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Piccole donne, la recensione

Chi non conosce le Piccole Donne di Louisa May Alcott? Con i quattro romanzi e i vari adattamenti cinematografici e televisivi sembra incredibile non avere familiarità con le storie delle componenti della famiglia March.

Greta Gerwig, già regista del candidato agli Oscar Lady Bird, porta nelle sale cinematografiche italiane il racconto di una delle piccole donne, Jo, qui interpretata da Saoirse Ronan.
Il suo più grande sogno è quello di divenire una scrittrice di buona fama e scrive, da una parte per passione e dall’ altra per racimolare qualche soldo, alcuni racconti per un giornale. Di qui lo spettatore è introdotto in un racconto nel racconto, quasi come Jo fosse la stessa Alcott scrittrice del romanzo, della famiglia, delle sue difficoltà economiche, degli affari sociali e di quelli romantici.

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Midsommar – Il villaggio dei dannati, la recensione

In questi anni stiamo assistendo alla rinascita del cinema horror d’autore. Una pratica che in passato ha salutato il contributo al genere di grandi maestri della settima arte come Roman Polanski, Brian De Palma, Nicolas Roeg e Stanley Kubrick – solo per fare i nomi più celebri – oggi sta tornando con prepotenza grazie a piccoli casi mediatici che si traducono sovente anche in buoni successi commerciali. Uno dei massimi esponenti di questa new wave orrorifica autoriale è senza ombra di dubbio Ari Aster, fattosi notare lo scorso anno con l’eccezionale Hereditary – Le radici del Male e ora pronto con il suo secondo lungometraggio: Midsommar – Il villaggio dei dannati.

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Lady Macbeth, la recensione

Katherine è una giovanissima donna che va in sposa ad un uomo molto più vecchio di lei. La nuova casa la accoglie con gelo e regole ferree, confinando il suo spirito ribelle fra quattro mura piene di spifferi. Ben presto sopraggiunge per lei l’apatia, esacerbata dal rapporto con il suo novello sposo con cui non c’è intimità ma solo una sua malata e perversa alternativa. Tutto cambia quando gli spregevoli uomini di casa, marito e suocero, si allontanano entrambi per un lungo periodo di tempo: Katherine è finalmente padrona della casa.

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34 TFF. Ritratti al femminile: Lady Macbeth e A Quiet Passion

Due donne. Due grandi protagoniste femminili che occupano tutta la scena, ricercata in un caso, rifuggita nell’altro. Lady Macbeth e A Quiet Passion sono due film che ruotano sulle loro ingombranti protagoniste e poco importa che una ricalchi le orme di un personaggio mai esistito mentre l’altra dovrebbe ricalcare passi famosi realmente percorsi. Questi film, almeno sulla carta (in questo caso il catalogo del Torino Film Festival) potrebbero avere molto in comune, anzi dovrebbero, e invece fin dalle prime battute divergono inesorabilmente, eleggendone uno alla gloria e l’altro (si spera) all’oblio.

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