Archivio tag: blumhouse

Firestarter, la recensione

Come sappiamo, l’enorme successo riscosso dall’adattamento cinematografico di IT ha riacceso l’interesse delle majors nei confronti di Stephen King e delle sue opere, tanto i classici quanto i lavori più recenti; questo vuol dire, se si decide di mettere mano ai primi romanzi del “Re del Maine”, che c’è una buona possibilità di raccontare per immagini una storia che qualcuno aveva già portato al cinema (o in tv). È accaduto con IT, appunto, con Carrie, con Pet Sematary, a brevissimo con Salem’s Lot ed ora accade anche con Firestarter.

Il romanzo pubblicato per la prima volta nel 1980 – in Italia nel 1982 con il titolo L’incendiaria – è già stato trasposto al cinema nel 1984 con Fenomeni paranormali incontrollabili, una ricca produzione firmata da De Laurentiis, diretta da Mark L. Lester (quello di stracult come Commando e Classe 1999) e interpretata da Drew Barrymore e David Keith, che ha anche goduto di un sequel televisivo nel 2002, il pregevole L’incendiaria (Firestarter 2: Rekindled) di Robert Iscove.

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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Sweetheart, la recensione del monster-movie Blumhouse

La paura dell’ignoto, il desiderio proibito di spingersi oltre le proprie conoscenze e la possibilità che le viscere della terra siano abitate da creature mostruose e antiche quanto il mondo, sono da sempre tra i motori principali della narrativa horror, e della fantascienza in generale. Da queste suggestioni, infatti, sono scaturiti una serie infinita di romanzi e di film i cui protagonisti si vedevano costretti a fronteggiare mostri dall’aspetto gigantesco e invincibile, provenienti da ogni angolo recondito della terra e sempre presenti nelle leggende e nelle credenze di origine arcaica. Se in ambito letterario tale tematica ha partorito una florida moltitudine di romanzi e filoni dei quali farle un elenco sarebbe esercizio sterile ed estremamente abusato, il mondo del cinema l’ha sfruttata per realizzare autentici cult raggruppabili in quello che viene definito con il filone del survival-horror.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Welcome to the Blumhouse: 4 nuovi film a ottobre

Amazon Prime Video ha annunciato l’edizione 2021 di Welcome to the Blumhouse, la seconda serie di film thriller/horror sviluppati e prodotti da Blumhouse Television e Amazon Studios: Bingo Hell, Black as Night, Madres e The Manor saranno disponibili in tutto il mondo dal prossimo ottobre in esclusiva su Prime Video.
Welcome to the Blumhouse ha esordito nell’autunno 2020 su Prime Video con quattro film, La bugia, Black Box, Evil Eye, Notturno e tornerà con pari numero di film interpretati da cast di attori affermati ed emergenti con alla regia una serie di talenti emergenti, prevalentemente al femminile.

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Freaky, la recensione

E chi avrebbe mai potuto pensare che un nuovo slancio per l’horror arrivasse dalle commedie cult del passato? Di certo il genere sanguinolento per eccellenza non è nuovo alla contaminazione con le dinamiche brillanti e la risata, si pensi, rimanendo in tempi relativamente vicini a noi, al grande successo di Shaun of the Dead – L’alba dei morti dementi e Benvenuti a Zombieland, se non addirittura a Scream, che è stato capace di risollevare un intero genere creando un nuovo brand di successo, ma quello che sta accadendo in quel di Blumhouse non ha precedenti.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Into the Dark: Il ballo della purezza, la recensione

Dodicesimo ed ultimo appuntamento con Into the Dark, la serie antologica targata Blumhouse destinata al circuito televisivo, recentemente distribuita in Italia da RaiPlay. Una serie di lungometraggi slegati tra loro, dodici (a stagione) come i mesi dell’anno, il cui unico punto in comune è quello di svolgersi durante una festività.

Giunti ormai alla fine di questo viaggio tra le varie festività dell’anno, pagane e religiose, il cui traghettatore ideale è Jason Blum, è possibile stilare un bilancio di questa serie tv targata BlumHouse. Un insieme di episodi slegati fra loro la cui qualità media, caratterizzata da un fisiologico alternarsi di luci ed ombre, può ritenersi comunque soddisfacente e figlia di quella che è la ormai nota politica della casa di produzione più florida del panorama horror contemporaneo: giovani registi emergenti dalle buone idee da sviluppare attraverso un budget striminzito a disposizione.

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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Into the Dark: Lo spirito della scuola, la recensione

Penultimo appuntamento con la prima stagione di Into the Dark, la serie antologica targata Blumhouse destinata al circuito televisivo, recentemente distribuita in Italia da RaiPlay. Una serie di lungometraggi slegati tra loro, dodici (a stagione) come i mesi dell’anno, il cui unico punto in comune è quello di svolgersi durante una festività.

School Spirit (Lo Spirito della Scuola) è l’undicesimo episodio di questa prima annata che sembra aver riservato i titoli più interessanti da metà percorso in poi. La ricorrenza di riferimento è quella del primo giorno di scuola. Ad un passo dalla conclusione, arriva (finalmente) l’escursione in un territorio tanto caro agli horror fan di vecchia data: lo slasher. Con un film che avrebbe potuto intitolarsi tranquillamente I Know What You Did Last Breakfast Club. Già, perché dal cult di John Hughes il film mutua l’espediente del gruppo eterogeneo di studenti costretti a trascorrere insieme il sabato a scuola come punizione per marachelle di vario genere, spunto che in realtà serve per mescolare il suddetto slasher al teen drama.

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Scott Derrickson al lavoro su un nuovo horror: The Black Phone

Dopo l’abbandono di Doctor Strange nel Multiverso della pazzia, affidato da Marvel Studios a Sam Raimi, il regista originario di Denver Scott Derrickson è tornato al genere che gli ha dato la celebrità, l’horror. Infatti, è appena iniziata la pre-produzione di The Black Phone, un horror claustrofobico che Derrickson dirigerà per Blumhouse e che sarà distribuito da Universal Pictures.

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Into the Dark: Fateci entrare, la recensione

Nono appuntamento con Into the Dark, la serie antologica targata Blumhouse destinata al circuito televisivo, recentemente distribuita in Italia da RaiPlay. Una serie di lungometraggi slegati tra loro, dodici (a stagione) come i mesi dell’anno, il cui unico punto in comune è quello di svolgersi durante una festività.

Seguendo quella che è da sempre la sua filosofia produttiva e imprenditoriale, Jason Blum ha deciso anche per questa serie di dare spazio a registi emergenti o quantomeno alla caccia della grande occasione per farsi conoscere al grande pubblico, lasciando loro carta bianca per quanto riguarda l’interpretazione delle tematiche e delle festività affidategli. Un’impostazione che sta dando vita ad una serie di episodi variegati sia dal punto di vista stilistico che, soprattutto, di quello qualitativo con film davvero meritevoli ai quali fanno da contraltare altri dal valore decisamente deludente.

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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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The Vigil – Non ti lascera’ andare arriva in home video in edizione combo DVD + bluray disc

Lo scorso settembre, quando tutto sembrava tornare lentamente alla normalità e prima delle nuove misure ristrettive sanitarie che avrebbero causato nuovamente, da lì a breve, la chiusura delle sale cinematografiche, un altro horror a marchio Blumhouse si affacciava nelle sale con distribuzione Bim. Si tratta di The Vigil – Non ti lascerà andare, claustrofobico e angosciante film dell’orrore che affonda le proprie radici nella cultura e nel folklore ebraico. Adesso The Vigil è disponibile in home video con Eagle Pictures e Bim, inserito nella collana “HellHouse”, in una bella edizione combo DVD + blu-ray disc impreziosita da un’esclusiva card da collezione.

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Ve ne dovevate andare – You Should Have Left, la recensione

La paura dei fantasmi è uno dei sentimenti più antichi e ancestrali insiti nell’animo umano, ed anche per questo rivisitato da artisti di ogni epoca, in particolare in letteratura, la cui modalità di rappresentazione e visione d’origine sono legate in maniera indissolubile ad un nome ben preciso: Edgar Allan Poe. Il maestro americano della letteratura gotica, infatti, è colui che ha codificato il modo di raccontare le storie di fantasmi e ha delineato un nuovo punto di vista con cui gli uomini inquadrano gli spiriti provenienti da altre dimensioni. Se prima di Poe i fantasmi venivano ricercati solamente in religioni del passato, antiche divinità esotiche o in castelli avvolti da terribili maledizioni tramandate di generazione in generazione, con lo scrittore statunitense si parte da un principio tanto innovativo quanto vicinissimo all’animo umano: i fantasmi hanno origini non esterne all’uomo, ma risiedono dentro di noi e le insenature inesplorate della nostra coscienza.

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