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C’era una volta in Bhutan e Kina e Yuk alla scoperta del mondo: in DVD due opere delicate che sanno come aprire gli occhi e il cuore di chi guarda

Quando il Cinema smette di guardare (solo) nella direzione di artifici visivi e punta il suo sguardo verso le magnificenze Naturali, spesso nascono delle vere e proprie opere d’arte che riescono a farci fare pace con il Mondo. In Francia, questa cosa, l’hanno capita già da un po’ – dal 2013 in modo più specifico e continuativo – tanto che il cinema d’Oltralpe, negli ultimi anni, è riuscito a regalarci alcune opere pazzesche in grado di riuscire ad aprire gli occhi e il cuore di chi guarda (basti pensare solamente al recente documentario La quercia e i suoi abitanti). Molto curiosamente anche il Bhutan, che si è scoperta Nuova Terra di Cinema solo nel 2019 grazie al bellissimo Lunana – Il villaggio alla fine del mondo, sembra interessato ad abbracciare la stessa consapevolezza. Vi parliamo di C’era una volta in Bhutan, secondo lungometraggio del regista bhutanese Pawo Choyning Dorji, e di Kina e Yuk alla scoperta del mondo, una delicata favola ambientale diretta dal biologo e documentarista francese Giullame Maidatchevsky. Entrambi i film sono disponibili da pochi giorni in DVD grazie ai canali distributivi CG Entertainment.

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Lunana – Il villaggio alla fine del mondo, la recensione

Ugyen è un giovanissimo insegnate di Thimphu, la capitale del Bhutan. È un giovane sognatore, ricco di ambizioni e determinato nel voler lasciarsi tutto alle spalle per trasferirsi in Australia e saziare le sue ambizioni da cantante. Ma prima deve terminare il suo contratto di lavoro con la scuola. Il corpo docenti, nel tentativo di mettere il giovane nella condizione di riscoprire il valore dell’insegnamento, decide di mandare Ugyen ad insegnare per circa un anno nella piccolissima scuola elementare di Lunana, il villaggio più remoto del Paese. Per raggiungere Lunana, un luogo completamente slegato dalla modernità e sito sulle vette dell’Himalaya, sono necessari otto giorni di duro cammino. Arrivato a Lunana, Ugyen trova uno scenario faticoso ad attenderlo: l’elettricità è instabile, i comfort inesistenti e l’unico combustibile possibile è il letame di yak. Non sarà semplice, per il giovane insegnante, trovare le giuste motivazioni per affrontare quei mesi d’insegnamento in una terra tanto incantevole quanto inospitale.

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