Archivio tag: samara weaving
Finché morte non ci separi 2, la recensione
Quando nel 2019 arrivava in sala Finché morte non ci separi (Ready or Not, in originale), diretto dal duo Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett, pochi avrebbero scommesso su un impatto così forte. E invece quel piccolo horror a tinte splatter, costato circa 6 milioni di dollari, ne incassò oltre 57 nel mondo, diventando rapidamente un cult. Un successo non solo economico, ma anche culturale: il film riusciva a rinfrescare il sottogenere del survival movie contaminandolo con satira sociale e humor nerissimo, costruendo attorno alla figura della sposa Grace – interpretata da una magnetica Samara Weaving – una vera e propria icona contemporanea del cinema horror.
Da allora, i due registi hanno consolidato la loro posizione nel panorama di genere, passando per operazioni come Scream V e VI, Abigail e contribuendo a ridefinire il linguaggio pop dell’horror mainstream. Un sequel, a quel punto, era inevitabile. Non necessario – perché il primo film funzionava perfettamente come opera autonoma – ma inevitabile. E la vera sorpresa è che Finché morte non ci separi 2 (Ready or Not: Here I Come) non solo replica funzionalmente la formula, ma riesce anche ad ampliarla con intelligenza.
Babylon, il primo trailer italiano del nuovo film di Damien Chazelle con Brad Pitt e Margot Robbie
Snake Eyes: G.I. Joe le origini: trailer, poster, making of e uscita italiana!
A distanza di 8 anni dall’uscita di G.I. Joe: La vendetta, le celebri action figure della Hasbro diventate famose negli anni ’80, tornano protagoniste di un nuovo film, Snake Eyes: G.I. Joe Le Origini, che come recitata in maniera esplicita il titolo, è uno spin-off dedicato al personaggio del ninja Snake Eyes. Il film, di cui abbiamo poster, trailer italiano e featurette, uscirà nei cinema italiani il 21 luglio distribuito da Eagle Pictures.
Hollywood: l’epoca d’oro del Cinema (ri)vista da Ryan Murphy
Il confine tra la realtà e l’immaginazione è spesso labile e il cinema, la letteratura, la televisione ce lo ricordano di continuo in una eterna sfida in cui siamo chiamati ad ascoltare storie inventate, ma del tutto verosimili. Ma cosa accadrebbe se partissimo da una storia vera per confluire poi in uno sviluppo (e un epilogo) del tutto fantasioso? Accade che sfociamo nel territorio del “what if”, ormai caro a Quentin Tarantino, che prende il là da eventi reali per modificarli progressivamente in corso fino a raggiungere obiettivi del tutto fantasiosi. Insomma, cosa sarebbe accaduto se Adolf Hitler fosse stato ucciso in Francia nel 1944? E se quella notte di agosto del 1969 Sharon Tate e i suoi amici non fossero stati uccisi dalla Manson Family? E, soprattutto, se nella Hollywood di fine anni ’40 qualcuno si fosse imposto a favore di neri, omosessuali e donne, oggi il cinema e la società tutta sarebbero differenti?
Proprio quest’ultimo “what if” interessa la miniserie Hollywood, 7 densissimi episodi da 50 minuti l’uno che potete trovare su Netflix e che portano la firma in regia e sceneggiatura, insieme a Ian Brennan, del “Re” del piccolo schermo Ryan Murphy.
TFF37. Guns Akimbo
Guns Akimbo si inserisce in un filone ben preciso: action movie sopra le righe. Se in Crank avevamo uno Statham costretto a fare il pieno di adrenalina (o elettricità), in Shoot ‘em Up un Owen sgranocchia-carote, qui la gimmick è che Daniel Radcliffe ha due pistole inchiodate alle mani. Bisogna aggiungere altro? Sì, perché in questo film forse c’è più di quanto appaia a prima vista. Forse.
Miles (Daniel Radcliffe) è un cacciatore di troll virtuali. Un nerd che passa in rassegna i siti più biechi al solo scopo di fare la morale agli altri utenti. Fino al giorno in cui bacchetta le persone sbagliate: i creatori di Skizm, applicazione di massacri in diretta. Scaricandola si ottiene un posto in prima fila per osservare due persone che si ammazzano. Miles li insulta; per ripicca quelli lo catturano, gli impistolano le mani e lo mettono in gioco contro Nix (Samara Weaving), una leggenda nel mondo di Skizm.
Finché morte non ci separi, la recensione
È quasi un mini-filone cinematografico quello della “caccia all’uomo”, che come illustre antesignano ha La pericolosa partita, cultissimo survival-thriller diretto nel 1932 da Irving Pichel e Ernest B. Schoedsack, ispirato al racconto di Richard Connell. Un fiorente filone che, oltre ai remake dichiarati o meno de La pericolosa partita, si è arricchito, soprattutto dagli anni ’70 ad oggi, di grandi film che hanno fatto la storia del cinema thriller/horror e spesso anche fantascientifico. Basti pensare alle tante varianti della “caccia all’uomo” che possono essere Duel di Steven Spielberg, La notte del licantropo di Paul Annett, L’implacabile di Paul Michael Glaser, Predator di John McTiernan, Senza tregua di John Woo e una marea di b-movie più o meno riusciti che hanno affollato soprattutto gli scaffali dell’home video tra gli anni ’90 e i 2000. Oggi arriva una curiosa variante del racconto di Connell, una riuscitissima horror-comedy dai toni grotteschi che risponde al titolo di Finché morte non ci separi (Ready or Not).










HorrorCult è tornato! Lo storico portale web dedicato al mondo del cinema horror. 

























