Attenti a quelle due, la recensione

Il gioco del remake al femminile continua ad entusiasmare Hollywood nonostante il buzz negativo che spesso si genera intorno a questo genere di operazioni e i risultati sulla carta spesso dolenti. Dopo gli acchiappafantasmi di Ghostbusters e i ladri di Ocean è ora il turno dei due seduttori interpretati da Marlon Brando e David Niven di tingersi di rosa.

Dopo una navigata esperienza alla direzione di alcuni episodi dell’acclamata serie Veep, Chris Addison al suo debutto sul grande schermo confeziona una commedia della truffa sciatta, prevedibile e tutt’altro che memorabile: Attenti a quelle due.

Se sul nascere di un progetto ci si aspetta che un semplice scambio di sessi sia la chiave di volta per suscitare interesse verso una pellicola che ha avuto già una notevole serie di riproposizioni, la realtà ci viene sbattuta in faccia dopo pochi minuti e la svogliatezza dell’operazione si inizia ad annusare sin dalle prime scene dove ci vengono presentate le due protagoniste degli eventi.

Di diversa attitudine e formazione, Josephine (Anne Hathaway) e Penny (Rebel Wilson) sono due truffatrici dai differenti metodi. Mentre la prima si affida all’organizzazione di piani ben congegnati, la seconda si fa trascinare dalla situazione e con la parlantina sciolta e le menzogne riesce ad ingannare la sua vittima convincendola a farsi donare del denaro. Le due si incontreranno e scontreranno scommettendo su chi tra loro riuscirà ad ingannare per prima un miliardario di zuckerberghiana memoria.

Se a testimonianza della qualità dell’incipit classico troviamo tutta la sua serie di più o meno noti remake, è nella messa in scena che questa versione moderna del film fallisce. La parte “truffaldina” della vicenda passa in secondo piano lasciando spazio ad una serie di gag sul contrasto fisico e ideologico delle due protagoniste a cui il regista non è comunque estraneo visti i suoi precedenti lavori. Addison non si dimostra comunque all’altezza e con una regia modesta per una produzione indirizzata al grande schermo ci regala una Rebel Wilson che interpreta il solito canovaccio slapstick cucitogli su misura e che quindi scivola, cade, impreca, si rotola e si rialza imprecando di nuovo il tutto sotto l’occhio annoiato della Hathaway.

Quasi tutto è deprimente: l’umorismo è becero, l’alchimia tra le due (perno fondamentale del tutto) non funziona e le situazioni comiche sono fuori tempo massimo, a meno che non ci si trovi in un episodio dei Looney Tunes.

Si tenta il prevedibile colpaccio di scena  che conduce il tutto solo ad un emozionante finale a tarallucci, vino e ghirlande natalizie che Green Book scansati.

Ciò che deprime maggiormente assistendo ad una produzione del genere è l’ideologia intrinseca del voler riciclare un’idea congeniale e rodarla al servizio di un cast femminile, ma infarcendo il tutto di stereotipi e macchiette. I comprimari maschili sono solo una serie di anonimi uccelli non pensanti succubi del fascino della Hathaway e delle deliranti storie della Wilson. Le ragazze non si elevano ad un gradino superiore ma si adattano al contesto sociale che le circonda sfruttando la sessualità per i propri fini. Ed è questo il problema intrinseco di questo tipo di film; c’è veramente l’interesse di pensare un prodotto congeniale ad un punto di vista femminile sensato o fa tutto parte di una macchina di promozione cinematografica contraddistinta da apparenti buoni sentimenti per poi mettere in scena un demenziale American Pie MA con protagoniste donne?

Perché è questo l’unico tipo di ironia che caratterizza la commedia: volgare, ripetitiva e basata esclusivamente sulla fisicità e l’aspetto delle protagoniste e sinceramente sulla carta ci si sarebbe potuto aspettare di più.

Andy Pompeo

PRO CONTRO
Qualcuno comunque in sala rideva di gusto. Qualcuno comunque in sala rideva di gusto…
VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 4.0/10 (su un totale di 1 voto)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)
Attenti a quelle due, la recensione, 4.0 out of 10 based on 1 rating
Condividi questo articolo

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.