Archivio tag: Juliette Binoche

High Life, la recensione

High Life

In genere, quando parliamo di cinema di fantascienza possiamo fare una distinzione in due macro settori che ci riconducono direttamente alla rivoluzione fantascientifica avvenuta nel decennio che collega la fine degli anni ‘60 con la fine degli anni ‘70. Da una parte abbiamo il grande cinema d’intrattenimento che ha ricodificato il linguaggio della fantascienza da botteghino e ha fatto scuola in ogni dove, inaugurando saghe che ancora oggi sopravvivono. Parliamo di quell’ideale arco temporale di completamento che inizia nel 1968 con Il Pianeta delle Scimmie e si chiude nel 1977 con Guerre stellari. Dall’altra abbiamo la fantascienza più filosofica, adulta, complessa, autoriale – se mi passate il termine – che irrimediabilmente prende il “la” sempre nel 1968 con 2001: Odissea nello spazio e chiude il cerchio nel 1979 con Stalker passando nel 1972 per il fondamentale Solaris dello stesso Tarkovskij. Un decennio di incredibile sperimentazione e ridefinizione dei linguaggi fantascientifici su cui ancora oggi si fondano la maggior parte dei film di fantascienza che vengono prodotti. Non fa eccezione High Life di Claire Denis che si aggancia al secondo settore che ho descritto, quello della cosiddetta “fantascienza d’autore”.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Le verità, la recensione

Il film scelto per aprire la 76° edizione della Mostra del Cinema di Venezia è anche il primo girato da Kore’eda Hirokazu al di fuori del suo Giappone. Pensare che i limiti linguistici (il maestro parla solo giapponese) possano rendere la realizzazione di un film simile, tutto giocato sui dialoghi, un’impresa impossibile, o perlomeno fallimentare, vuol dire sbagliare. Il francese non lede la lieve potenza del maestro, come sempre abilissimo nel dipingere ritratti familiari.

La diva Fabienne (Catherine Deneuve), grande star del cinema francese, pubblica la propria autobiografia. La figlia Lumir (Juliette Binoche) la raggiunge dall’America assieme alla figlioletta e al marito (Ethan Hawke). Il rapporto tra le due, ben distante dall’essere idilliaco, è segnato da mille recriminazioni e non detti. Le bugie e le omissioni di cui l’autobiografia è zeppa saranno la scusa per sturare il vaso di Pandora. Questo il semplice presupposto di un film stratificato, capace di farci conoscere a fondo i suoi protagonisti, senza mai costringerli sotto un’etichetta.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Il gioco delle coppie (Non-Fiction), la recensione

Olivier Assayas è un regista notoriamente poliedrico e ambizioso. Dopo averlo visto giocare con la ghost-story per raccontare lo sbriciolamento dell’identità nell’odierna società crossmediale (Personal Shopper), forse potrà stupire vederlo cimentarsi in una commedia poco sorprendente ma frizzante e godibilissima.

In effetti a prima vista potremmo persino pensare di essere di fronte ad una tappa non troppo rilevante nel suo variegato percorso cienematografico. Eppure Non-Fiction (Doubles vies) conquista con quella sua strizzata d’occhio al cinema più recente di Woody Allen (e fa venire in mente soprattutto Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni), sebbene le situazioni che mette sul grande schermo sembrino forse più figlie di una certa Nouvelle Vague.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Ma Loute, la recensione

Inizio Novecento. In un piccolo paese di pescatori arriva una famiglia borghese che una volta l’anno apre la grande casa in stile egiziano-tolemaico (a me sembrava più neoclassico per gli interni ma tant’è) per godersi la villeggiatura: le passeggiate sulla spiaggia, l’acqua salmastra e la vista sulla collina “così suggestiva”. Compongono la famiglia gli sposi Fabrice Luchini e Valeria Bruni Tedeschi, la sorella di lui Juliette Binoche, e le loro figlie, tra cui l’enigmatica e androgina Billie (la giovane Raph). Tutti personaggi che vantano un indistinguibile vita propria e decisamente sopra le righe il cui percorso si incrocerà con quella di una famiglia di pescatori e il loro taciturno figlio chiamato Ma Loute (nome del protagonista ma anche termine desueto per dire donna) il quale si innamorerà immediatamente della giovane di buona famiglia. Tuttavia l’estate sarà rovinata da una serie di sparizioni sulle quali indagheranno un obeso detective (doppiato magnificamente in italiano da Mino Caprio alias Peter Griffin, le cui fattezze ricordano per stazza e portamento l’iconico Oliver Hardy) e il suo tanto buffo quanto elegante assistente.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia 72. L’attesa

Dove sei?

Perché non mi rispondi?

Tua madre è strana…

Lei hai detto dell’estate scorsa?

 

Primo film italiano in concorso, L’attesa, opera prima di Piero Messina, ex assistente di Sorrentino, piace ma non convince appieno. Tuttavia, ha certe trovate narrative che potrebbero piacere ad alcuni membri della Giuria.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Words and Pictures, la recensione

Il Premio Oscar Juliette Binoche e Clive Owen sono l’inedita coppia protagonista della frizzante commedia romantica Words and Pictures, diretta da Fred Schepisi. Al centro della vicenda, una vera e propria guerra, senza esclusione di colpi, per la supremazia, come suggerisce il titolo, delle parole rispetto alle immagini o viceversa. Teatro del conflitto, è la scuola superiore in cui lavorano l’ex scrittore Jack Marcus (Clive Owen), professore di letteratura strafottente con un debole per l’alchool, e la nuova arrivata Dina Delsanto (Juliette Binoche), algida artista di successo reinventatasi, a causa dell’artrite reumatoide che l’affligge, come insegnante d’arte.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Godzilla, la recensione

In una grotta nelle Filippine viene rinvenuto uno strano fossile che ha tutta l’aria di essere una crisalide, ed insieme ad esso anche inquietanti e gigantesche ossa che non sembrano appartenere a nessun animale preistorico conosciuto. La crisalide viene portata in Giappone per essere analizzata e studiata, ma qualche cosa dentro di essa sembra essere viva e pronta a venire fuori, ma il pericolo viene prontamente scampato dall’intervento del prof. Joseph Brody e di sua moglie e collega Sandra.

Quindici anni dopo la situazione sembra ripetersi. La crisalide, prontamente tenuta sotto controllo, ha assorbito molta energia e sembra pronta a schiudersi. Ordinando di eliminare l’essere che è al suo interno, il dottor Serizawa favorisce invece la sua nascita e, malgrado le strutture di sicurezza, un gigantesco essere insettiforme si libera e fugge via alla ricerca di fonti di nutrimento rappresentate da energia nucleare. Allo stesso tempo un’altra creatura, ben più grande e distruttiva, emerge dagli abissi nell’Oceano Pacifico, causando un distruttivo tsunami. Quest’ultima creatura è ben nota all’esercito: si tratta di Godzilla, essere più antico dei dinosauri che fu risvegliato dal disastro atomico di Hiroshima nel 1949 e ha già seminato il panico in Giappone negli anni ’50. Ora Godzilla è alla ricerca dell’altro mostro, che l’esercito ha soprannominato M.U.T.O., e sembra essere diretto verso San Francisco.

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Godzilla e Edge of Tomorrow: abbiamo visto in anteprima alcuni minuti!

La Warner Bros. ha dato la possibilità alla stampa di vedere in anteprima esclusiva alcuni minuti di due dei film più attesi di questa primavera: Godzilla di Garteh Edwards e Edge of Tomorrow – Senza domani di Doug Liman.

Nella cornice mattutina del cinema The Space Moderno di Piazza della Repubblica, si è svolta, per circa un’ora, la proiezione delle clip dei due film. Le prime immagini che hanno accolto i giornalisti sono state quelle di Godzilla, l’atteso sequel/reboot che la Legedary Pictures con Warner Bros porteranno nei cinema italiani il 15 Maggio, anticipando di un giorno l’uscita statunitense.

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Godzilla: trailer italiano foto e poster del monster movie con Aaron Taylor-Johnson

La Warner Bros. ha diffuso il poster italiano e il trailer ufficiale italiano di Godzilla, il monster movie diretto da Gareth Edwards che riporterà nelle sale la devastante distruzione del celeberrimo kaiju. Potrete ammirare tutto il materiale subito dopo l’articolo, insieme a una nuova foto di produzione ufficiale in cui compaiono Bryan Cranston, il regista e Aaron Taylor-Johnson.

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