Archivio tag: venezia 80

Finalmente l’alba, la recensione

È il 1953 e a Cinecittà si stanno svolgendo le riprese di un nuovo kolossal che vede protagonista una delle più famose stelle del cinema classico, Josephine Esperanto (Lily James), al fianco delle stelle nascenti Sean Lookwood (Joe Keery) e Nan Roth (Rachel Sennot).

Mimosa (Rebecca Antonacci) è una giovane romana, fidanzata e prossima al matrimonio con un uomo del quale non è innamorata, ma che rende felice la madre, che non vede per la sua “brava e remissiva figlia” nessun futuro migliore: “è un bravo ragazzo e ha un lavoro sicuro“.

Quando la bella e intraprendete sorella Iris (Sofia Panizzi) decide di prendere parte alle audizioni per le comparse del film, Mimosa viene notata dalla diva Josephine che ne rimane colpita e decide di trascinarla con lei, sul set e in una lunga avventura notturna tra locali e feste, che cambieranno per sempre la vita della ragazza.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Green Border, la recensione

2021, al confine tra Bielorussia e Polonia migliaia di migranti vengono utilizzati come arma politica dal regime di Lukashenko per fare pressioni sull’Europa. Migliaia di persone si ritrovano quindi coinvolte in un gioco infernale in cui vengono usate come proiettili, o meglio come palloni, da un lato all’altro del confine, rifiutate da tutti e invisibili al resto del mondo.

Green Border è uno di quei film importanti per capire la società di oggi e che riesce ad accompagnare una precisione quasi giornalistica all’empatia e all’emozione del mezzo cinematografico, raccontando una storia cruda, un incubo continuo che è invece una realtà quotidiana.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Povere Creature!: la recensione della nuova fiaba horror di Yorgos Lanthimos

Yorgos Lanthimos è uno di quei rari registi capaci di coniugare riconoscibilità e freschezza in ogni suo film, in cui nonostante ci bastino pochi tocchi per vederne la mano non si riesce mai a prevedere dove questa andrà a finire e cosa andrà a toccare. Poor Things!, Povere creature! in italiano, è il titolo della nuova fiaba horror del regista greco in concorso all’80ª Mostra del Cinema di Venezia, dove si è aggiudicata il Leone d’Oro, tratta dall’omonimo romanzo di Alistair Grey del 1992.

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Valutazione: 8.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Enea, la recensione

Nel 2020 salutavamo con un accogliente pacca sulla spalla I Predatori, esordio alla regia di Pietro Castellitto, vincitore del premio Orizzonti per la sceneggiatura alla Mostra del Cinema di Venezia, del David di Donatello come opera d’esordio e di due Nastri d’Argento per l’attore non protagonista e l’opera prima. Quello era un film imperfetto, acerbo, ma genuino e furente, parole d’apprezzamento che non mi sento di condividere per l’opera seconda di Castellitto Jr., Enea, presentata anch’essa alla Mostra del cinema di Venezia, ma nella selezione ufficiale, e dall’11 gennaio 2024 al cinema con Vision Distribution.

Infatti, se I Predatori era acerbo ma genuino, come su detto, Enea è ancora una volta acerbo, soprattutto nella scrittura, ma affatto genuino, anzi inutilmente artificioso, autocompiaciuto e tronfio tanto nella messa in scena quanto nella delineazione dei personaggi. Ma soprattutto è un film in cui il regista, dal primo all’ultimo minuto, sembra voler dimostrare qualcosa a qualcuno. Il buon Pietro Castellitto ci urla quanto sia capace, quanto il suo successo sia svincolato da “scomodi” legami di parentela ma generato da un talento autentico. E in parte è senz’altro così; ma, come dicevano i Frankie Goes to Hollywood in Relax (in un altro contesto) “Relax, don’t do it”.

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Valutazione: 5.5/10 (su un totale di 2 voti)
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La società della neve, la recensione del film sulla tragedia delle Ande

Il 13 ottobre 1972 un aereo precipita sulle Ande durante una violentissima bufera di neve. A bordo c’erano i componenti di una giovane squadra di rugby uruguayana, insieme ad alcuni familiari, diretti in Cile per una partita.

Dei 45 passeggeri molti superano quasi incolumi l’impatto, ma i soccorsi tardano ad arrivare e la sopravvivenza tra i ghiacci, senza cibo, si fa ogni giorno più difficile.

La società della neve, diretto da J. A. Bayona, è il titolo di chiusura, fuori concorso, di Venezia 80, che ripercorre la tragica vicenda realmente accaduta e raccontata all’interno dell’omonimo romanzo scritto da Pablo Vierci, scrittore uruguaiano e compagno di scuola della maggior parte dei ragazzi coinvolti all’epoca nell’incidente e pubblicato nel 2009.

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Valutazione: 8.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Maestro: sinfonia di un matrimonio

Maestro, seconda prova da regista di Bradley Cooper dopo il successo di A Star is Born (2018), è stato presentato in concorso all’80ª Mostra del Cinema di Venezia e sarà disponibile su Netflix a partire dal 20 dicembre.

Per il suo ritorno alla macchina da presa, Cooper sceglie la strada del biopic: al centro c’è sempre la musica ma questa volta la storia portata in scena è quella del poliedrico compositore e direttore d’orchestra Leonard Bernstein. L’arco temporale raccontato dal regista, che si propone sullo schermo anche nei panni di Bernstein, copre esclusivamente gli anni della lunga relazione con Felicia Montealegre (Carey Mulligan), moglie del compositore.

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Valutazione: 7.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Ferrari, la recensione del film di Michael Mann

Il ritratto che Michael Mann sceglie di fare di Enzo Ferrari è un biopic atipico, che non ripercorre per intero la vita del personaggio ma si concentra su un lasso di tempo molto breve: l’estate del fatale 1957, un momento cruciale per l’azienda e di grandi difficoltà famigliari. Ferrari, presentato in concorso all’80ª Mostra del Cinema di Venezia, uscirà nelle sale italiane il 14 dicembre.

La prestigiosa casa automobilistica rischia la crisi. La vendita di auto per il pubblico non decolla e per risollevare il fatturato è necessario vincere le corse, ottenendo copertura mediatica favorevole: le Mille Miglia sono l’occasione perfetta, per dare lustro al marchio e trovare nuovi finanziatori. Enzo Ferrari, interpretato da Adam Driver, si getta a testa bassa nell’impresa, con freddezza e determinazione. Anche per lasciare nelle retrovie del pensiero i suoi problemi personali: la perdita di un figlio ha definitivamente incrinato il rapporto con sua moglie e socia in affari (una splendida Penelope Cruz), mentre la sua amante, madre di un bambino nato fuori dal matrimonio, inizia a perdere la pazienza. Vuole ottenere il riconoscimento del figlio ed entrare ufficialmente a far parte della vita di Enzo, frenato dalle apparenze imposte dalla società borghese e dai vincoli economici che lo legano alla moglie.

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Valutazione: 7.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Un colpo di fortuna – Coup de chance, la recensione del film di Woody Allen

Vivi, mangi, dormi e poi muori. La casualità della vita è sempre stato uno dei temi più cari a Woody Allen, che torna come centrale nel suo nuovo film presentato a Venezia fuori concorso Coup de Chance, ribattezzato in Italia Un colpo di fortuna, realizzando a 88 anni il suo primo film totalmente in lingua francese, ambientato di nuovo a Parigi dopo Midnight in Paris, riuscendone come pochi a catturarne la magia e l’atmosfera.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Dogman di Luc Besson, la recensione

Un camion fa un incidente sotto la pioggia, la polizia accorre sul posto: alla guida c’è un uomo in drag in stato confusionale, con addosso l’outfit rosa sfoggiato da Marilyn Monroe nella sequenza di Diamonds are a girl’s best friends (Gli uomini preferiscono le bionde). All’apertura del vano di carico, un branco silenzioso di cani di ogni razza fissa gli agenti con diffidenza. Si apre con queste premesse il caleidoscopico Dogman di Luc Besson, presentato in concorso all’80ª Mostra del Cinema di Venezia.

La storia si dipana sotto forma di flashback, nel corso del colloquio tra l’autista arrestato e la psicologa del carcere. L’uomo si chiama Douglas e ha alle spalle un’infanzia difficilissima: un padre e un fratello violenti, che si mantenevano con le lotte clandestine tra cani, lo hanno rinchiuso e costretto a vivere per anni nel recinto degli animali da combattimento. Douglas, con i cani, ha sviluppato un rapporto intenso e speciale: sono loro la sua famiglia, il branco che nei momenti di difficoltà non lo ha mai abbandonato.

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Valutazione: 8.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Venezia80. Tutti i vincitori

Si è conclusa stasera l’80esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia e questi sono tutti i premi assegnati dalle giurie di ogni sezione.

Premio per la Realizzazione Venice Immersive: Empereur (Emperor) di Marion Burger e Ilan Cohen

Premio Speciale della Giuria Venice Immersive: Flow di Adriaan Lokman

Gran Premio Venice Immersive: Songs for a Passerby di Celine Daemen

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