Archivio tag: Reda Kateb

Wolf Call – Minaccia in alto mare, la recensione

Cinema e sottomarini sono un binomio difficilissimo da far collimare con efficacia e ce lo dimostra il nutrito stuolo di film che periodicamente associa una trama bellico/politica con una claustrofobica location sottomarina. Brutti film per lo più, dispiace dirlo. Di solito, infatti, fare un film di guerra in un sottomarino è il modo più economico per una casa di produzione per sfruttare il genere bellico, vista la possibilità di girare in un ambiente unico, in interni ricostruiti in un teatro di posa, con pochi attori, computer grafica relativamente semplice per gli esterni nei fondali marini e nessuna necessità di stupire lo spettatore con scene troppo spettacolari.

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Fratelli nemici – Close Enemies, la recensione

Nati nello stesso, povero quartiere periferico, la vita li ha condotti sui fronti opposti della legge: da una parte Manuel, criminale che smercia cocaina con il suo amico d’infanzia Imrane; dall’altra Driss, agente della narcotici che non perde mai d’occhio i loschi affari portati avanti nelle strada che percorreva da piccolo.

Ma l’improvvisa esecuzione del socio, nonché migliore amico di Manuel, costringe il ragazzo alla fuga sia dalla sua famiglia criminale, sia dalla polizia, alla frenetica ricerca della verità. E l’unico disposto ad aiutarlo pare sia Driss.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Ippocrate, la recensione

Ippocrate, antico medico greco, famoso per aver messo sullo stesso piano professionalità e morale.

Ippocrate, film prodotto nel 2014 e uscito in Italia nel 2018, cerca una morale nella professionalità di medici parigini, il cui lavoro spesso impone di ignorare i principi del medico greco.

Una breve sinossi: il giovane medico Benjamin (Vincent Lacoste), figlio del capo reparto di medicina interna – branca ospedaliera ben delineata nel telefilm Doctor House (spesso citato in maniera ironica in questo lungometraggio) – inizia a lavorare a Parigi nello stesso reparto del padre; con lui è arrivato a esercitare la professione anche un altro medico abbastanza giovane, Abdel (Reda Kateb), algerino, che ha già avuto modo di fare esperienza nel suo Paese, ma che adesso vuole trasferire la sua famiglia in Francia. Attraverso le esperienze di questi due dottori, il regista punta a screditare parte del sistema sanitario francese.

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Venezia 73: Les beaux jours d’aranjuez

Wim Wenders e Peter Handke si risiedono a tavolino dopo ventinove anni (Il cielo sopra Berlino, 1987) per adattare la celebre pièce del drammaturgo austriaco a un film 3D dal carattere fortemente esistenzialista.

A cosa serve utilizzare la tecnica del 3D per produrre una pellicola interamente ambientata nel giardino di una villa nell’ile-de-France? Se ve lo state chiedendo, vuol dire che il cinema di Wim Wenders non fa per voi.

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