Fargo 3: vi parliamo del primo episodio!

Il grande successo di critica e pubblico (più di critica che di pubblico, a dire il vero), delle prime due fenomenali stagioni della serie antologica di FX Fargo, hanno dato origine, come prevedibile, a una terza stagione che continua con grande coerenza l’impresa di raccontare storie crime paradossali, ambientate in Minnesota, preferibilmente in mezzo alla neve, che mettono in risalto la stupidità e la meschinità dell’essere umano. Fargo 3, iniziato il 19 aprile negli States, sbarca in Italia dall’8 maggio su Sky Atlantic, con un episodio ogni lunedì in prima serata. Noi abbiamo avuto modo di vedere il pilot grazie all’edizione 2017 del Napoli Comicon.

Questa è una storia vera. Su richiesta dei superstiti i nomi sono stati modificati. Per rispetto nei confronti delle vittime tutto il resto è stato raccontato esattamente così come è accaduto.

Come le precedenti due stagioni, anche Fargo 3 si apre con questa didascalia.

Ovviamente quella raccontata non è una storia vera, ma potrebbe esserlo, vista l’assurdità della vita, che si rispecchia in pieno in quella delle storie raccontate nella serie creata da Noah Hawley, che in questa terza stagione scrive e dirige il promettente pilot.

Al centro della vicenda, dopo un ancora oscuro prologo ambientato a Berlino Est nel 1988, ci sono i fratelli Emmit e Ray Stussy, interpretati entrambi da un camaleontico Ewan McGregor. Un salto temporale ci porta nel 2010, in Minnesota, dove facciamo la conoscenza di due fratelli che più diversi non potevano essere. Ray è calvo, sovrappeso, e di professione sorveglia i detenuti in libertà vigilata, tra cui c’è anche la sua fidanzata Nikki, che sogna di fare soldi giocando a bridge nei casinò. Ray odia suo fratello Emmit, bello, ricco e con più di uno scheletro nell’armadio, a cui rivendica un prezioso francobollo ereditato dal loro nonno. Vista la mancanza di dialogo tra i due (Emmit non fa altro che giudicare il fratello), Ray decide di incaricare Maurice, un suo vigilato, di introdursi nell’abitazione di Emmit e rubare il francobollo. Ma le cose a Fargo, si sa, non vanno mai come previsto, e l’imbranato Maurice non solo sbaglia indirizzo ma ci scappa pure il morto! Da questo momento, l’episodio prende una svolta irresistibile e grottesca proprio come la serie ci ha insegnato, e il susseguirsi degli eventi che portano alla chiusura del pilot ci lasciano con una voglia matta di vedere come proseguono le avventure di Ray Stussy e della poliziotta Gloria Burgle, che ha un ruolo chiave nella vicenda e richiama, palesemente, un personaggio già visto nella prima stagione.

Gli affezionati della serie prodotta dai Fratelli Coen e mutuata – solo per il titolo – dal loro celebre film del 1996 possono dormire sonni tranquilli perché anche Fargo 3 porta con se tutte le caratteristiche che hanno fatto grande questa serie tv, senza tralasciare anche un particolare gusto per il montaggio e una cura originale per la scelta delle musiche, che in questo primo episodio annoverano anche Prisencolinensinainciusol di Adriano Celentano.

Oltre al mattatore McGregor, il cast – che sembra un po’ meno corale di quello della seconda stagione – conta la presenza di Mary Elizabeth Winstead nel ruolo della fidanzata “coatta” di Ray, David Thewlis (Remus Lupin in Harry Potter) che è il misterioso uomo d’affari Varga e la Carrie Coon di The Leftlovers nella parte del capo della polizia di Eden Valley, madre divorziata con un uomo che si è scoperto gay.

Insomma, questo primo episodio, che si intitola The Law of Vacant Places, lascia presagire una terza stagione ai livelli (alti) delle precedenti. Ma solo lo scorrere dei dieci episodi previsti ci potrà confermare o meno questa sensazione.

Roberto Giacomelli

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