Cuccioli – Il Paese del Vento, la recensione

I Cuccioli abitano a Soffio, un piccolo e armonioso paesino in cui ogni cosa è alimentata dall’energia eolica. Proprio per questo motivo, Soffio, è anche conosciuto come il Paese del Vento. La tranquillità di Soffio, però, sta per essere sconvolta dalla perfida Maga Cornacchia, che desidera impossessarsi della “Girandola” che genera il vento così da distruggere per sempre Soffio e piegare tutti al suo potere. Ma i Cuccioli, determinati a non renderle il gioco facile, faranno di tutto pur di sabotare i suoi piani e riportare la tranquillità nel loro Paese del Vento.

Più di dieci anni fa, per la prima volta, apparivano sugli schermi televisivi i “Cuccioli”. Nata dalla creatività di Sergio e Francesco Manfio, con il contributo grafico del disegnatore della Disney Italia Giorgio Cavazzano, “Cuccioli” è una serie animata in computer grafica che nasce con lo scopo di intrattenere, divertire ed educare i più piccoli.

Prodotto da Gruppo Alcuni, con il sostegno di Rai Fiction, è nel 2002 che la serie va in onda per la prima volta su Rai 2 (successivamente su Rai YoYo) riscuotendo sin da subito un buon successo, cosa che darà la possibilità a Sergio e Francesco Manfio di vendere il prodotto in oltre 60 Paesi nel mondo.

La serie animata piace sin da subito molto ai bambini e ciò dimostra la capacità di Manfio nel portare a suo vantaggio quello che, sicuramente, nasceva come limite: l’aspetto grafico. L’animazione in computer grafica è grezza e il tratto è davvero primitivo, ciò a dimostrazione che in Italia non siamo ancora pronti a realizzare interi prodotti con l’ausilio della cgi. Ma ciò non ha ostacolato il successo dei “Cuccioli” che, grazie proprio a quest’aspetto semplice, a cui va ad aggiungersi un utilizzo di colori morbidi e vivaci, sono riusciti a trovare il consenso nelle fasce d’età più giovani. Sono i bambini tra i 3 e gli 8 anni, infatti, i fruitori ideali (e forse esclusivi) della serie animata. Ciò ha portato i creatori della serie a non preoccuparsi eccessivamente dell’arretratezza tecnologica del prodotto e ad inserire, all’interno, tematiche e messaggi a sfondo educativo come il rispetto e la tutela del patrimonio idrico mondiale o il sapiente utilizzo di energia alternativa come quella eolica. Tutti questi motivi hanno portato i “Cuccioli” a divenire persino i testimonial nel mondo per l’UNESCO.

Ma non è la prima volta, questa, che la serie approda sul grande schermo. Già nel 2010, con Cuccioli: Il codice di Marco Polo, Sergio e Francesco Manfio avevano portato i loro personaggi a divenire protagonisti di un lungometraggio per il cinema. Adesso ci riprovano e lo fanno con Cuccioli – Il Paese del Vento, secondo film sui “Cuccioli” che, utilizzando i sei simpatici eroi e la malvagia Maga Cornacchia, si prefigge l’obiettivo principale di valorizzare e sottolineare l’importanza dell’energia eolica.

Purtroppo o per fortuna, punto di vista che cambia a seconda dell’età di chi guarda, il film non si discosta minimamente dallo stile e dal linguaggio della serie tv, con la conseguenza di poter essere veramente apprezzato solo da chi conosce molto bene la serie “Cuccioli”. Di conseguenza ci troviamo di fronte ad un film d’animazione che parla unicamente ad un pubblico di bambini senza crearsi il minimo scrupolo di poter trovare approvazione tra i più grandi. Il film, in più di un’occasione, cerca persino di divenire un’esperienza interattiva per i più piccini dal momento che con frequenza i personaggi sullo schermo si rivolgono parlando, in cerca di complicità, direttamente al pubblico di bambini che si prevede stia assistendo allo spettacolo in sala.

La storia che muove l’intera narrazione è elementare, forse anche troppo, e le situazioni comiche che si susseguono risultano tutte eccessivamente infantili. Una maggior ricercatezza, dunque, sarebbe stata cosa gradita così da rendere il prodotto fruibile sia dai bambini che dai genitori che con loro stanno guardando il film.

Se i “Cuccioli” funzionano bene nella fascia televisiva con puntate di 13 minuti l’una, sicuramente funzionano meno sul lungo minutaggio e gli 80 minuti di durata, alla fin fine, si fanno sentire abbastanza.

Resta comunque un film d’animazione che piacerà molto ai più piccoli, che sapranno divertirsi anche grazie all’utilizzo di un 3D inedito per le puntate regolari trasmesse in tv.

Giuliano Giacomelli 

Pro Contro
  • Un film d’animazione in computer grafica tutto italiano.
  • Grazie ai colori vivaci e morbidi e alla grafica semplicistica, il film si presta ad essere molto apprezzato dai bambini che vanno dai 3 agli 8 anni.
  • Chiara testimonianza di come in Italia non si è ancora all’altezza di realizzare un intero film in cgi che possa risultare competitivo.
  • Narrazione e situazioni comiche troppo elementari ed infantili. Una maggiore ricercatezza avrebbe solo che giovato al prodotto.
  • Troppo limitato ad un target d’età molto ristretto.
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