Archivio tag: rebecca hall

Onslaught – Assalto finale, la recensione

Ci sono film che la critica ha contribuito a consegnare all’oblio e che, a distanza di quarant’anni, si sono invece rivelati fondamentali per capire il cinema contemporaneo. È una delle tante contraddizioni della storia del cinema di genere: i B-movie degli anni ’80, spesso liquidati all’epoca come prodotti rozzi, derivativi o apertamente trash, hanno in realtà costruito un immaginario potentissimo, formando una generazione di spettatori e, soprattutto, di cineasti. Sono quei film che hanno insegnato a guardare il cinema attraverso il cinema, a riconoscere un’inquadratura, un suono, un ritmo, una trovata e a trasformarli in materiale per una nuova generazione di racconti. Adam Wingard appartiene a quella generazione e, fin dai tempi di You’re Next e soprattutto di The Guest, ha dimostrato di avere un rapporto molto personale con quel cinema. Con Onslaught – Assalto finale compie quindi il suo più scoperto atto d’amore verso il genere degli anni ’80, riportando in vita l’action-horror muscolare, violento e sfrontato di un tempo. E lo fa con la benedizione di A24, realtà che negli ultimi anni ha costruito una delle identità più riconoscibili del cinema indipendente americano e che, pur essendo spesso associata a produzioni più autoriali, qui dimostra di poter sostenere anche un B-movie con ambizioni decisamente più sanguinolente.

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The Beauty a Roma: il cast svela ambizioni, temi e ossessioni della nuova serie horror di Ryan Murphy

Roma è stata la cornice scelta per la presentazione italiana di The Beauty, la nuova serie horror ideata da Ryan Murphy in arrivo su Disney+ dal 22 gennaio con i primi tre episodi. In una conferenza stampa ricca di spunti e riflessioni, il cast internazionale ha parlato dei temi al centro della produzione, della propria esperienza sul set e delle motivazioni che li hanno spinti ad aderire a un progetto così ambizioso.

Tra i protagonisti presenti alla conferenza, ciascuno con un ruolo significativo nel racconto, Evan Peters, Rebecca Hall, Anthony Ramos, Jeremy Pope e Ashton Kutcher hanno condiviso con i giornalisti romani le loro impressioni sul lavoro con Murphy, sul significato della serie e su quel delicato equilibrio tra bellezza, perfezione e identità umana che The Beauty esplora.

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Godzilla e Kong – Il nuovo impero, la recensione

Nell’anno in cui Godzilla vince un Oscar grazie al magnifico lavoro svolto dal team del nipponico Godzilla Minus One, il lucertolone nato nel 1954 nel capolavoro di Ishirō Honda per esorcizzare la minaccia nucleare torna sul grande schermo per il nuovo capitolo del MonsterVerse, per la precisione il quinto, Godzilla e Kong – Il nuovo impero. In cabina di regia c’è, per la seconda volta di seguito, il simpatico Adam Wingard che dopo Godzilla vs Kong ci ha preso gusto a far incontrare e scontrare i due titani in gargantueschi cross-over.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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The Night House – La casa oscura, la recensione

Qualsiasi forma d’arte, qualunque sia la sua natura e il suo obiettivo, segue un percorso evolutivo che la porta a cambiare aspetto, stile e percezione sia nel fruitore che in chi si fa carico di trasmettere, attraverso le proprie opere, emozioni e frammenti di sé e della realtà che ci circonda. Un’evoluzione da cui non sfugge nemmeno il cinema horror che negli ultimi anni, come detto più volte, sta vivendo un cambiamento radicale grazie a giovani registi i quali, mossi dalla voglia di lasciare un proprio marchio indelebile e rivoluzionare schemi ben radicati, hanno dato vita ad una nuova corrente dal linguaggio molto più vicino a quello del cinema d’autore che a quello di genere. Tali premesse hanno portato ad un proliferare di titoli il cui obiettivo principale è quello di spaventare non più attraverso i soliti stilemi, bensì tramite storie che scavano nell’animo umano, nelle sue pieghe più controverse e i meccanismi psicologici più perversi e tenebrosi.

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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Passing – Due donne, la recensione

Presentata alla 16ª edizione della Festa del Cinema di Roma, Passing – Due donne è la sorprendente opera prima da regista dell’attrice britannica Rebecca Hall (classe 1982), prodotta da Significant Production e tratta dall’omonimo romanzo di Nella Larsen, scritto nel 1929 e considerato uno dei capolavori della letteratura americana. La storia si concentra sul difficile tema del razzismo in una sfavillante New York della fine degli anni ’20.

Irene (Tessa Thompson) è una donna sposata con un medico e madre di due bambini, nonostante una tranquilla vita ad Harlem, prova vergogna per il colore della propria pelle in un’America fortemente razzista. La sua amica Clare (Ruth Negga) è ricorsa allo sbiancamento della pelle, sposando un facoltoso uomo bianco di Chicago che non è a conoscenza delle sue vere origini, tra l’altro profondamente razzista. La donna è infelice, poiché vive nella menzogna. Quando le due amiche si incontrano dopo svariati anni, la loro esistenza cambierà radicalmente, generando tra loro una serie di inevitabili confronti.

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Valutazione: 8.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Godzilla vs Kong, la recensione

Dopo una lunga fase produttiva durata ben tre anni e un tribolatissimo iter distributivo minato dalla chiusura dei cinema a causa dell’emergenza sanitaria, l’atteso Godzilla vs Kong vede finalmente la luce ma in Italia, purtroppo, solamente in distribuzione digitale. Un vero peccato non poter assistere a questo epico scontro sul grande schermo, formato per il quale il film è stato pensato e sul quale andrebbe fruito, perché il quarto capitolo del MonsterVerse, nonché cross-over tra le due saghe fantastiche, è un film davvero eccezionale per ogni vero amante del monster-movie ed è anche il primo vero blockbuster di reale valore qualitativo a trovare una distribuzione da molti mesi a questa parte.

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Valutazione: 8.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Tales from the Loop. La relatività temporale nella serie sci-fi tratta dalle opere di Stålenhag

Il cambiamento è parte integrante della Natura. Si cresce, si invecchia, si muore.

Ma il tempo (del cambiamento) è relativo, come spiegava Einstein, è può essere lunghissimo, quasi impercepibile nel suo scorrere, così come può trascorrere in un battito di ciglia.

Parte proprio da questo basilare principio fisico l’architettura ideologica alla base di Tales from the Loop, la serie fantascientifica di Amazon Prime Video che sta facendo – giustamente – parlare di se.

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1921 – Il mistero di Rookford, la recensione

1921, Inghilterra. La giornalista investigativa Florence Cathcart si occupa di smascherare montature che riguardano il paranormale e per la sua esperienza sulla materia viene contattata dal direttore del collegio di Rookford, dove gli alunni sono terrorizzati dalla presenza di un fantasma. Florence si reca immediatamente nella magione sperduta nei boschi e comincia a piazzare le sue strumentazioni. Già la prima notte riesce ad intuire chi si nasconde dietro la maschera del presunto fantasma, ma naturalmente la questione non è proprio così semplice da risolvere.

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Il cinema del desiderio. Chiamami col tuo nome e Professor Marston and the Wonder Women in Blu-ray

Tutti i desideri che cerchiamo di soffocare covano nel nostro animo e lo avvelenano.

L’unico modo per liberarsi di una tentazione è cedervi.

(Oscar Wilde)

Desiderare ed esser desiderati. Spesso ci si trova a parlare di “desiderio” in modo molto semplicistico o superficiale, relegando questo ad un’effimera idea che può trovare correlazione verso un oggetto o un altro individuo. Tanto ma mai abbastanza è stato detto circa il “desiderio” che, senza troppi indugi, può essere considerato il sentimento più antico e complesso che governa ogni scelta dell’essere vivente. Il desiderio, perciò, può muoversi in direzione di qualunque cosa e a divenir frutto del desiderio può essere anche un’ideale, un concetto e persino un altro stato d’animo. Come sostiene Freud, in fondo, ci sono desideri così complessi che spesso l’individuo non vorrebbe rivelare nemmeno a sé stesso. Ed è proprio il desiderio a guidare le recenti uscite home video di Universal Pictures e Sony Pictures Home Entertainment che, in un solo colpo, mettono sul mercato due film profondamente diversi ma accomunati dalla medesima struttura argomentativa: la ricerca ossessiva del desiderio e il suo difficile (a volte impossibile) perseguimento a causa di fattori esterni che sfuggono dalla nostra volontà. Parliamo del film rivelazione Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino, premiato agli scorsi Oscar 2018 per la miglior sceneggiatura non originale (firmata da James Ivory), e del biopic Professor Marston and the Wonder Women che ci fa conoscere l’inaspettata genesi di uno dei supereroi più noti e importanti nella storia dei fumetti: Wonder Woman.

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The Dinner, la recensione

Complesso, stratificato, estenuante, The Dinner, regia di Oren Moverman, è un film che vive di sprazzi, dell’intensità dei suoi (pochi) momenti riusciti e della frustrazione di un prodotto che è tanto affascinante quanto imperfetto.

The Dinner è l’adattamento cinematografico di un caso letterario tra i più caldi degli ultimi anni, La Cena, di Herman Koch, fonte dalla quale, peraltro, lo stesso Ivano De Matteo aveva attinto per trarre lo spunto de I Nostri Ragazzi in un passato non troppo lontano.

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