Archivio tag: hellboy

Hellboy – L’uomo deforme, la recensione

Nel mondo dei fumetti, pochi personaggi sono affascinanti e iconici quanto Hellboy: nato dalla fantasia di Mike Mignola nel 1993 per la Dark Horse, il Demone Rosso dal braccio destro indistruttibile è diventato un punto di riferimento per tutti gli appassionati di comics e del genere horror/fantastico. In Hellboy c’è tutto: mostri, mitologia, folklore, violenza, profezie e battaglie spettacolari.

Quello di Mignola è un universo in continua espansione, che avrebbe tutte le carte in regola per avere vita florida anche sul grande (o piccolo) schermo. Eppure, la fortuna cinematografica di questo personaggio vive di alti e bassi.

Ovviamente, quando si pensa all’Hellboy filmico, il cuore degli appassionati non può che battere per l’adattamento con Ron Perlman ad opera del re dei mostri in persona, quel Guillermo Del Toro oggi ampiamente riconosciuto ma che all’epoca cercava ancora di imporre la sua poetica e di farsi strada nel cinema fantastico.

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Hellboy, la recensione

In un momento storico come questo, in cui il cinecomic è stato eletto a nuovo rappresentante dell’intrattenimento cinematografico (e televisivo), con miriadi di produzioni che adattano anche la più sconosciuta graphic novel, è abbastanza ovvio che tornasse sul grande schermo anche Hellboy, uno dei personaggi più originali e carismatici mai comparsi su carta stampata.

Creato nel 1993 da Mike Mignola e già portato sul grande schermo da Guillermo Del Toro nel 2004 e nel 2008, Hellboy guadagna oggi un nuovo adattamento cinematografico che è anche un vero e proprio reboot in confronto a quanto fatto da Del Toro nel dittico interpretato da Ron Perlman. Questa volta dietro la macchina da presa è stato chiamato Neil Marshall, grande artigiano di fantastici b-movie fanta-orrorifici del calibro di Dog Soldiers, The Descent e Doomsday. Un reboot che sulla carta suonava alquanto bene e che, a film pronto e confezionato, mostra scoperta la guardia a causa di vistosi problemi produttivi.

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La forma dell’acqua – The Shape of Water, la recensione

Presentato in concorso alla 74esima edizione della Mostra dell’Arte Cinematografica di Venezia, The Shape of Water – La forma dell’acqua del regista Guillermo Del Toro ha conquistato il cuore del Festival.

Elisa (Sally Hawkins) lavora come addetta alle pulizie in una sede della NASA nei primi anni Sessanta. Orfana e muta fin da bambina, presumibilmente a causa di un trauma subito che non ricorda (ma che l’ha lasciata con tre misteriose cicatrici sul collo), vive una vita semplice ma felice in un piccolo appartamento sopra una vecchia sala cinematografica. Ama ballare, cucinare uova sode e ha due grandi amici, il vicino di casa Giles (Richard Jenkins), artista pubblicitario in declino a causa dell´avanzare della tecnologia fotografica, e la collega di lavoro Zelda (Octavia Spencer), donna energica ed esuberante. 

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