Archivio tag: Elle Fanning

Sentimental Value, la recensione

Negli ultimi anni il cinema scandinavo ha conosciuto una fortuna internazionale che fino a qualche decennio fa sarebbe stata impensabile. Un successo costruito su un equilibrio non sempre facile: film profondamente radicati nelle rispettive identità nazionali, ma confezionati con una forma e un respiro capaci di parlare a un pubblico globale. Dalla Danimarca alla Svezia, passando per la Norvegia, questa ondata ha sdoganato un immaginario fatto di introspezione, rigore emotivo e drammi familiari, spesso austeri ma sempre più “accessibili” grazie a una certa contaminazione con il linguaggio mainstream.

In questo contesto si inserisce perfettamente Joachim Trier, uno degli autori norvegesi più riconoscibili e interessanti degli ultimi anni. Regista e sceneggiatore, ha saputo muoversi con disinvoltura tra il dramma generazionale e l’horror d’autore (il buon Thelma), per poi raggiungere il successo mondiale con La persona peggiore del mondo, candidato agli Oscar nel 2022 e diventato un piccolo fenomeno. Ora Trier torna con Sentimental Value, film che lo ha riportato sotto i riflettori: Grand Prix della Giuria a Cannes 2025, Golden Globe a Stellan Skarsgård e addirittura nove candidature agli Oscar.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Predator: Badlands, la recensione

A.D. 1987: John McTiernan firma un fanta/action interpretato da Arnold Schwarzenegger e Carl Weathers che farà la Storia, avviando un franchise che si estenderà su diversi media. Quel film si intitola Predator.

A.D. 2014: dopo una lunga gestazione, vede la luce il film Alien vs. Predator, cross-over tra le due più celebri saghe fanta-horror del cinema contemporaneo, anticipato da fumetti e videogame che avevano già fuso i due franchise. Il film, scritto e diretto da Paul W.S. Anderson, avrà un sequel, ma non saranno considerati canonici nella continuity di entrambe le saghe.

A.D. 2022: dopo la fusione con Disney, la ri-nata 20th Century Studios tenta il rilancio del franchise di Predator con un coraggioso prequel ambientato ai tempi dei Nativi d’America. Il film s’intitola Prey e porta la firma di Dan Tratchenberg: non esce al cinema, ma pubblico e critica apprezzano molto il risultato.

Questi sono i tre tasselli da prendere in considerazione per giungere a Predator: Badlands, settimo lungometraggio della saga Predator che vira prepotentemente in una direzione davvero molto distante da tutte quelle battute fino ad ora all’interno di questo media-franchise.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Predator: Badlands. Ecco il trailer italiano del nuovo capitolo della saga fanta-action

Tutti noi fan di Predator abbiamo già visto e rivisto il teaser trailer di Predator: Badlands, ovviamente, diffuso la scorsa settimana nella sua versione internazionale. Ma oggi i 20th Century Studios hanno mandato on line il primo trailer e il poster di Predator: Badlands nella versione italiana! Il nuovo capitolo del franchise di Predator, diretto da Dan Trachtenberg (già autore dell’acclamato Prey e dell’imminente Predator: Killer of Killers) arriverà nelle sale italiane il 6 novembre 2025, un giorno prima che negli Stati Uniti.

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Galveston, la recensione

Roy Cady è un poco di buono, un criminalotto al servizio di Stan, boss della malavita di New Orleans.

Roy Cady, inoltre, ha un male incurabile che lo sta lentamente uccidendo e fa di quel che resta della sua vita un continuo rimpianto per le scelte sbagliate prese.

Quando Roy riesce a sfuggire da un agguato ordito proprio dal suo capo per toglierlo di mezzo in quanto testimone scomodo, l’uomo trova finalmente un motivo per riscattare una vita fatta di violenza e malefatte. Infatti, Roy fugge con Rocky, una giovane prostituta finita anch’essa al centro del sanguinoso piano di Stan. I due si dirigono verso Galveston, in Texas, ma Rocky deve prima fare tappa a Orange per recuperare la sorellina Tiffany e regolare un conto in sospeso con il patrigno.

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Valutazione: 5.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Raccontami di un giorno perfetto: come incorniciare bene una trama coi buchi

Raccontami di un giorno perfetto (All the Good Places) è il romanzo di Jennifer Niven che nel 2015 vinse il Goodreads Awards (premio popolare più influente del web) e tanti altri, anche in Italia, come romanzo young adult dell’anno. La Niven è stata tuttavia accusata di aver “romanticizzato” le malattie mentali e al tempo stesso di aver caratterizzato i suoi protagonisti in maniera grossolana (Ilenia Zodiaco e Matteo Fumagalli docet); questo non ha comunque fermato la piattaforma più famosa al mondo (si, parliamo di Netflix…) dal produrre un film omonimo con la regia di Brett Haley (Nei miei sogni, No Limits, Barmaids) e rilasciarlo il 28 febbraio 2020.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Un giorno di pioggia a New York, la recensione

La Grande Mela, da sempre, è luogo cinematografico di incontri, scontri, catastrofi, amori, guerre, sconfitte e vittorie. Location per eccellenza di tanto cinema americano e non, città amata e celebrata da uno dei “grandi vecchi” dell’odierno cinema a stelle strisce, Woody Allen. E proprio l’anno del 40esimo anniversario di Manhattan, forse il film più noto e riuscito del regista, Allen ci riporta nella “sua” città con Un giorno di pioggia a New York. Una coincidenza, in fin dei conti, visto l’iter distributivo travagliato che il film ha avuto a causa delle logore e logoranti accuse a cui il regista è stato nuovamente sottoposto e che hanno ritardato l’uscita del film di circa un anno.

Ma se Un giorno di pioggia a New York rappresenta l’ennesima dichiarazione d’amore di Woody Allen per la metropoli statunitense, quasi sempre protagonista dei suoi film, è anche un ritorno alle origini per quanto riguarda il linguaggio e le tematiche affrontate.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Maleficent – Signora del Male, la recensione

Te lo giuro, impedirò che ti venga fatto del male finché io avrò vita e non un giorno passerà senza che mi manchi il tuo sorriso…

Diceva Malefica alla principessa Aurora dopo aver rotto l’incantesimo grazie al suo bacio, che era quello del vero amore, l’amore materno. E così vissero felici e contenti nella rivisitazione live action Disney di La bella addormentata nel bosco, Maleficent, che nel 2014 fece guadagnare quasi 800 milioni di dollari alla Major di Topolino consacrando definitivamente l’idea di resettare i classici d’animazione per versioni con attori in carne ed ossa. Ma nel 2014 l’idea dei remake live-action era ancora embrionale e poco centrata, così ci trovavamo una versione “alternativa” della fiaba di Charles Perrault, dal punto di vista del villain, che azzardava perfino una conclusione ben differente da quella che il 16° classico d’animazione Disney aveva fornito nel lontano 1959. Ovviamente l’audace punto di vista del villain era, in fin di conti, solo uno specchietto per le allodole, visto che il film con Angelina Jolie ci mostrava una Malefica fin troppo buona e accomodante, pronta per diventare una nuova icona Disney, proprio come le principesse che hanno sempre contraddistinto lo Studio di Burbank.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Mary Shelley – Un amore immortale, la recensione

Non ho mai letto una così perfetta sintesi di cosa si prova ad essere arrabbiati. Ho vissuto la rabbia del tuo mostro, ho bramato la sua vendetta. Perché era la mia.”

È così che Claire, sorella di Mary, descrive Frankenstein dopo averne letto il manoscritto. Uno dei passaggi più belli e significativi di un film che, altrimenti, ha il sapore amaro dell’occasione sprecata.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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L’inganno: il morboso thriller di Sofia Coppola disponibile in Blu-ray

In principio c’era un film, La notte brava del soldato Jonathan, diretto da Don Siegel nel 1971 e con un inedito Clint Eastwood nel ruolo del protagonista. Il film di Siegel, divenuto per molti un piccolo cult, era figlio di tutto quel cinema feroce degli anni ’70 fatto di sevizie e morbosità. Con una mossa inaspettata, La notte brava del soldato Jonathan diventa oggetto di remake in L’inganno, l’ultima fatica di Sofia Coppola che, finalmente, aggiunge un po’ di pepe a una carriera seduta su standard e schemi ormai rodati. Una scelta destabilizzante e capace di creare molta curiosità, quella della Coppola, ma a conti fatti anche una mossa coraggiosa che si traduce comunque in un prodotto ben amalgamato all’interno di quella visione coppoliana votata all’analisi della psicologia femminile, soprattutto quella adolescenziale. L’inganno è da poco disponibile in Blu-ray disc con Universal Pictures Home Entertainment.

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L’inganno, la recensione

Nel fin troppo coerente iter lavorativo di Sofia Coppola L’inganno si annunciava come una scheggia impazzita che avrebbe finalmente dato un po’ di pepe a una carriera seduta su standard e schemi ormai rodati. Questo perché il suo nuovo film è il remake di La notte brava del soldato Jonathan, cult del cinema feroce anni ’70, quello fatto di sevizie e morbosità. Un annuncio destabilizzante che poteva creare curiosità, a conti fatti una scelta coraggiosa ma allo stesso tempo un prodotto ben amalgamato all’interno di una visione coppoliana personale e autoriale.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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