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Ballerina, la recensione dello spin-off di John Wick con Ana de Armas
20 milioni di budget e un incasso globale di quasi 87 milioni di dollari. Quello che nel 2014 era riuscito a fare quel poco pubblicizzato revenge-movie d’azione che rispondeva al titolo di John Wick non poteva passare inosservato. Da quel momento, il personaggio creato da Derek Kolstad e interpretato da Keanu Reeves è diventato una vera e propria gallina dalle uova d’oro per Lionsgate e 87Eleven Productions, oltre che insospettabile nuovo turning point nella storia del cinema d’azione internazionale. John Wick 2 nel 2017 ha raddoppiato gli incassi, John Wick 3 – Parabellum (2019) ha guadagnato addirittura 330 milioni worldwide, per non parlare del quarto film che ha totalizzato la cifra record di 440 milioni.
Ora si è praticamente aperto un mondo e si parla di “Universo John Wick” con una miniserie prequel – The Continental – andata su Prime Video nel 2024 e ora l’uscita al cinema di Ballerina, spin-off ambientato tra la terza e la quarta avventura della saga madre, in attesa di un ulteriore spin-off sul personaggio interpretato da Donnie Yen in John Wick 4 e una serie d’animazione di futura realizzazione.
The Bikeriders, la recensione
Anche se oggi si tende a ricondurre l’argomento dei bikers cinematografici a un unico titolo, il bellissimo Easy Rider (1969) di Dennis Hopper, tra gli anni ’60 e ’70 era esplosa una tendenza che individuava nei motociclisti ribelli e nei club illegali di motociclisti un tema ricorrente, tanto da creare un vero e proprio filone cinematografico, quello dei biker-movies. Sicuramente si deve l’inizio di tutto a Il selvaggio (1953) di Laslo Benedek con Marlon Brando, mentre all’iconico Easy Rider spetta l’ideale fine di un’epoca impressa su pellicola; ma nel mezzo di questi tre lustri ci sono stati tanti di quei film, soprattutto in ottica exploitativa, da riempire numerosissimi posteggi di drive-in. Sanguinose risse, motori rombanti, duelli all’ultimo sangue, e bellissime ragazze pronte a tutto per conquistare un posto sulla sella del chopper del centauro bello e dannato. Dall’imprescindibile I selvaggi (1966) di Roger Corman fino a irresistibili “contaminazioni” come La notte dei demoni – Werewolves on Wheels (1971) di Michel Levesque, passando per Angeli dell’inferno sulle ruote (1967) di Richard Rush, Facce senza Dio (1967) di Daniel Haller, She-Devils on Wheels (1968) di Herschell Gordon Lewis, Satan’s Sadist (1969) di Al Adamson e L’angelo scatenato (1970) di Lee Madden.
Codice 999, la recensione
Con una lunga gavetta nel campo dei videoclip per artisti del calibro di Depeche Mode, Placebo e Nick Cave, John Hillcoat si è fatto notare nel panorama cinematografico nel 2005 con il western La proposta, a cui hanno fatto seguito il post-apocalittico The Road, tratto dall’omonimo romanzo di Cormac McCarthy, e il crime con Tom Hardy e Jessica Chastain Lawless. Un gioiello dietro l’altro, una carriera qualitativamente invidiabile, che ora si arricchisce di un crime-movie da standing-ovation: Codice 999.
Codice 999: Trailer vietato ai minori e character poster dell’action-thriller di John Hillcoat
Codice 999 è un crime thriller dai toni cupi e violenti, che segna il ritorno dietro la macchina da presa di John Hillcoat, regista del crime Lawless e del post-apocalittico The Road.
Il film arriverà nei cinema italiani il 21 aprile grazie a M2 Pictures e racconta il degrado morale di un gruppo di poliziotti corrotti, dei dirompenti antieroi disperati e ambiziosi, ben addestrati nell’arte della guerra ma poco preparati ad affrontare i propri demoni personali.
La distribuzione mette a nostra disposizione i character poster del film e il trailer nella sua versione integrale.








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