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Mission: Impossible – The Final Reckoning, la recensione

C’è una frase all’interno dell’ottavo e ultimo film della saga di Mission: Impossible che riecheggia più volte, fin dal teaser trailer diffuso nel 2024: “Ogni cosa ha portato a questo”. Quella che inizialmente poteva essere percepita come una scaltra manovra di marketing si rivela, guardando il film, in una vera e propria dichiarazione d’intenti perché Mission: Impossible – The Final Reckoning presenta dei collegamenti ad alcuni dei film precedenti che riescono a creare quella proverbiale quadratura del cerchio, anche in una saga in cui tale zelo narrativo non era strettamente necessario. E allora, l’appassionato di missioni impossibili si divertirà a collegare questo e quello, a volte anche in maniera del tutto gratuita con quel leggero gusto fan-service che sta animando alcune storiche saghe hollywoodiane. Fondamentalmente, però, The Final Reckoning è la Parte Due di Dead Reckoning del 2023, del quale riprende le fila narrative esattamente lì dove le avevamo lasciate.

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Le Impossible Girls di Ethan Hunt: chi sono le donne di Mission: Impossible

Nel mondo adrenalinico di Mission: Impossible, dove Tom Cruise corre più veloce della luce e si lancia da aerei in fiamme con la stessa disinvoltura con cui noi apriamo una bottiglia di birra, c’è un elemento che spesso viene sottovalutato: le donne. Sì, perché se è vero che la saga ha sempre girato attorno all’impenetrabile Ethan Hunt, è anche vero che, film dopo film, le sue partner – alleate, amanti, nemiche – hanno contribuito a definire lo stile, il tono e l’evoluzione del franchise.

Proprio come le Bond Girls, anche le Impossible Girls sono una galleria di figure affascinanti, capaci di tenere testa al protagonista, spesso salvandogli la pelle o… complicandogli la vita.

In attesa di poter vedere al cinema l’ottavo e ultimo capitolo della saga, Mission: Impossible – The Final Reckoning, in sala dal 22 maggio, facciamo un viaggio nella memoria – e nei dossier dell’IMF – tra le donne più iconiche della saga.

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Mission: Impossible – Dead Reckoning – Parte Uno, la recensione

È curioso notare come, ormai superate due decadi degli anni 2000, Tom Cruise sia diventato sinonimo di blockbuster nel senso più classico del termine. L’ex ragazzo dal sorriso infallibile, grazie a un lavoro impeccabile sulla sua immagine e sulle opere a cui prendere parte, restituisce oggi al pubblico quel senso dell’intrattenimento che negli ultimi vent’anni, inevitabilmente, si è andato sempre più a modificare, smussare, contaminare e ridefinire. Invece, tra la rinascita da Oscar di Top Gun e il franchise di Mission: Impossible, ci ritroviamo faccia a faccia con quella tipologia di blockbuster che ha caratterizzato gli anni ‘80 e ’90, quelli in cui la spettacolarità e gli effetti speciali andavano a braccetto con trame appaganti e personaggi carismatici.

Questa premessa nasce dalla constatazione, durante la visione di Mission: Impossible – Dead Reckoning – Parte Uno, che il nuovo capitolo della saga su Ethan Hunt è oggi quanto di più vicino a quel tipo di intrattenimento di qualità che riempiva le sale a metà degli anni ’90, proprio l’epoca in cui esordiva al cinema Mission: Impossibile, e a cui oggi è inevitabile guardare con una certa romantica nostalgia, soprattutto se, come chi scrive, viaggiate attorno ai 40 anni. Ma la cosa sorprendente è che un Dead Reckoning – Parte Uno, pur rievocando la sintassi narrativa e il sense of wonder di certi prodotti hollywoodiani di 25 anni fa, è perfettamente inserito nella contemporaneità per la spettacolarità e l’elaborazione di alcune scene madri e per il tema che affronta, mai tanto attuale come un’intelligenza artificiale potenzialmente pericolosissima.

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Mission: Impossible – Rogue Nation, la recensione

Creato nel 1966 da Bruce Geller per una serie tv di buon successo internazionale, il brand Mission: Impossible si è trasferito al cinema nel 1996 con una crescente popolarità. È stato il mitico Brian De Palma a portare sul grande schermo gli agenti della IMF, identificando come protagonista un neo agente segreto di nome Ethan Hunt che, con le sembianze dell’atletico Tom Cruise, ha letteralmente donato nuova vita artistica all’attore di Top Gun, fornendogli un personaggio e un franchise che avrebbe fatto suo e serializzato per quasi vent’anni, fino al quinto capitolo. E oggi arriva proprio quel numero cinque, Mission: Impossible – Rogue Nation, ancora una volta sotto l’egida produttiva di J.J. Abrams – che svecchiò la saga con il magnifico terzo capitolo nel 2006 – e con la firma in sceneggiatura e regia di Christopher McQuarrie, pupillo di Tom Cruise e già regista del dimenticabile Jack Ritcher – La prova decisiva.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Jeremy Renner conferma: “Sarò di nuovo William Brandt!”

Il “Vendicatore” Jeremy Renner ha confermato che tornerà a vestire i panni di William Brandt in Mission: Impossible 5, al fianco di Tom Cruise e Simon Pegg.

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