensione

Se guardiamo alla carriera di Robert Zemeckis nel post 2000, notiamo un ardimento nella sperimentazione narrativa e tecnica che parlano chiaro sul suo ruolo all’interno del panorama cinematografico mondiale. Concettualmente vicino a Spielberg, di cui è stato ed è un fidato collega/collaboratore, Zemeckis ama le sfide, si mette continuamente alla prova nella sperimentazione di linguaggi, sempre aperto ad applicare alle storie che decide di raccontare le strade a cui la tecnologia ci apre. Perfino in film sulla carta insospettabili come Allied – Un’ombra nascosta, la tecnologia ha un ruolo decisivo che segue il percorso del perfezionamento e sostituzione dell’attore in carne ed ossa con un avatar fatto di 0 e 1, come già sperimentato nella trilogia in mo-cap (Polar Express, La leggenda di Beowulf, A Christmas Carol). Con Benvenuti a Marwen, il suo nuovo lungometraggio, Zemeckis prosegue proprio in questa personale direzione, continuando a riflettere sulle possibilità della tecnologia in campo di performance attoriale, dando vita a quello che fino a qualche tempo fa era peculiarità della sola fantasia.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Baby Driver – Il genio della fuga, la recensione

In un programma televisivo di qualche anno fa, il trascinatore di folle Adriano Celentano utilizzava una semplicissima dicotomia per differenziare le cose giuste da quelle sbagliate, quelle belle da quelle brutte, le in dalle out: rock e lento. Se oggi dovessimo ripescare questa semplificazione massima e populista, dovremmo essenzialmente dire di uno come Edgar Wright che è rock. Lui è rock in tutti i sensi e rock sono i suoi film, sia perché hanno un’energia, un’inventiva e una vitalità uniche, sia perché fanno del rock – inteso come musica – un elemento primario. E rock, ovviamente, lo è Baby Driver – Il genio della fuga, il suo ultimo imperdibile film, che rielabora l’action-crime a tempo di musica.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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