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Die My Love, la recensione
Nel cinema di Lynne Ramsay esiste un filo rosso ormai evidente: raccontare esplosioni emotive che nascono in ambienti chiusi, familiari, asfissianti. I suoi personaggi non vivono mai in equilibrio, ma sul crinale di una frattura interiore pronta a dilaniarli. Da Ratcatcher a E ora parliamo di Kevin, fino a You Were Never Really Here, il cinema della Ramsay lavora egregiamente sul trauma interiore. Die My Love, tratto dal romanzo omonimo di Ariana Harwicz, si inserisce perfettamente in questa traiettoria, risultando però un film più interessante sulla carta che nella sua effettiva resa.
Non è un caso che il paragone più immediato sia proprio con E ora parliamo di Kevin: se lì la maternità era vista come una maledizione che implodeva nella tragedia, qui viene trattata come una prigione invisibile che soffoca lentamente. Al centro c’è Grace, trasferitasi con il compagno Jackson in una casa isolata, immersa nella natura, lontana dalla città, dagli stimoli, dalla socialità. Un luogo che per lui rappresenta stabilità e rifugio, ma che per lei equivale a un esilio emotivo. La nascita del figlio non è un inizio, ma l’innesco del collasso: Grace scivola in una depressione post partum sempre più evidente, trasformando il quotidiano in un campo di battaglia psicologico.
Mickey 17: lo sci-fi diretto da Bong Joon-Ho e interpretato da Robert Pattinson arriva in edizione combo 4K Ultra HD + Blu-ray
Dopo la Palma d’Oro a Cannes e i quattro Oscar guadagnati per Parasite – film che tra il 2019 e il 2020 ha vinto praticamente tutto ciò che c’era da vincere – il sudcoreano Bong Joon-ho ha accettato di tornare a lavorare negli Stati Uniti dopo le esperienze di Snowpiercer e Okja. Avendo a disposizione il budget più importante di tutta la sua carriera, Bong Joon-Ho decide di adattare il romanzo fantascientifico di Edward Ashton Mickey7, una singolare storia di clonazione e sfruttamento sociale che sembra scritta appositamente per essere rielaborata da lui. Uscito in sala ad inizio marzo andando incontro ad un successo tutt’altro che esaltante (131 milioni d’incasso a fronte di un budget di 118 milioni), Mickey 17 arriva adesso in home video grazie a Warner Bros Home Entertainment in un’edizione combo 4K Ultra HD + Blu-ray.
The Batman, la recensione
I personaggi DC Comics, al cinema, non hanno pace. È come se le miniserie e i reboot che caratterizzano ormai da un quarantennio le testate fumettistiche, sul grande schermo subissero un processo accelerato e Batman ne è il più ecumenico rappresentate. Senza contare la fugace trasferta cinematografica dell’eroe televisivo di Adam West, Batman al cinema è stato già rebootato quattro volte con sei attori differenti. Il (super)eroe che, ad oggi, conta più trasposizioni cinematografiche differenti, ultima delle quali, The Batman, rappresenta l’opportunità per esplorare i primi anni di attività del Crociato di Gotham in maniera decisamente differente da come ha fatto Christopher Nolan con il già ottimo Batman Begins. Se nel primo film con Christian Bale, infatti, si partiva idealmente dall’Anno Zero per attingere fondamentalmente da Anno Uno, The Batman con Robert Pattinson è l’Uomo Pipistrello più giovane (e inesperto) visto fino ad ora al cinema, ma inquadrato nel suo secondo anno di attività come vigilante di Gotham City.
The Lighthouse: disponibile in blu-ray il ritratto visionario della follia firmato da Robert Eggers
Insieme al “cugino” Ari Aster, Robert Eggers è senza ombra di dubbio il portabandiera di questa new wave horror che stiamo vivendo da qualche anno a questa parte. Si è fatto conoscere nel 2015 (in Italia l’anno seguente) con l’uscita di The Witch, singolare horror in costume che rielabora in modo personale e suggestivo il concetto di stregoneria, presentato in anteprima al Sundance Film Festival e diventato immediatamente un successo inaspettato, applaudito ed elogiato da pubblico e critica e forte di un incasso di 40 milioni di dollari a fronte di un budget di 3 milioni. Nel 2019 Eggers alza l’asticella dell’autorialità e ci riprova con The Lighthouse, uno strambo e visionario ritratto della follia umana interpretato dagli eccezionali Robert Pattinson e Willem Dafoe. The Lighthouse è disponibile già da qualche settimana in blu-ray grazie ai canali distributivi Universal Pictures.
Tenet, la recensione
TENET, parola latina utile per la decodifica delle identità, parola palindroma che identifica letteralmente il concetto di inversione, epicentro del leggendario Quadrato del Sator che idealmente e iconograficamente dona una struttura all’ultimo film di Christopher Nolan.
TENET, letteralmente “tiene”, “guida”. Un mastice a presa non immediata che tiene tra di loro pezzi sconnessi di trama e li rende interconnessi e guida lo spettatore verso un impegnativo assemblaggio.
DC FanDome. Matt Reeves parla di The Batman e ci mostra il primo trailer!
High Life, la recensione
In genere, quando parliamo di cinema di fantascienza possiamo fare una distinzione in due macro settori che ci riconducono direttamente alla rivoluzione fantascientifica avvenuta nel decennio che collega la fine degli anni ‘60 con la fine degli anni ‘70. Da una parte abbiamo il grande cinema d’intrattenimento che ha ricodificato il linguaggio della fantascienza da botteghino e ha fatto scuola in ogni dove, inaugurando saghe che ancora oggi sopravvivono. Parliamo di quell’ideale arco temporale di completamento che inizia nel 1968 con Il Pianeta delle Scimmie e si chiude nel 1977 con Guerre stellari. Dall’altra abbiamo la fantascienza più filosofica, adulta, complessa, autoriale – se mi passate il termine – che irrimediabilmente prende il “la” sempre nel 1968 con 2001: Odissea nello spazio e chiude il cerchio nel 1979 con Stalker passando nel 1972 per il fondamentale Solaris dello stesso Tarkovskij. Un decennio di incredibile sperimentazione e ridefinizione dei linguaggi fantascientifici su cui ancora oggi si fondano la maggior parte dei film di fantascienza che vengono prodotti. Non fa eccezione High Life di Claire Denis che si aggancia al secondo settore che ho descritto, quello della cosiddetta “fantascienza d’autore”.













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