C’era una volta a Hollywood: conferenza stampa con Tarantino, DiCaprio e Robbie

Nonostante il MiBAC e le associazioni di esercenti, distributori e produttori questa estate abbiano lanciato l’iniziativa Moviement, che si propone di coprire con prestigiose uscite cinematografiche anche i mesi più torridi dell’estate, che storicamente vedono cinema chiusi per ferie e uscite strategiche con i classici “fondi di magazzino”… nonostante i mesi di luglio e agosto abbiano effettivamente accolto quattro film (si, solo 4…) distributivamente importanti come Spider-Man: Far From Home, Hobbs & ShawMen in Black: International e Il Re Leone (di cui solo i primi due in day-to-date con gli altri Paesi)… nonostante tutto ciò, il film più atteso dai cinefili è stato spostato al 18 settembre, alla soglia dell’autunno. Parliamo di C’era una volta a… Hollywood, il nono film di Quentin Tarantino portato in concorso a Cannes e uscito negli Stati Uniti il 26 luglio.

Come è normale aspettarsi, Quentin Tarantino e il cast del film hanno promosso l’uscita del film in Europa proprio in questi giorni, Italia compresa, anche se la data d’uscita nei nostri cinema è ancora lontana. Così, il regista e gli attori Leonardo DiCaprio e Margot Robbie hanno sfilato sul red carpet romano il 2 agosto, presenziando nella sala grande del Cinema Adriano alla prima italiana del film, a cui hanno partecipato l’intruso mondo vip italiano, alcuni giornalisti e pochi fortunati fan. All’indomani, si è tenuta la classica conferenza stampa a cui hanno preso parte, oltre a Tarantino, DiCaprio e la Robbie, anche i produttori Shannon McIntosh e David Heyman.

Noi c’eravamo e vi raccontiamo cosa è emerso durante la lunga e interessante chiacchierata con Tarantino & Co.

once upon a time in hollywood - press conference

I primi a prendere la parola sono stati proprio i due produttori.

È stato un percorso emozionante – esordisce Shannon McIntoshabbiamo avuto un copione enorme e il divertimento è stato tanto. Noi abbiamo deciso come procedere, ci siamo dati una scaletta di marcia e abbiamo iniziato con le location, poi siamo passati agli attori”.

Per me è stato un privilegio lavorare con Tarantino – continua David Heymanquesta esperienza è stata unica. Tarantino controlla tutti gli aspetti e leggere una sua sceneggiatura è come leggere un romanzo. Tarantino non crea per lavoro ma per piacere“.

Poi è Leonardo Di Caprio a prendere la parola e raccontare come si è approcciato al progetto.

La sceneggiatura era brillante e intelligente, basata sullo stretto rapporto tra attore e stuntman, vediamo come cambia la cultura cinematografica, il mondo di Hollywood e questo accade in una manciata di giorni. Rick Dalton non lavorava volentieri, era un punching ball per una nuova generazione di attori e così abbiamo immaginato una serie di situazioni che facessero uscire la vera natura di questo personaggio. Lui era angosciato dal fatto che la cultura va avanti malgrado lui, della sua mortalità.

Ho cominciato a googlare il 1969, a guardare i fatti in quel periodo e mi sono accorto che è stato un anno di svolta nella storia americana, culturale e del cinema.

Uno dei privilegi della nostra professione è entrare in contatto con temi, fatti e tempi che non ci appartengono e io grazie a Tarantino sono entrato nel mondo della tv western anni 50. Quentin rispetta moltissimo i western e questa categoria: attori che oggi molte persone non conoscono, persone che lui ha portato con rispetto e passione in questo mondo che a volte viene dimenticato. Il film è un grande contributo alla storia del cinema e della televisione.

Poi, riguardo il suo mestiere:

Io sono cresciuto guardando film e non pensavo mai di poter fare quello che facevano i miei eroi, quindi ho studiato e ho cercato di migliorami, di scegliete progetti sempre migliori.

Once upon a time in hollywood - leo dicaprio

Margot Robbie riflette sullo stato di Hollywood.

Vedere queste storie oggi, ambientate in un mondo che non ho vissuto, mostra un grande cambiamento nel mondo di Hollywood e penso che oggi Hollywood sta nuovamente attraversando quel periodo di cambiamento.

Anche Quentin Tarantino parla della Hollywood di ieri, legandola ai suoi ricordi di spettatore.

Molte cose di cui parliamo in questo film io le ho vissute, ho visto i film perché rimanevano al cinema per anni e appena mi è stato possibile li ho visti in sala! Ricordate quando Sharon Tate nel film mostra la sua predisposizione per la commedia leggera? Lei era una donna divertente, ed è stato affascinante ricostruire questa sua personalità leggera. Ci sono molti aneddoti nel nostro film legati al mio approccio con il film della Tate The Wrecking Crew, per alcune scene mi sono ispirato direttamente al film.

Poi, riguardo al successo che il suo film sta riscuotendo al botteghino…

Credo che il successo che il film sta avendo sia anche legato alla nostalgia per un periodo che oggi non c’è più, ma anche il cast fa il suo dovere di richiamo, è un film unico per come è stato promosso dalla Columbia.

once upon a time in hollywood - quentin tarantino

Invece, in relazione al suo più volte dichiarato amore per il cinema italiano di genere:

Amo il cinema di genere e sono appassionato di b-movies, ho sempre amato soprattutto il modo come gli italiani hanno sviluppato i vari generi: western, cappa e spada, polizieschi, commedia sexy. I western si rifacevano ai western americani anni 50 ma gli italiani li hanno reinventati per un pubblico nuovo e con un’enfasi nuova. Sono stati straordinari, hanno dato nuova vita a un genere che stava finendo. I grandi registi italiani erano innanzitutto appassionati di cinema, nascevano come critici e diventavano tecnici e poi registi. L’italianità è importante, si vede l’impegno per un’atmosfera surreale, un po’ sopra le righe.

Margot Robbie ci tiene a raccontare aneddoti sulla sua scena preferita, quella in cui Sharon entra in un cinema per vedere il suo film.

Il giorno in cui abbiamo girato la scena del cinema Quentin mi ha raccontato un episodio in cui lui è entrato al cinema a vedere un suo film e ha chiesto di entrare gratis. Ci sono spunti personali che hanno dato elementi originali e anche se io non ero nata in quel periodo sono riuscita a rivivere quell’epoca, l’ho sentita, anche perché era tutto vero, non c’era tecnologia digitale nel ricostruire la Hollywood del 69. Non so se mai mi ritroverò in una situazione del genere nella mia carriera futura.

once upon a time in hollywood - margot robbie

Tarantino si riallaccia al discorso di Margot Robbie sul cinema fatto dal vero ed espone la sua idea di cambiamento cinematografico.

Il cinema è già diverso oggi da come era negli anni 90, quindi figuriamoci tornare al 69, era tutta un’altra cosa. Ai vecchi tempi la gente si impegnava a creare dei set, non si facevano in post-produzione! Ci sono film con set meravigliosi, creavano nuovi mondi, costava un sacco e avveniva veramente. Ma oggi neanche le grosse produzioni lo fanno più, abbiamo perso un patrimonio enorme, abbiamo perso la manualità, l’artigianato. Non voglio fare il vecchio nostalgico, è un altro discorso, il digitale può far fare tante cose ma anche il digitale è fatto dalle persone.

Leonardo Di Caprio conclude il giro di interventi parlando della sua esperienza personale nel mondo del cinema.

Ho sempre amato il cinema fin da giovanissimo e ogni volta che un giovane mi dice che vuole entrare in questo mondo gli dico di guardare più film possibile, di individuare i suoi eroi perché può crescere sulle spalle di giganti. Tante storie del passato mi hanno influenzato e hanno creato la mia personalità. Chi può migliorami, quale regista sarà capace di farmi recitare bene? Questo è un dono molto raro e dipende dal regista soprattutto!

once upon a time in hollywood - press conference

Vi ricordiamo che C’era una volta a… Hollywood sarà nei cinema italiani dal 18 settembre distribuito da Sony Pictures.

Potete vedere la conferenza stampa integrale del film che si è tenuta a Roma il 2 agosto nel nostro video qui sotto.

A cura di Roberto Giacomelli

Video: Rita Guitto

Foto: Rita Guitto e Sony Pictures

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