The Silence, la recensione

Il 10 aprile Netflix ha lanciato sulla sua piattaforma The Silence, un film di genere survival-horror che per gli appassionati di intertestualità cinematografica – cioè per i saccentelli che amano dire “Ma questo l’ho già visto in…” – sarà una vera chicca.

La famiglia Andrews, formata dal padre Hugh (Stanley Tucci), la moglie Kelly (Miranda Otto), il figlioletto Jude (Kyle Harrison Breitkopf) e la figlia adolescente Ally (Kiernan Shipka) che ha perso l’udito in seguito a un incidente d’auto, vive in una tranquilla cittadella americana, assieme alla nonna materna Lynn (Kate Trotter) e al miglior amico del padre, Glenn (John Corbett).

Dopo che un gruppo di speleologi ha liberato dalle viscere della terra uno stormo di animali primitivi simili a dei piccoli pterodattili ciechi, il mondo entra nel caos.

In poco tempo si viene a scoprire che questi volatili carnivori (come avranno fatto a sopravvivere per secoli a migliaia di metri di profondità dove a malapena vive qualche invertebrato non si saprà mai), a metà fra dinosauri e pipistrelli, attacca qualsiasi cosa che produca anche il minimo rumore.

In questa situazione la famiglia Andrews si trova avvantaggiata dato che, per comunicare con la figlia Ally, sa utilizzare il linguaggio dei segni.

Avendo compreso che la caoticità della cittadella in cui vivono attira più facilmente i volatili predatori, decidono di scappare in qualche posto più sicuro: durante il tragitto capiscono a loro spese che dovranno rinunciare non solo all’uso del linguaggio, ma anche alla tecnologia più “sonora” come le automobili e i cellulari. Trovato rifugio presso un cottage la cui proprietaria è caduta vittima dei rapaci preistorici, la famiglia riuscirà a riacquistare la parvenza di una vita normale fino al momento in cui avrà a che fare con animali ancor più feroci dei Vispi (nome dato a queste specie primitive che stanno distruggendo la società contemporanea): gli esseri umani impauriti.

La pellicola diretta dal regista e curatore di fotografia John R. Leonetti (Mortal Kombat – Distruzione totale, Annabelle, Wish Upon) non brilla per la trama, che è la base di ogni survival-horror dai tempi de Gli Uccelli di Alfred Hitchcock, nonostante il lodevole espediente narrativo del trasformare la disabilità in uno strumento per la sopravvivenza.

Il passato artistico di Leonetti è evidente nella costruzione delle atmosfere: come in Annabelle, il silenzio, ovviamente, la fa da padrone e la tensione è scandita enfatizzando ogni minimo sussulto o gesto naturale; la fotografia ha delle tonalità cupe: la luce opaca evidenzia l’effetto di straniamento dal resto del mondo che i protagonisti vivono allo stesso modo in cui, sul piano del sonoro, ogni movimento è ovattato.

Ancora una volta Netflix cerca di “acchiappare” spettatori grazie a un cast famoso e talentuoso, primo fra tutti Stanley Tucci (Il Diavolo veste Prada, Amabili resti, Hunger Games) e la coppia di attrici protagoniste della serie horror-adolescenziale del momento Le terrificanti avventure di Sabrina, ovvero Miranda Otto e Kiernan Shipka; quest’ultima ha il merito di dare vita a  personaggi decisi ma non aggressivi, più precisamente a uno strong female character che usa il cervello – entro i limiti dei comuni standard intellettivi –  ed è dotato di autocontrollo nei casi di emergenza, insomma, siamo lontani dalle figure ingombranti di Hermione Granger e Katniss Everdeen.

Per i patiti del genere fantascientifico, e non solo, la pellicola apparirà banale e ricca di cliché narrativi (le figure-aiutanti muoiono per prime, nei casi di difficoltà gli esseri umani sono peggiori delle bestie etc..), nell’ultima parte del film compaiono personaggi che avrebbero potuto dare uno scossone alla storyline ma il tutto si risolve in maniera abbastanza prevedibile e superficiale dando l’impressione che si sia cercato di prendere il meglio da Jurassic Park, A Quiet Place e Il Racconto dell’ancella ma che qualcosa sia andato storto.

Ilaria Condemi de Felice

PRO CONTRO
  • Protagonista forte con disabilità.
  • Atmosfere curate.
  • Buona recitazione.
  • Trama prevedibile.
  • Finale affrettato.
  • Ritmo troppo  lento.
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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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The Silence, la recensione, 6.0 out of 10 based on 1 rating
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