Archivio tag: Vanessa Kirby
I Fantastici Quattro – Gli inizi, la recensione
La nuova consapevolezza con cui i cinecomics degli ultimi mesi si approcciano al pubblico è ammirevole. È sicuramente un naturale punto di arrivo dopo anni e anni di successi, durante i quali i supereroi sono entrati nella vita di molte persone, anche chi non era (e non è) abituato a seguirne le avventure a fumetti. Il supereroe non ha più bisogno di troppe presentazioni, di ricordare al pubblico del cinema le sue origini, il suo mondo, i suoi comprimari. Il supereroe è perfettamente sedimentato nell’immaginario collettivo, fa parte dell’esperienza umana contemporanea, è riconosciuto, conosciuto e amato.
Così, nel 2025, dopo un ventennio intenso di cinecomics atti a creare universi condivisisi e multimediali, dopo quasi cinquant’anni dalla nobilitazione nella Settima Arte, il supereroe può permettersi di scansare ogni convenevole ed entrare a gamba tesa in una nuova avventura, anche lì dove formalmente si trova al primo incontro con il pubblico. Almeno nella versione che viene proposta.
Qualche anno fa i Marvel Studios avevano intelligentemente adottato questa strategia con lo Spider-Man interpretato da Tom Holland e a distanza di pochi giorni uno dall’altro, abbiamo trovato questa logica, resa in maniera decisamente più estrema, sia in Superman di James Gunn che ne I Fantastici Quattro – Gli inizi. Parliamo sempre e comunque di personaggi fortemente iconici, già raccontati al cinema in diverse occasioni, ma trovare sia Superman che i Fantastici 4 introdotti in medias res in quelli che sulla carta sono i loro film d’esordio ha un che di coraggioso. Sicuramente soddisfacente per noi fumettofili incalliti, probabilmente spiazzante per molti altri.
Eden, la recensione
Tra le due Guerre, il dottor Friedrich Ritter fugge dalla Germania rinnegando i valori borghesi, sfiduciato dalla piega presa dalla politica e dalla società tedesca, e si rifugia sull’Isola di Floreana, nell’arcipelago delle Galapagos. Insieme a lui l’amante e discepola Dora Strauch, malata di sclerosi multipla.
Nel corso degli anni, Ritter invia alla stampa tedesca le sue lettere con le quali espone la sua teoria filosofica per gettare la basi di una nuova civiltà e millanta anche una miracolosa e repentina guarigione di Dora. Tra coloro rimasti affascinati dagli scritti del dottore c’è il veterano di guerra Heinz Wittmer, che decide di raggiungere Ritter insieme alla sua giovane moglie Margret e suo figlio Harry, malato di tubercolosi, con l’intento di trovare una cura per il ragazzo.
L’iniziale convivenza tra Ritter e Wittmer non è tra le migliori, ma con le dovute distanze il dottore accetta gli “ospiti”, il problema sopraggiunge con l’arrivo della sedicente Baronessa Eloise Bosquet de Wagner Wehrhorn e dei suoi servitori/amanti, intenzionata ad aprire un resort sull’isola.
I Fantastici 4: Gli Inizi. Svelato il teaser trailer italiano
Il film Marvel Studios I Fantastici 4: Gli Inizi (The Fantastic Four : First Steps, in originale), arriverà nelle sale italiane il 23 luglio 2025 e il lancio del teaser trailer è stato celebrato con uno speciale evento dal vivo allo U.S. Space & Rocket Center, sede dello Space Camp, a Huntsville, in Alabama, con la partecipazione dei principali membri del cast. I fan di tutto il mondo si sono sintonizzati tramite livestream sui profili social Marvel e così hanno potuto assistere al grande debutto in tempo reale con il razzo “Saturn 5” a fare da sfondo. Il trailer e i poster sono ora disponibili.
Napoleon, la recensione del kolossal di Ridley Scott con Joaquin Phoenix
Dopo l’uscita di 2001: Odissea nello spazio, Stanley Kubrick si mise al lavoro su un biopic su Napoleone Bonaparte. Si trattava di un kolossal che avrebbe ripercorso, nella durata di 180 minuti, tutta la vita del celebre generale francese, dall’infanzia alla morte, passando per la sua formazione militare, la vita politica e le conquiste. Il Napoleon di Stanley Kubrick, oggi documentato dal ritrovamento di una sceneggiatura originale negli archivi della United Artist, non vide mai la luce e il perché è da cercare esclusivamente nella difficoltà che il regista newyorkese ebbe nel trovare finanziamenti. Pare, infatti, che gli furono chiuse molte porte in faccia anche a causa del sonoro insuccesso del film Waterloo (1970) di Sergei Bondarchuk. E così Kubrick, dopo Arancia meccanica, si dedicò a un altro film storico, Barry Lyndon.
Mezzo secolo dopo, un grande regista contemporaneo come Ridley Scott ci riprova e ci riesce a fare Napoleon!
Mission: Impossible – Dead Reckoning – Parte Uno, la recensione
È curioso notare come, ormai superate due decadi degli anni 2000, Tom Cruise sia diventato sinonimo di blockbuster nel senso più classico del termine. L’ex ragazzo dal sorriso infallibile, grazie a un lavoro impeccabile sulla sua immagine e sulle opere a cui prendere parte, restituisce oggi al pubblico quel senso dell’intrattenimento che negli ultimi vent’anni, inevitabilmente, si è andato sempre più a modificare, smussare, contaminare e ridefinire. Invece, tra la rinascita da Oscar di Top Gun e il franchise di Mission: Impossible, ci ritroviamo faccia a faccia con quella tipologia di blockbuster che ha caratterizzato gli anni ‘80 e ’90, quelli in cui la spettacolarità e gli effetti speciali andavano a braccetto con trame appaganti e personaggi carismatici.
Questa premessa nasce dalla constatazione, durante la visione di Mission: Impossible – Dead Reckoning – Parte Uno, che il nuovo capitolo della saga su Ethan Hunt è oggi quanto di più vicino a quel tipo di intrattenimento di qualità che riempiva le sale a metà degli anni ’90, proprio l’epoca in cui esordiva al cinema Mission: Impossibile, e a cui oggi è inevitabile guardare con una certa romantica nostalgia, soprattutto se, come chi scrive, viaggiate attorno ai 40 anni. Ma la cosa sorprendente è che un Dead Reckoning – Parte Uno, pur rievocando la sintassi narrativa e il sense of wonder di certi prodotti hollywoodiani di 25 anni fa, è perfettamente inserito nella contemporaneità per la spettacolarità e l’elaborazione di alcune scene madri e per il tema che affronta, mai tanto attuale come un’intelligenza artificiale potenzialmente pericolosissima.
Napoleon, il trailer italiano del nuovo film storico di Ridley Scott
Ridley Scott torna a raccontare la Storia, quella con “S” maiuscola e, a poco tempo da The Last Duel, è ancora un film in costume ad essere al centro della sua visione personale: Napoleon. Il biopic bellico ha per protagonista il premio Oscar Joaquin Phoenix, nei panni dell’imperatore francese Napoleone Bonaparte, affiancato da Vanessa Kirby nel ruolo di Giuseppina di Beauharnais, prima moglie di Bonaparte.
Napoleon è un film Sony Pictures e sarà nelle sale italiane dal 23 novembre distribuito da Eagle Pictures.
The Son, la recensione del film con Hugh Jackman
The Son, ideale prequel di The Father, film che fece vincere il premio Oscar come miglior attore protagonista ad Anthony Hopkins, è la seconda parte della trilogia ispirata alle sceneggiature teatrali di Florian Zeller, anche regista dei due film e vincitore, sempre con The Father, del premio Oscar per la miglior sceneggiatura non originale.
Il protagonista di The Son è Peter Miller, interpretato da Hugh Jackman, figlio del protagonista di The Father Anthony (Anthony Hopkins), e al centro del film c’è il suo rapporto con il figlio adolescente Nicholas (Zen McGrath), l’ex moglie Kate (Laura Dern), e la nuova moglie Beth (Vanessa Kirby), con cui ha avuto un altro figlio.
Venezia77. The World to Come, la recensione
Tratto dal romanzo Il Mondo che Verrà di Jim Shepard, che è anche sceneggiatore del film, The World to Come è il diario di Abigail (Katherine Waterston), una donna americana di metà ‘800 che conduce una vita monotona e spenta con il marito Dyer (Casey Affleck), mantenendosi coltivando il proprio pezzo di terra. Dopo anni di vita condivisa assieme e una figlia persa in tenera età, i due sembrano infatti non avere più nulla da dirsi, annoiati e depressi nella propria solitudine e incomunicabilità. Tutto questo però è destinato a cambiare quando un’altra coppia va a vivere vicino a loro.
Fast and Furious: Hobbs & Shaw, la recensione
Quando nell’ormai lontano 2013 il personaggio di Luke Hobbs fece capolino nella saga di Fast and Furious riscuotendo un enorme favore da parte degli spettatori, avevamo già capito che un nuovo membro si era stabilmente unito alla “famiglia”. Erano i tempi di Fast and Furious 6, a dar corpo allo strabordante agente del DSS c’era un Dwayne Johnson in costante ascesa, e in più momenti l’ex wrestler riusciva anche a rubare la scena ai colleghi più rodati della saga. Deckard Shaw anche entra scena nel sesto film del franchise, un colpo di coda geniale come scena post credits che annunciava la spietata ex-spia del MI6 interpretata da Jason Statham come vendicativa minaccia del film successivo. Ed è infatti in Fast and Furious 7 nel 2015 che Hobbs e Shaw si incontrano e scontrano per la prima volta, delineando una nuova coppia di avversari capaci di catturare l’attenzione per ben due film, ridefinendo anche le priorità di casting all’interno della saga action economicamente più fruttuosa di sempre.








HorrorCult è tornato! Lo storico portale web dedicato al mondo del cinema horror. 























